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Mercoledì, 20 Giugno 2012
La crisi economica il tema preferito negli esami di maturita' 2012
Mercoledì 20 Giugno 2012 18:49 Cronaca

esami maturità 2012E’ la traccia del saggio breve dell’ambito socio-economico il tema più gettonato dagli studenti che oggi hanno affrontato la prova di italiano dell’esame di Stato. Secondo i dati che emergono da un campione significativo di scuole (419) il MIUR, con un proprio comunicato stampa, ha reso noto che la traccia dal titolo “I giovani e la crisi” è stata scelta dal 41,2% degli studenti.

Al secondo posto il tema di ordine generale “Avevo vent’anni. Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita”, svolto dal 21,9% dei candidati. Al terzo posto invece la traccia di ambito tecnico-scientifico “La responsabilità della scienza e della tecnologia” scelta dal 14,5% degli studenti. A seguire l’analisi del testo dell’autore Eugenio Montale con il brano “Ammazzare il tempo” scelto dal 9,0%, mentre il tema storico sullo sterminio degli ebrei è stato svolto dal 4,7%. Un risultato questo particolarmente rilevante dato che la media negli ultimi anni di coloro che sceglievano questo ambito si attestava attorno all’1%.

Al sesto posto nelle preferenze dei ragazzi il tema di ambito artistico-letterario “Il labirinto” scelto dal 4,6% e infine il tema di ambito storico-politico “Bene individuale e bene comune” svolto dal 4,1% degli studenti.

Sia nei Licei, sia negli Istituti tecnici e professionali la traccia più gettonata è stata quella in ambito socio-economico passando da un massimo del 51,4% degli Istituti tecnici ad un minimo del 31,8% dei licei.




Esame di Stato Maturita' 2012. Ecco le tracce 3 e 4 di italiano
Mercoledì 20 Giugno 2012 18:35 Spettacolo & Cultura

Prove esami maturità 2012A partire da quest'anno scolastico l'invio delle prove d'esame di maturità 2012 a tutte le scuole, statali e paritarie, è stato fatto attraverso il plico telematico. Newspuglia.it pubblica di seguito le tracce 3 (opzione C) e 4 (opzione D) della prima prova scritta di italiano.

 

TIPOLOGIA C - TEMA DI ORDINE STORICO

«Il sottosegretario Josef Bühler, l’uomo più potente in Polonia dopo il governatore generale, si sgomentò all’idea che si evacuassero ebrei da occidente verso oriente, poiché ciò avrebbe significato un aumento del numero di ebrei in Polonia, e propose quindi che questi trasferimenti fossero rinviati e che “la soluzione finale iniziasse dal Governatorato generale, dove non esistevano problemi di trasporto.” I funzionari del ministero degli esteri presentarono un memoriale, preparato con ogni cura, in cui erano espressi “i desideri e le idee” del loro dicastero in merito alla “soluzione totale della questione ebraica in Europa,” ma nessuno dette gran peso a quel documento. La cosa più importante, come giustamente osservò Eichmann, era che i rappresentanti dei vari servizi civili non si limitavano ad esprimere pareri, ma avanzavano proposte concrete. La seduta non durò più di un’ora, un’ora e mezzo, dopo di che ci fu un brindisi e tutti andarono a cena – “una festicciola in famiglia” per favorire i necessari contatti personali. Per Eichmann, che non si era mai trovato in mezzo a tanti “grandi personaggi,” fu un avvenimento memorabile; egli era di gran lunga inferiore, sia come grado che come posizione sociale, a tutti i presenti. Aveva spedito gli inviti e aveva preparato alcune statistiche (piene di incredibili errori) per il discorso introduttivo di Heydrich – bisognava uccidere undici milioni di ebrei, che non era cosa da poco – e fu lui a stilare i verbali. In pratica funse da segretario, ed è per questo che, quando i grandi se ne furono andati, gli fu concesso di sedere accanto al caminetto in compagnia del suo capo Müller e di Heydrich, “e fu la prima volta che vidi Heydrich fumare e bere.” Non parlarono di “affari”, ma si godettero “un po’ di riposo” dopo tanto lavoro, soddisfattissimi e – soprattutto Heydrich – molto su di tono» (Hannah ARENDT, La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme, Feltrinelli, Milano 1964, dal Capitolo settimo: La conferenza di Wannsee, ovvero Ponzio Pilato).

