|

In merito alla vicenza dei medici pugliesi de-stabilizzati intervengono i consiglieri regionali Salvatore Negro (UDC) e Giovanni Alfarano (Pdl).
Negro: “La Regione Puglia conceda la proroga ai medici de-stabilizzati”.
“La Giunta regionale attui la legge 11 del 2012 che prevede una proroga di sei mesi per i medici de-stabilizzati da una sentenza della Corte Costituzionale. Siamo fortemente preoccupati per le sorti di tale personale e per questo rivolgiamo un appello all’assessore alla salute Attolini affinché intervenga per attuare tale norma, scongiurando così l’interruzione di servizi essenziali che senza l’apporto di questi professionisti sarebbe inevitabile e potrebbe avere ripercussioni gravissime sulla salute dei pazienti”.
Lo ha detto il presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro che in questi giorni è a Roma insieme ad una delegazione del partito, composta dai deputati Salvatore Ruggeri e Angelo Cera e dal segretario regionale Angelo Sanza, per sollecitare una soluzione parlamentare definitiva sulla delicata vicenda dei medici de-stabilizzati della Regione Puglia.
“La concessione della proroga in attuazione della legge 11/2012 approvata dal Consiglio regionale non risolverà definitivamente la vicenda– ha evidenziato il capogruppo Udc – ma sicuramente farà tirare un sospiro di sollievo a questi lavoratori che tra l’altro continuano a subire una disparità di trattamento da provincia a provincia.
Continuiamo ad essere convinti che la vicenda dei medici de-stabilizzati potrebbe essere risolta definitivamente ed in maniera abbastanza semplice attraverso l’abrogazione dell’art. 16 comma 8 del D.L. 98/2011 che ha stabilito la sanzione della nullità per tutti i provvedimenti di stabilizzazione derivanti da leggi dichiarate incostituzionali. L’abrogazione di tale articolo da parte del Parlamento risolverebbe il problema facendo ritornare al loro posto tutti gli ex stabilizzati e restituirebbe parte della credibilità perduta alla politica.
Anche per tale ragione – ha concluso Salvatore Negro – il nostro impegno continua oggi a Roma, per invitare i nostri i parlamentari a lavorare per questa soluzione”.
Alfarano: "Medici destabilizzati, si proceda subito alle conciliazioni"
“Si preferisce pagare anziché venire accapo del problema. Tale atteggiamento è alquanto equivoco e masochistico da parte della Regione”. Interviene in maniera pesante il consigliere regionale Pdl Giovanni Alfarano in merito al caso irrisolto dei tantissimi operatori destabilizzati della sanità pugliese.
“Non è la prima volta che intervengo sulla vicenda – spiega Alfarano -. Reputo inaccettabile la tenuta della Regione rispetto ad una problematica che da tempo tiene in bilico oltre 300 famiglie con inevitabili ripercussioni sul buon funzionamento del servizio sanitario regionale. I rispettivi Tribunali del lavoro – precisa il consigliere Pdl – continuano a dare ragione ai dipendenti destabilizzati ricorrenti (alcune recentissime presso la sezione lavoro del Tribunale di Bari). Determinazioni che condannano l’ente regionale all’obbligo di risarcimento di questi ultimi. Il continuo indugiare della maggioranza politica al governo della Regione – prosegue l’esponente di minoranza – non fa altro che accumulare risarcimenti a proprio carico quantificabili in milioni e milioni di euro che vanno a compromettere notevolmente il bilancio di ciascuna azienda sanitaria.
Da tempo – ricorda Alfarano – mi faccio portatore della proposta di stabilizzare l’intero personale sanitario coinvolto mediante lo strumento delle conciliazioni. In tutte le province pugliesi - spiega il consigliere di centrodestra – si dovrebbe attuare tale pratica così come avvenuto con successo nella provincia di Barletta-Andria-Trani. Provvedimento predisposto dal direttore generale Gorgoni e che ha portato al reintegro di tutti i 71 lavoratori colpiti dal processo di destabilizzazione. Quella appena illustrata è l’unica strada per rimediare agli errori commessi nel passato, garantendo il miglior funzionamento delle nostre strutture ospedaliere.
Il Presidente Vendola, coerentemente con quanto afferma in giro per l’Italia sulla salvaguardia dei diritti dei lavoratori, dovrebbe caldeggiare la proposta, invitando i direttori generali delle altre 5 Asl pugliesi a procedere quanto prima alle stabilizzazioni attraverso le conciliazioni. Non si può accettare, inoltre, l’atteggiamento di alcuni diggì che stanno addirittura cercando di rimandare la soluzione del problema, promuovendo richieste di sospensiva rispetto alle sentenze di primo grado. Smettetela di giocare sulla pelle di chi da mesi vive questo trauma”.
Decaro e Romano: “Verificare possibilità di conciliazione per ex stabilizzati”.
