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Giovedì, 15 Marzo 2012
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Giovedì 15 Marzo 2012 15:16
Spettacolo & Cultura
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Approvata all’unanimità in VI commissione della Regione Puglia, presieduta da Francesco Ognissanti, la proposta di legge relativa alla “Rievocazione storica della Disfida di Barletta” a firma dei consiglieri Franco Pastore, Ruggiero Mennea, Filippo Caracciolo e Giovanni Alfarano. Alla seduta sono intervenuti anche Francesco Palumbo (Direttore d'Area) e Anna Perrone (dirigente) del Servizio Cultura e spettacolo della Regione, convocati per gli approfondimenti nomativi in merito.
L’articolo unico è stato riformulato allo scopo di poter rendere disponibili al Comune di Barletta i 200 mila euro stanziati dalla Regione nel bilancio di previsione 2012.
In particolare si prevede che la somma sarà messa a disposizione in base all’articolo 14 comma 1della legge regionale 6 del 2004 “Norme organiche in materia di spettacolo e norme di disciplina transitoria delle attività culturali”. Il servizio Cultura e spettacolo comunicherà al Comune di Barletta le modalità e procedure di presentazione e gestione del progetto.
Rinviata invece l’audizione dell’assessore al Lavoro Elena Gentile sullo stato dell’arte del Piano straordinario per il lavoro in Puglia 2011. |
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Giovedì 15 Marzo 2012 15:08
Ambiente & Energia
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“Già nel 2011, con una delibera di giunta (la 1573) la Regione Puglia, per rispettare una serie di necessità convergenti, ha intrapreso un percorso pionieristico per lo smaltimento della Posidonia spiaggiata. Rifacendosi a studi del CNR e dell'Università di Bari avevamo in quella sede individuato i territori di Bari, Manfredonia, Mola di Bari, Fasano, Ugento e Manduria tra quelli con rilevanti quantità di alghe riscontrate, molto al di sopra della normale presenza utile a preservare il litorale dall'erosione e tale da arrecare disagio a cittadini, bagnanti e gestori di stabilimenti balneari”. Così sul tema l'assessore alla Qualità dell'Ambiente Lorenzo Nicastro. “Al fine di gestire lo smaltimento di queste significative quantità di alga rinvenute sul territorio, il Governo Regionale avviò una procedura negoziale con i comuni e gli Ato interessati per la realizzazione di impianti di digestione anaerobica che utilizzino la Posidonia spiaggiata in esubero alla produzione di compost di qualità. In questa direzione sono stati selezionati gli interventi in favore dell'Ato Fg3 nel comune di Manfredonia, e nell'Ato Ba5 nel comune di Cellammare. Una decisione - prosegue Nicastro – corroborata da scelte tecniche fondate e che, oggi, trova riscontro anche nel dossier a sostegno dell'articolato che accompagna il testo licenziato dal Senato per la conversione del DL 2/2012 recante misure in materia di ambiente”. “Siamo particolarmente orgogliosi del fatto che il nostro lavoro sia preso a modello e sottoposto all'attenzione delle altre regioni con problemi similari, sebbene per ragioni procedurali connesse ai lavori della Camera dei Deputati la parte del testo normativo sia stato stralciato per essere poi inserito in una formulazione ad hoc. Resta – conclude Nicastro – tuttavia, la soddisfazione per il riconoscimento morale di un processo virtuoso innescato nella nostra Regione e che, il Senato della Repubblica, propone come case history di riferimento". |
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Giovedì 15 Marzo 2012 15:02
Ambiente & Energia
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In relazione alla posizione del Ministero dell’Ambiente che annuncia un’apertura sull’utilizzo di OGM in agricoltura, interviene l’Assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Dario Stefàno, in veste di Coordinatore nazionale della Commissione Politiche Agricole. “Siamo sorpresi e francamente preoccupati – ha detto Stefàno - per le dichiarazioni del Ministro Clini apparse in un’intervista ad un quotidiano sulla possibilità di un utilizzo degli OGM in agricoltura. Più volte abbiamo espresso la nostra netta contrarietà all’impiego di materiali geneticamente modificati in agricoltura. Una posizione condivisa da tutto il Sistema delle Regioni e ribadita in tutti i consessi, anche in quelli dell’Unione Europea”. “Non conosciamo – ha continuato Stefàno - i motivi che hanno spinto il Ministro Clini a tali dichiarazioni, che collidono con le ragioni della tutela di una agricoltura italiana basata sulla tipicità delle coltivazioni e su un patrimonio di biodiversità che deve essere assolutamente salvaguardato se non si vuole correre il rischio di perdere l’indiscusso primato della qualità. Anche soltanto l’utilizzo parziale degli OGM nelle coltivazioni con la finalità di risorsa energetica finirebbe per innescare pericolosi e irreversibili fenomeni di contaminazione con le produzioni autoctone”. “Sono certo di interpretare il pensiero e la posizione dei miei colleghi delle altre regioni italiane – ha concluso Stefàno – continuando a confermare il nostro convinto no agli OGM che ribadiremo anche in tutte le sedi istituzionali e sottolineando l’opportunità della linea dell’esercizio della clausola di salvaguardia, sulla quale richiamiamo anche l’impegno del Ministro all’agricoltura, Catania”.