Il candidato, prendendo spunto dal testo di Hannah Arendt, si soffermi sullo sterminio degli ebrei pianificato e realizzato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.

TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE

«Avevo vent’anni. Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita» (Paul Nizan, Aden Arabia, 1931).

Il candidato rifletta sulla dichiarazione di Nizan e discuta problemi, sfide e sogni delle nuove generazioni.

 

Modalità di esecuzione:

Durata massima della prova: 6 ore.

È consentito soltanto l’uso del dizionario italiano.

Non è consentito lasciare l’Istituto prima che siano trascorse 3 ore dalla dettatura del tema.




Tracce esami maturita' 2012. Testo integrale opzione B saggio breve
Mercoledì 20 Giugno 2012 15:16 Spettacolo & Cultura

esami maturità 2012Newspuglia.it pubblica il testo integrale utilizzato dagli studenti agli esami di maturità 2012 per l'elaborazione del saggio breve o di un articolo di giornale

TIPOLOGIA B - REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE” O DI UN “ARTICOLO DI GIORNALE”

(puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti)

CONSEGNE

Sviluppa l’argomento scelto o in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», utilizzando, in tutto o in parte, e nei modi che ritieni opportuni, i documenti e i dati forniti.

Se scegli la forma del «saggio breve» argomenta la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio.

Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, suddividilo in paragrafi.

Se scegli la forma dell’«articolo di giornale», indica il titolo dell’articolo e il tipo di giornale sul quale pensi che l’articolo debba essere pubblicato.

Per entrambe le forme di scrittura non superare cinque colonne di metà di foglio protocollo.

1. AMBITO ARTISTICO - LETTERARIO

ARGOMENTO: Il labirinto.

 

«[…] Correndo, usciro in un gran prato, e quello / avea nel mezzo un grande e ricco ostello. // Di vari marmi con suttil lavoro / edificato era il palazzo altiero. / Corse dentro alla porta messa d’oro / con la donzella in braccio il cavalliero. / Dopo non molto giunse Brigliadoro, / che porta Orlando disdegnoso e fiero. / Orlando, come è dentro, gli occhi gira; / né più il guerrier, né la donzella mira. // Subito smonta, e fulminando passa / dove più dentro il bel tetto s’alloggia: / corre di qua, corre di là, né lassa / che non vegga ogni camera, ogni loggia. / Poi che i segreti d’ogni stanza bassa / ha cerco invan, su per le scale poggia; / e non men perde anco a cercar di sopra, / che perdessi di sotto, il tempo e l’opra. // D’oro e di seta i letti ornati vede: / nulla de muri appar né de pareti; / che quelle, e il suolo ove si mette il piede, / son da cortine ascose e da tapeti. / Di su di giù va il conte Orlando e riede, / né per questo può far gli occhi mai lieti / che riveggiano Angelica, o quel ladro / che n’ha portato il bel viso leggiadro. // E mentre or quinci or quindi invano il passo / movea, pien di travaglio e di pensieri, / Ferraù, Brandimarte e il re Gradasso, / re Sacripante ed altri cavallieri / vi ritrovò ch’andavano alto e basso, / né men facean di lui vani sentieri; / e si ramaricavan del malvagio / invisibil signor di quel palagio. // Tutti cercando il van, tutti gli dànno / colpa di furto alcun che lor fatt’abbia: / del destrier che gli ha tolto, altri è in affanno; / ch’abbia perduta altri la donna, arrabbia; / altri d’altro l’accusa: e così stanno, / che non si san partir di quella gabbia; / e vi son molti, a questo inganno presi, / stati le settimane intiere e i mesi.»