"Vorremmo verificare, insieme con il governo regionale, l'opportunità di poter procedere con le conciliazioni per tutti i casi in cui i medici ex stabilizzati hanno presentato ricorso contro il licenziamento imposto dalla legge nazionale che ha richiamato una sentenza della Corte Costituzionale". Lo propongono il capogruppo e il responsabile Sanità del Pd alla Regione Puglia, Antonio Decaro e Giuseppe Romano, sottolineando che "la sentenza del Tribunale amministrativo regionale, che ha dato ragione a quattro medici ex stabilizzati della ASL di Bari, accolto il loro ricorso e previsto il reintegro in servizio, crea un precedente che ci pone dinanzi alla necessità quanto meno di rivalutare l'opportunità della conciliazione Una procedura - per i consiglieri - che permetterebbe da un lato di continuare a garantire i livelli minimi di assistenza ai cittadini pugliesi, dall'altro di riconoscere il diritto al lavoro degli operatori sanitari pugliesi".
Ex stabilizzati, Surico: "Occorre un atto di coraggio del Governo regionale".
“Altre cinque sentenze del Giudice del Lavoro del Tribunale di Bari che si aggiungono alle altre a favore degli operatori sanitari ex stabilizzati, questa volta appartenenti alla Asl barese. Dovrebbe bastare questo ennesimo atto di giustizia a far suonare il campanello d’allarme nell’azione amministrativa della Regione Puglia che rischia di diventare sempre più strabica rispetto a quella giudiziaria. Uno strabismo che non solo apporterebbe danni economici notevoli alle casse della Regione per via dei risarcimenti che si profilano evidenti e potrebbero ammontare a circa 200 milioni di euro, ma metterebbe anche in ginocchio il sistema sanitario pugliese che già a giugno non sarà più in grado, per assenza di organico adeguato, di garantire i livelli essenziali di assistenza”.
E’ quanto afferma in una nota il consigliere regionale di Fli, Giammarco Surico, componente della Commissione Sanità del Consiglio regionale pugliese.
“La politica mostri più coraggio e adegui la propria azione alla strada tracciata dal sistema giudiziario - sostiene Surico - Vendola intervenga a sanare una situazione intollerabile prima che sia troppo tardi e, nel contempo, acceleri al massimo ciò che andava fatto da tempo: una ricognizione generale dei fabbisogni legati ai territori e la definizione delle piante organiche sulla base di una riorganizzazione ospedaliera razionale, ma non punitiva per i cittadini che non possono continuare a pagare un prezzo altissimo e francamente insostenibile, ad una gestione sbagliata nel metodo e nel merito.
Lo diciamo ormai da tempo - conclude Surico - vanno tagliati gli sprechi, non ridotta e depotenziata l’assistenza sanitaria. E gli sprechi si annidano soprattutto nelle pieghe degli acquisti di beni e servizi. Un intervento serio e sostanziale, in questa direzione, sinora è mancato”.
Ignazio Zullo (PDL) "Ora tutti invocano le conciliazioni per i destabilizzati".
Sono stato l'unico in Consiglio Regionale a votare contro una leggina che - contrabbandata come manna caduta dal cielo per i de-stabilizzati- mette di fatto in ginocchio le ASL con le loro attività assistenziali e toglie il lavoro a chi lo ha sognato, inseguito, ottenuto per poi perderlo.
Ho tentato già in Commissione e poi in Consiglio Regionale di argomentare sulle sentenze favorevoli dell'A.G. che statuiscono un principio elementare e cioè che le sentenze della Corte Costituzionale non si applicano retroattivamente a rapporti di lavoro già contrattualizzati; principio che Vendola il primo, cultore della stabilità del lavoro, avrebbe dovuto adottare ed applicare a tutti gli operatori sanitari destabilizzati.
Non mi ha ascoltato Vendola e nemmeno i restanti sessantotto colleghi consiglieri tutti pronti a contraddirmi e a negare l'unica via possibile da me sostenuta ovvero le conciliazioni per salvaguardare l'attività assistenziale nelle ASL pugliesi, il rapporto di lavoro di centinaia di operatori meritevoli e le casse dell'erario pubblico minacciate da azioni di risarcimento peraltro sentenziate dall'A.G.
Mi accorgo oggi che molti colleghi di maggioranza e di opposizione stanno rivedendo i propri convincimenti e propugnano quello che invano ho sostenuto in Commissione e in Consiglio vale a dire le conciliazioni.
Essere in buona compagnia fa sempre piacere ma non vorrei che anche su questo argomento si faccia demagogia e strumentalizzazione sulle ansie e sui dolori di lavoratori turlupinati nel voto, illusi, delusi, traditi e abbandonati a sé stessi.
I colleghi che ieri erano contro ed oggi promuovono le conciliazioni diano segnali tangibili di coerenza rispetto ai proclami e ai comunicati: rinneghino il no alle conciliazioni espresso in Consiglio Regionale e agiscano con atti concreti, con mozioni o con proposte di legge finalizzate ad avviare per tutti le conciliazioni perché solo con la coerenza tra ciò che si predica e ciò che si fa si rende nobile la politica. |