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Giovedì 15 Marzo 2012 14:55
Politica
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La Conferenza delle Regioni, su proposta e relazione dell’assessore Dario Stefàno e coordinatore della Commissione Politiche agricole nazionale, ha approvato oggi alcuni ordini del giorno strategici che nel pomeriggio saranno consegnati all'attenzione del Governo in sede di conferenza Stato - Regioni. Da segnalare l’ordine del giorno sull’Accordo UE-Marocco di liberalizzazione degli scambi di prodotti agricoli e della pesca, con la richiesta di intervento al Governo e alla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo “affinché si esiga una uniformità di comportamento rispetto agli studi preliminari, agli accordi e il continuo monitoraggio del rispetto delle quote, oltre al rafforzamento dei controlli alle frontiere, per evitare frodi e violazioni dei prezzi di importazione”. “Le Regioni - spiega l’assessore Stefàno - nutrono non poche perplessità sull’impatto economico dell’accordo per le produzione dei Paesi membri. È forte la preoccupazione per gli effetti destabilizzanti per l’economia, per i giovani e per le prospettive di sviluppo della agricoltura e della pesca, derivanti dall’accordo che interviene in un momento particolarmente difficile per l’economia e per il settore agricolo in particolare. Da un punto di vista dell’impatto economico, infatti, la ratifica dell’accordo sottopone il mercato comunitario a dei rischi, causati dalle potenziali ricadute economiche negative nei territori specializzati nella coltivazione di ortaggi e di altre produzioni mediterranee, quali agrumi, olive, frumento”. Pertanto, con l’ordine del giorno odierno si chiede l’intervento diretto del Governo e nell’ambito della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo affinché si esiga da parte della Unione Europea: - indagini e studi particolareggiati per valutare l’impatto sociale ed economico dell’accordo sui produttori agricoli e della pesca europei e sui prodotti comunitari con particolare riferimento alle produzioni mediterranee, ed i relativi riflessi occupazionali; per il futuro, una preventiva e immediata verifica e valutazione dell’impatto economico dell’accordo per le produzione dei Paesi membri della Comunità; un monitoraggio continuo, anche attraverso accordi istituzionali e meccanismi specifici, per lo scambio di dati ed di informazioni sulle produzioni e sugli scambi commerciali al fine di evitare perturbazioni dei mercati; il rafforzamento dei sistemi di controllo e l’accelerazione del processo di revisione normativa sul sistema dei prezzi e delle organizzazioni comuni di mercato. Altro ordine del giorno, quello relativo al Ricorso della Federcoopesca contro il Regolamento (CE) n.1224/2009 (c.d. Regolamento Controlli) presso il Tribunale di I grado dell’Unione Europea. Le Regioni hanno dato singolarmente la propria disponibilità a costituirsi ad adiuvandum al fianco di Federcoopesca, condividendone le ragioni, poiché il Regolamento in questione appare troppo oneroso per gli operatori, difficilmente applicabile e limitativo per la libertà dell’impresa. “La sostenibilità ambientale della pesca – spiega il coordinatore Stefàno – non deve mettere alla prova la sostenibilità economica, ma anzi entrambe devono poter essere tenute assieme. E i Controlli devono poter assicurare questo ambizioso obiettivo”. Con l’ordine del giorno odierno si invita il Governo a valutare la possibilità di un ricorso autonomo da parte dello Stato che affianchi, anch'esso ad adiuvandum, il ricorso presentato dagli operatori e nel contempo a porre in essere tutte le possibili iniziative utili a sostenere il ricorso pendente. |
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Giovedì 15 Marzo 2012 14:44
Politica
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La Puglia è la prima regione in Italia per la crescita delle esportazioni. Ad annunciarlo è il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, dopo aver letto il report Istat dedicato alle esportazioni nelle regioni italiane. Nell’arco di 12 mesi del 2011 l’export pugliese è cresciuto del 17,9% rispetto allo stesso periodo del 2010. È il dato migliore in Italia. Seconda regione per incremento è la Sicilia, dove la crescita è del 15,5%, mentre al terzo posto si collocano a pari merito l’Abruzzo e la Liguria con una crescita del 14,7%. Sull’intero territorio nazionale, invece, l’aumento si ferma all’11,4%. “La differenza di 1,25 miliardi di euro tra i dati assoluti del 2011 rispetto a quelli del 2010 è l’unico spread che ci riempie di orgoglio”, ha commentato Vendola.