Ludovico ARIOSTO, Orlando furioso, ed. 1532, Canto dodicesimo, Ottave 7-12

«Avevo percorso un labirinto, ma la nitida Città degl’Immortali m’impaurì e ripugnò. Un labirinto è un edificio costruito per confondere gli uomini; la sua architettura, ricca di simmetrie, è subordinata a tale fine. Nel palazzo che imperfettamente esplorai, l’architettura mancava di ogni fine. Abbondavano il corridoio senza sbocco, l’alta finestra irraggiungibile, la vistosa porta che s’apriva su una cella o su un pozzo, le incredibili scale rovesciate, coi gradini e la balaustra all’ingiù. Altre aereamente aderenti al fianco d’un muro monumentale, morivano senza giungere ad alcun luogo, dopo due o tre giri, nelle tenebre superiori delle cupole. Ignoro se tutti gli esempi che ho enumerati siano letterali; so che per molti anni infestarono i miei incubi; non posso sapere ormai se un certo particolare è una trascrizione della realtà o delle forme che turbarono le mie notti.»

Jorge Luis BORGES, L’immortale, in “L’Aleph”, Feltrinelli, Milano 1959 (ed. orig. “El Aleph”, 1949)

«La gente che s’incontra, se gli chiedi: – Per Pentesilea? – fanno un gesto intorno che non sai se voglia dire: “Qui”, oppure: “Più in là”, o: “Tutt’in giro”, o ancora: “Dalla parte opposta”.

– La città, – insisti a chiedere.

– Noi veniamo qui a lavorare tutte le mattine, – ti rispondono alcuni, e altri: – Noi torniamo qui a dormire.

– Ma la città dove si vive? – chiedi.

– Dev’essere, – dicono, – per lí, - e alcuni levano il braccio obliquamente verso una concrezione di poliedri opachi, all’orizzonte, mentre altri indicano alle tue spalle lo spettro d’altre cuspidi.

– Allora l’ho oltrepassata senza accorgermene?

– No, prova a andare ancora avanti.

Così prosegui, passando da una periferia all’altra, e viene l’ora di partire da Pentesilea. Chiedi la strada per uscire dalla città; ripercorri la sfilza dei sobborghi sparpagliati come un pigmento lattiginoso; viene notte; s’illuminano le finestre ora più rade ora più dense.

Se nascosta in qualche sacca o ruga di questo slabbrato circondario esista una Pentesilea riconoscibile e ricordabile da chi c’è stato, oppure se Pentesilea è solo periferia di se stessa e ha il suo centro in ogni luogo, hai rinunciato a capirlo. La domanda che adesso comincia a rodere nella tua testa è più angosciosa: fuori da Pentesilea esiste un fuori? O per quanto ti allontani dalla città non fai che passare da un limbo all’altro e non arrivi a uscirne?»

Italo CALVINO, Le città invisibili, Einaudi, Torino 1972

«“Ragioniamo,” disse Guglielmo, “Cinque stanze quadrangolari o vagamente trapezoidali, con una finestra ciascuna, che girano intorno a una stanza eptagonale senza finestre a cui sale la scala. Mi pare elementare. Siamo nel torrione orientale, ogni torrione dall’esterno presenta cinque finestre e cinque lati. Il conto torna. La stanza vuota è proprio quella che guarda a oriente, nella stessa direzione del coro della chiesa, la luce del sole all’alba illumina l’altare, il che mi sembra giusto e pio. L’unica idea astuta mi pare quella delle lastre di alabastro. Di giorno filtrano una bella luce, di notte non lasciano trasparire neppure i raggi lunari. Non è poi un gran labirinto. Ora vediamo dove portano le altre due porte della stanza eptagonale. Credo che ci orienteremo facilmente.” Il mio maestro si sbagliava e i costruttori della biblioteca erano stati più abili di quanto credessimo. Non so bene spiegare cosa avvenne, ma come abbandonammo il torrione, l’ordine delle stanze si fece più confuso. Alcune avevano due, altre tre porte. Tutte avevano una finestra, anche quelle che imboccavamo partendo da una stanza con finestra e pensando di andare verso l’interno dell’Edificio. Ciascuna aveva sempre lo stesso tipo di armadi e di tavoli, i volumi in bell’ordine ammassati sembravano tutti uguali e non ci aiutavano certo a riconoscere il luogo con un colpo d’occhio.»

Umberto ECO, Il nome della rosa, Prima ed. riveduta e corretta, Bompiani, Milano 2012 (Prima ed. 1980)

2. AMBITO SOCIO - ECONOMICO

ARGOMENTO: I giovani e la crisi.

DOCUMENTI

«La crisi dell’economia ha lasciato per strada, negli ultimi tre anni, più di un milione di giovani lavoratori di età compresa tra i 15 ed i 34 anni. E sono stati soprattutto loro a pagare il conto della turbolenza economica e finanziaria che da anni investe l’Europa e l’Italia, fiaccandone la crescita. Tra il 2008 ed il 2011, infatti, l’occupazione complessiva in Italia è scesa di 438 mila unità, il che significa che senza il crollo dell’occupazione giovanile ci sarebbe stata addirittura una crescita dei posti di lavoro. Tra il 2008 e il 2011, secondo i dati dell’Istat sull’occupazione media, i lavoratori di età compresa tra i 15 e i 34 anni sono passati da 7 milioni e 110 mila a 6 milioni e 56 mila. La diminuzione dei giovani occupati, pari a 1 milione 54 mila unità, ha riguardato sia gli uomini che le donne, più o meno nella stessa proporzione (meno 622 mila posti di lavoro tra gli uomini, meno 432 mila tra le giovani donne), ed in modo più intenso il Nord ed il Sud del Paese che non il Centro.»

Mario SENSINI, Crolla l’occupazione tra i 15 e i 35 anni, “Corriere della Sera” - 8/04/2012

«Giovani al centro della crisi. In Italia l’11,2% dei giovani di 15-24 anni, e addirittura il 16,7% di quelli tra 25 e 29 anni, non è interessato né a lavorare né a studiare, mentre la media europea è pari rispettivamente al 3,4% e all’8,5%. Di contro, da noi risulta decisamente più bassa la percentuale di quanti lavorano: il 20,5% tra i 15-24enni (la media Ue è del 34,1%) e il 58,8% tra i 25-29enni (la media Ue è del 72,2%). A ciò si aggiunga che tra le nuove generazioni sta progressivamente perdendo appeal una delle figure centrali del nostro tessuto economico, quella dell’imprenditore. Solo il 32,5% dei giovani di 15-35 anni dichiara di voler mettere su un’attività in proprio, meno che in Spagna (56,3%), Francia (48,4%), Regno Unito (46,5%) e Germania (35,2%).

La mobilità che non c’è, questione di cultura e non di regole. I giovani sono oggi i lavoratori su cui grava di più il costo della mobilità in uscita. Nel 2010, su 100 licenziamenti che hanno determinato una condizione di inoccupazione, 38 hanno riguardato giovani con meno di 35 anni e 30 soggetti con 35-44 anni. Solo in 32 casi si è trattato di persone con 45 anni o più. L’Italia presenta un tasso di anzianità aziendale ben superiore a quello dei principali Paesi europei. Lavora nella stessa azienda da più di dieci anni il 50,7% dei lavoratori italiani, il 44,6% dei tedeschi, il 43,3% dei francesi, il 34,5% degli spagnoli e il 32,3% degli inglesi. Tuttavia, solo il 23,4% dei giovani risulta disponibile a trasferirsi in altre regioni o all’estero per trovare lavoro.»