“La Puglia è espressione di un’inversione di tendenza che dimostra come si possa uscire dallo stereotipo del Sud piagnone. Siamo un piccolo territorio che ha saputo proporsi al grande mondo globale pur restando fedele a se stesso, ai suoi valori e alle sue tradizioni. Ci siamo presentati ai mercati esteri aprendo la serratura del futuro con le chiavi dell’innovazione. Ed oggi siamo il territorio in Italia che cresce di più sui mercati esteri”. Nel 2011 le vendite all’estero della Puglia valgono 8,159 miliardi di euro con una crescita rispetto ai valori precrisi del 2008 di 719milioni. In quell’anno infatti furono esportate merci per 7,440 miliardi. Dunque la Puglia ha superato i valori precedenti alla crisi globale del 9,6%. Se poi guardiamo ai numeri assoluti del 2010, si passa da 6,919miliardi agli 8,159 attuali, una crescita appunto di 1,250 miliardi di euro. “Questo primato – ha concluso Vendola – ci conforta sulla bontà delle politiche attuate in tema di internazionalizzazione, ma soprattutto ci insegna che le aziende spinte anche dagli incentivi regionali hanno imparato ad innovare e così sono diventate più competitive e più forti sui mercati esteri. Basti pensare che solo per ricerca e innovazione dal 2009 ad oggi abbiamo finanziato 615 progetti per 304,2 milioni di incentivi”.
Ed ecco il documento di Loredana Capone, vice presidente della Regione Puglia, a commento del boom pugliese delle esportazioni.
“Il primato della Puglia nelle esportazioni (+17,9%) rilevato dall’Istat nel report pubblicato ieri arriva dopo un anno di grande crescita nelle esportazioni di trimestre in trimestre, con riposizionamenti anche per settori, come il Tac (Tessile, abbigliamento e calzaturiero), che hanno particolarmente risentito della crisi degli anni scorsi”. Con queste parole la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone ha voluto commentare i dati Istat sulle esportazioni nelle regioni italiane. “Dopo 12 mesi di successi – ha detto - il dato sicuramente più interessante è il forte aumento nelle vendite nei mercati extra UE (+19,4%), sebbene siano in crescita anche le esportazioni nei paesi dell’UE (+16,8%). “Non posso dunque che esprimere grande soddisfazione per un risultato che premia la dinamicità delle nostre imprese che hanno imparato, guidati anche dalle politiche regionali, come la competitività si guadagni con l’innovazione”. Sul fronte dei settori all’exploit delle vendite dei prodotti dell’estrazione da cave e miniere (+158,2%), si aggiunge quella dei mezzi di trasporto in generale (+58,3%) e degli autoveicoli in particolare (+70,8%), forti anche gli articoli in gomma con un +46,3%. Salgono per più del 30% i prodotti in legno e gli articoli farmaceutici; bene il comparto dei prodotti alimentari, bevande e tabacco con un +17,2% e i metalli con un +15,1%, mentre i prodotti tessili e dell’abbigliamento, pelli e accessori segnano un +6,2%. |
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Giovedì 15 Marzo 2012 11:32
Politica
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Tra i problemi che aggravano, oggi, i nostri anziani, sono da considerare prioritari i maltrattamenti, l’emarginazione sociale e assistenziale e la mancanza di sicurezza. La Uil pensionati provinciale di Brindisi chiede ne siano emarginati i punti di debolezza ed esprime solidarietà verso gli anziani maltrattati e vittime di furti in casa e per strada. I recenti episodi accaduti a Brindisi e a Francavilla Fontana suscitano in noi rabbia, malumore e malcontento. A Francavilla Fontana il primo marzo a un anziano, dopo aver riscosso la pensione, gli è rubato il portafoglio all’uscita della posta, ma l’episodio che suscita, di più, preoccupazione perché i ladri sono entrati in casa, è quello accaduto domenica sera, 11 marzo, a Brindisi. I malcapitati sono una coppia di anziani, marito e moglie, rispettivamente di 80 e 78 anni, che abitano in via Carrozzieri, in una strada non illuminata. I delinquenti hanno fatto tutto in regola secondo il copione; hanno suscitato paura ai poveretti anziani, minacciando di bruciare il materasso e la casa