45° RAPPORTO CENSIS, Lavoro, professionalità, rappresentanze, Comunicato stampa 2/12/2011

«Il lavoro che si riesce a ottenere con un titolo di studio elevato non sempre corrisponde al percorso formativo intrapreso. La coerenza tra il titolo posseduto e quello richiesto per lavorare è, seppur in lieve misura, più elevata tra i laureati in corsi lunghi piuttosto che tra quanti hanno concluso corsi di durata triennale. Infatti, i laureati in corsi lunghi dichiarano di svolgere un lavoro per il quale era richiesto il titolo posseduto nel 69% dei casi mentre tra i laureati triennali tale percentuale scende al 65,8%. D’altra parte a valutare la formazione universitaria effettivamente necessaria all’attività lavorativa svolta è circa il 69% dei laureati sia dei corsi lunghi sia di quelli triennali. Una completa coerenza tra titolo posseduto e lavoro svolto – la laurea, cioè, come requisito di accesso ed effettiva utilizzazione delle competenze acquisite per lo svolgimento dell’attività lavorativa – è dichiarata solo dal 58,1% dei laureati nei corsi lunghi e dal 56,1% dei laureati triennali. All’opposto, affermano di essere inquadrati in posizioni che non richiedono la laurea sotto il profilo né formale, né sostanziale il 20% dei laureati in corsi lunghi e il 21,4% di quelli triennali.»

ISTAT – Università e lavoro: orientarsi con la statistica - http://www.istat.it/it/files/2011/03/seconda_parte.pdf

«Che storia, e che vita incredibile, quella di Steve Jobs. […] Mollò gli studi pagati dai genitori adottivi al college di Portland, in Oregon, dopo pochissimi mesi di frequenza. Se ne partì per un viaggio in India, tornò, e si mise a frequentare soltanto le lezioni che gli interessavano. Ovvero, pensate un po’, i corsi di calligrafia. […] Era fuori dagli standard in ogni dettaglio, dalla scelta di presentare personalmente i suoi prodotti da palchi teatrali, al look ultra minimal, con i suoi jeans e i suoi girocollo neri alla Jean Paul Sartre. “Il vostro tempo è limitato - disse l’inventore dell’iPod, l’iPhone e l’iPad agli studenti di Stanford nel 2005 -. Non buttatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non lasciatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere con i risultati dei pensieri degli altri. E non lasciate che il rumore delle opinioni degli altri affoghi la vostra voce interiore. Abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno già cosa voi volete davvero diventare. Tutto il resto è secondario”. »

Giovanna FAVRO, Steve Jobs, un folle geniale, “La Stampa” - 6/10/2011

3. AMBITO STORICO - POLITICO

ARGOMENTO: Bene individuale e bene comune.

DOCUMENTI

«Ora, le leggi devono essere giuste sia in rapporto al fine, essendo ordinate al bene comune, sia in rapporto all’autore, non eccedendo il potere di chi le emana, sia in rapporto al loro tenore, imponendo ai sudditi dei pesi in ordine al bene comune secondo una proporzione di uguaglianza. Essendo infatti l’uomo parte della società, tutto ciò che ciascuno possiede appartiene alla società: così come una parte in quanto tale appartiene al tutto. Per cui anche la natura sacrifica la parte per salvare il tutto. E così le leggi che ripartiscono gli oneri proporzionalmente sono giuste, obbligano in coscienza e sono leggi legittime.»

S. TOMMASO D’AQUINO (1225-1274), La somma teologica, Edizioni Studio Domenicano, Bologna 1996

«Da quanto precede consegue che la volontà generale è sempre retta e tende sempre all’utilità pubblica: ma non ne consegue che le deliberazioni del popolo abbiano sempre la stessa rettitudine. Si vuol sempre il proprio bene, ma non sempre lo si vede: non si corrompe mai il popolo, ma spesso lo si inganna, ed allora soltanto egli sembra volere ciò che è male. V’è spesso gran differenza fra la volontà di tutti e la volontà generale: questa non guarda che all’interesse comune, l’altra guarda all’interesse privato e non è che una somma di volontà particolari […]. Ma quando si crean fazioni, associazioni parziali a spese della grande, la volontà di ciascuna di queste associazioni diventa generale rispetto ai suoi membri, e particolare rispetto allo Stato: si può dire allora che non ci sono più tanti votanti quanti uomini; ma solo quante associazioni. Le differenze diventano meno numerose, danno un risultato meno generale. […] Importa dunque, per aver veramente l’espressione della volontà generale, che non vi siano società parziali nello Stato, e che ogni cittadino non pensi che colla sua testa. […] Finché parecchi uomini riuniti si considerano come un solo

corpo, non hanno che una sola volontà, che si riferisce alla comune conservazione e al benessere generale. Allora tutte le forze motrici dello Stato sono vigorose e semplici, le sue massime chiare e luminose; non vi sono interessi imbrogliati, contraddittori; il bene comune si mostra da per tutto con evidenza, e non richiede che buon senso per essere scorto. La pace, l’unione, l’uguaglianza sono nemiche delle sottigliezze politiche.»

Jean-Jacques ROUSSEAU, Del contratto sociale o principi del diritto politico, 1762, in Opere, Sansoni, Firenze 1972

«Vi sono certamente due tipi di uomini: coloro che pensano a sé soli e quindi restringono i propositi d’avvenire alla propria vita od al più a quella della compagna della vita loro. […] Accanto agli uomini, i quali concepiscono la vita come godimento individuale, vi sono altri uomini, fortunatamente i più, i quali, mossi da sentimenti diversi, hanno l’istinto della costruzione. [...] Il padre non risparmia per sé; ma spera di creare qualcosa che assicuri nell’avvenire la vita della famiglia. Non sempre l’effetto risponde alla speranza, ché i figli amano talvolta consumare quel che il padre ha cumulato [...]. Se mancano i figli, l’uomo dotato dell’istinto della perpetuità, costruisce perché un demone lo urge a gettare le fondamenta di qualcosa.»

Luigi EINAUDI, Lezioni di politica sociale, Einaudi, Torino 1949

«La prima [acquisizione] è il superamento del tabù costituito dalla parola “profitto”, in pratica citata solo nella prima delle undici regole di sintesi, senza nessuna ulteriore sottolineatura di una sua importanza (tecnica, morale, religiosa) che ha occupato decenni di discussione. La seconda è il coraggio con cui si affronta la necessità di definire con semplicità il contenuto del termine “bene comune”. Mi è sembrata decisiva, al riguardo, l’importanza attribuita ai “benefici immateriali che danno all’uomo un appagamento spirituale, come i sentimenti, la famiglia, l’amicizia e la pace”. Ciò rappresenta una innovazione che supera sia le antiche mura materialistiche del bene comune sia le più recenti tendenze a valorizzare la sua dimensione istituzionale, nazionale e anche internazionale. E la terza decisiva acquisizione è quella relativa alla “centralità dell’uomo come cuore pulsante del bene comune”, una acquisizione almeno per me importante ed inattesa, perché richiama il fatto che noi non dobbiamo sentirci soggetti di domanda di un bene comune, che altri devono costruire, ma dobbiamo sentirci “motore primario nella organizzazione e valorizzazione del bene comune, così come Nostro Signore è il motore del creato”.»

Giuseppe DE RITA, Presentazione di Le undici regole del Bene Comune, Marketing Sociale, 2010

4. AMBITO TECNICO - SCIENTIFICO

ARGOMENTO: Le responsabilità della scienza e della tecnologia.

DOCUMENTI

«Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un’autentica vita umana sulla terra.»

Hans JONAS, Il principio responsabilità. Un’etica per la civiltà tecnologica, Einaudi, Torino 1990 (ed. originale 1979)

«Mi piacerebbe (e non mi pare impossibile né assurdo) che in tutte le facoltà scientifiche si insistesse a oltranza su un punto: ciò che farai quando eserciterai la professione può essere utile per il genere umano, o neutro, o nocivo. Non innamorarti di problemi sospetti. Nei limiti che ti saranno concessi, cerca di conoscere il fine a cui il tuo lavoro è diretto. Lo sappiamo, il mondo non è fatto solo di bianco e di nero e la tua decisione può essere probabilistica e difficile: ma accetterai di studiare un nuovo medicamento, rifiuterai di formulare un gas nervino. Che tu sia o non sia un credente, che tu sia o no un “patriota”, se ti è concessa una scelta non lasciarti sedurre dall’interesse materiale e intellettuale, ma scegli entro il campo che può rendere meno doloroso e meno pericoloso l’itinerario dei tuoi compagni e dei tuoi posteri. Non nasconderti dietro l’ipocrisia della scienza neutrale: sei abbastanza dotto da saper valutare se dall’uovo che stai covando sguscerà una colomba o un cobra o una chimera o magari nulla.»