e per rafforzare la paura in loro li hanno legati, perfino, con un nastro adesivo. La Uil pensionati si chiede: • È lecito fare ciò a delle persone anziane di ceto appena modesto e togliere ciò che avevano più caro gli anelli nuziali, un cimelio in ricordo della nonna come regalo di nozze e pochi spiccioli, non superiore a 200 euro? • È giusto andare in prigione per pochi denari a danno di ottantenni? • È, davvero, necessario colpire i pensionati e aumentare il loro stato d’ansia e di paura nei pochi anni di vita che a loro rimangono? Per Noi questo non dovrebbe accadere. La Realtà che i furti colpiscono la gente, ma in particolare gli anziani, le persone sole e deboli. Le persone sono senza difesa? È dovuta all’età? O all’insufficiente sicurezza data dalle istituzioni? Non vorremmo dire questo e noi siamo i primi a valorizzare il lavoro delle forze dell’ordine, ma i delinquenti sono soggetti che agiscono senza scrupoli e, a volte, indisturbati entrano in casa a danno dei vecchi pensionati e delle fasce più deboli. Il problema della sicurezza nei nostri comuni è realtà. Il senso d’insicurezza è la micro-criminalità. Il disagio è nelle difficoltà economiche. Altri elementi, più o meno di egual senso, sono l’immigrazione, la caduta dei valori, ma anche i fattori più propriamente sociali come la precarietà e la mancanza di lavoro. L’effetto è che la paura agisce e cresce di continuo con un appesantimento sugli anziani. Credo che il governo dovrebbe ritenere necessario un aumento della presenza delle forze dell’ordine, come si ritiene indispensabili, tra i punti dolenti, interventi sul controllo delle bande giovanile, sulla lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti e sull’illuminazione e la sorveglianza delle strade. Fattori che appaiono utili per trasmettere sensazioni positive e migliorare la qualità urbana. L’idea è anche di trasmettere un senso di cura e attenzione per far vivere ai nostri nonnini non più “stati di paura e di preoccupazione”, ma sonni tranquilli. La Uil pensionati chiede alle Istituzioni non solo di “avere ma anche di dare” non solo per sopravvivere ma anche per vivere. Le imposte e l’IMU sono tasse che chiedono di “Fare Cassa” ma non permettono di vivere. La Uil pensionati chiede alle Istituzioni di abbassare le imposte e d’investire in progetti di sicurezza urbana. Ciò è dovuto a quanto accade nelle nostre case e nelle nostre strade e piazze. Gli anziani si sentono sempre più deboli, più indifesi e, anche, più emarginati e isolati. Cresce il livello di paura e di ansia e quindi il bisogno d’interventi da parte delle autorità territoriali e locali. Il nostro appello è nel tutelare l’anziano e le fasce più deboli comunicando più informazioni su come prevenire i reati, aumentare la presenza dei vigili urbani sul territorio, istituire servizi anti-truffa. Ai figli e ai pensionati va un appello che è di stare con gli occhi bene aperti quando i nostri anziani, all’uscita degli uffici postali per riscuotere la pensione, sono avvicinati da persone sconosciute, magari ben vestite o che bussano alla porta della loro abitazione.
COMUNICATO STAMPA UILP |
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Giovedì 15 Marzo 2012 11:27
Cronaca
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In un periodo di incertezza per il futuro delle piccole e medie imprese è fondamentale agire con determinazione e tempestività.
Per dare un segnale positivo e nell'ottica della continuità al servizio appalti già avviato da qualche mese, Confartigianato ha individuato quale importante interlocutore nel panorama Nazionale l’U.C.S.I. (Unione Consorzi Stabili Italiani) ed ha organizzato un incontro presso la propria sede in via Dalmazia 21/c per venerdì 16 marzo alle ore 16.30.
L’U.C.S.I. vanta ad oggi uffici zonali in 15 stati esteri ed in quattro di questi sono state acquisite commesse importanti. L’impegno di questo ente nel territorio italiano è quello di ricercare ed individuare imprese e consorzi interessati a lavori in mercati esteri come ad esempio Libia, Marocco, Qatar, Kurdistan, Algeria e Uzbekistan.
Pertanto, cogliendo l’invito pervenutoci dal presidente nazionale di U.C.S.I. Arch. Claudio Paccanaro, si è voluto organizzare una tavola rotonda invitando un gruppo di imprenditori della nostra provincia e diversificati per settori di competenza al fine di poter comprendere e capire quelle che sono le opportunità proposte da importanti mercati esteri.
“Per la nostra Associazione - dichiara il presidente provinciale di Confartigianato Antonio Ignone - la conoscenza di questa importante testimonianza è una occasione non ripetibile di contatto diretto con l’indotto delle grandi opere estere consentendoci di comprendere quanto sta avvenendo nei paesi dell’Europa dell’Est e quanto questi territori, per ragioni di diversa natura, possano rappresentare una grande opportunità per l’economia italiana e per le imprese della nostra provincia in particolare”. |
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Giovedì 15 Marzo 2012 11:23
Cronaca
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Resta a Trivandrum la nave petroliera Enrica Lexie sulla quale erano imbarcati i due marò pugliesi Massimiliano Latorre e Salvatore Girone arrestati con l’accusa - secondo la versione delle autorità indiane - di aver aperto il fuoco contro un peschereccio indiano – scambiato per un’imbarcazione di pirati – uccidendo due pescatori.
E’ quanto deciso dall'Alta Corte del Keral accogliendo la richiesta della pubblica accusa che ritiene necessaria la presenza della nave almeno fino all'esito della perizia balistica condotta dalla polizia scientifica indiana.
Di contro i legali dell’armatore, la società napoletana Fratelli D'Amato e l'indiana Dolphin Tanker, hanno fatto presenze che da oltre un mese l’equipaggio, composta da 24 uomini di cui 19 indiani, sono abbandonati in alto mare. Il Giudice Harun ul Rasheed, dopo aver sentito le ragioni di entrambe le parti, ha trasferito il caso ad un’altra sezione del tribunale che esamina un ricorso presentato da una parente di una delle vittime. Intanto continuano le iniziative di solidarietà espresse dall'Italia nei confronti due due valorosi militari pugliesi del Reggimento San Marco: Latorre e Girone, rispettivamente di Taranto e Noicattaro (Bari). |
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Giovedì 15 Marzo 2012 10:31
Politica
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"E’ assolutamente inaccettabile che in molte aree del cimitero di Brindisi siano del tutto spente le lampade votive ed è ancor più inaccettabile che i brindisini paghino ugualmente, nonostante questa situazione, i canoni alla ditta che gestisce il servizio". E' quanto dichiara in una nota diffusa alla stampa l'ex consigliere comunale Maurizio Colella, candidato nella lista che sostiene l'elezione di Mimmo Consales a sindaco di Brindisi. "Nel cimitero - spiega Maurizio Colella - sono in atto degli interventi di rifacimento dell’impianto elettrico in quanto quello realizzato in concessione risale ad oltre trent’anni fa come pure la cabina elettrica di trasformazione da media a bassa tensione. Ciò non toglie che il protrarsi di questi lavori avrebbe dovuto sollecitare un diverso impegno da parte del Commissario prefettizio che, constatata la mancata erogazione del servizio per molte utenze, avrebbe dovuto imporre alla ditta di sospendere la riscossione del canone relativamente ai mesi di interruzione dello stesso servizio. E’ da ritenersi un abuso la pretesa della ditta, sia pure tutelata dal contratto con il Comune, di pretendere la riscossione del canone e pertanto chiedo al Commissario prefettizio Bruno Pezzuto di intervenire con la solerzia che il caso richiede a chiarire la vicenda nei suoi aspetti essenziali finché le ragioni dei cittadini prevalgano giustamente su aspetti burocratici ed errati impegni contrattuali."
Maurizio Colella, ex consigliere comunale Brindisi |
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Giovedì 15 Marzo 2012 10:09
Cronaca
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I Militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Francavilla Fontana e della Compagnia Pronto Impiego di Brindisi, nell'ambito degli ordinari servizi di controllo economico del territorio, hanno sottoposto a sequestro, in Francavilla Fontana ed Oria (BR), tre aree di circa 6.500 mq. complessivi adibite a discariche abusive.
Nel particolare, le Fiamme Gialle, hanno accertato che all'interno delle suddette aree erano stoccate diverse tonnellate di rifiuti speciali, costituiti da:
• ventisette automezzi in disuso;
• diversi bidoni in metallo per liquidi ed oli esausti;
• pneumatici vecchi;
• cisterne in metallo ed in plastica;
• numerosissime traversine in legno per ferrovia impregnate di prodotti petroliferi.
Due persone sono state denunziate all'Autorità Giudiziaria. |
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