Primo LEVI, Covare il cobra, 11 settembre 1986, in Opere II, Einaudi, Torino 1997

«È storia ormai a tutti nota che Fermi e i suoi collaboratori ottennero senza accorgersene la fissione (allora scissione) del nucleo di uranio nel 1934. Ne ebbe il sospetto Ida Noddack: ma né Fermi né altri fisici presero sul serio le sue affermazioni se non quattro anni dopo, alla fine del 1938. Poteva benissimo averle prese sul serio Ettore Majorana, aver visto quello che i fisici dell’Istituto romano non riuscivano a vedere. E tanto più che Segrè parla di «cecità». La ragione della nostra cecità non è chiara nemmeno oggi, dice. Ed è forse disposto a considerarla come provvidenziale, se quella loro cecità impedì a Hitler e Mussolini di avere l’atomica. Non altrettanto – ed è sempre così per le cose provvidenziali – sarebbero stati disposti a considerarla gli abitanti di Hiroshima e di Nagasaki.»

Leonardo SCIASCIA, La scomparsa di Majorana, Einaudi, Torino 1975

«La scienza può aiutarci a costruire un futuro desiderabile. Anzi, le conoscenze scientifiche sono mattoni indispensabili per erigere questo edificio. Ma […] è d’obbligo sciogliere il nodo decisivo del valore da dare alla conoscenza. Il valore che sembra prevalere oggi è quello, pragmatico, che alla conoscenza riconosce il mercato. Un valore utilitaristico: dobbiamo cercare di conoscere quello che ci può tornare immediatamente ed economicamente utile. […] Ma, se vogliamo costruire un futuro desiderabile, anche nel campo della scienza applicata il riconoscimento del valore della conoscenza non può essere delegato al mercato. Lo ha dimostrato la recente vertenza tra le grandi multinazionali e il governo del Sud Africa sui farmaci anti-Aids […]. Il mercato non è in grado di distribuire gli “utili della conoscenza” all’80% della popolazione mondiale. Per costruire il futuro coi mattoni della scienza occorre dunque (ri)associare al valore di mercato della conoscenza altri valori: i valori dello sviluppo umano.»

Pietro GRECO, Sua maestà la tecnologia. Chi ha paura della scienza?, “l’Unità”, 7 luglio 2001

«La ricerca dovrebbe essere libera, non dovrebbe essere guidata da nessuno. In fondo se ci si pensa bene, da che essa esiste è frutto dell’istanza del singolo piuttosto che risultato collettivo. Dovrebbe essere libera da vincoli religiosi e soggiogata a un unico precetto: progredire nelle sue applicazioni in funzione del benessere degli esseri viventi, uomini e animali. Ecco questa credo sia la regola e l’etica dello scienziato: la ricerca scientifica deve accrescere nel mondo la proporzione del bene. Le applicazioni della scienza devono portare progresso e non regresso, vantaggio e non svantaggio. Certo è anche vero che la ricerca va per tentativi e di conseguenza non ci si può subito rendere conto dell’eventuale portata negativa; in tal caso bisognerebbe saper rinunciare.»

Margherita HACK intervistata da Alessandra Carletti, Roma Tre News, n. 3/2007




Traccia integrale esami maturita' 2012. Tipologia A analisi del testo
Mercoledì 20 Giugno 2012 15:03 Spettacolo & Cultura

studenti in aula univesitaria durante una lezioneEcco il testo integrale della prova esami di maturità 2012 pubblicato da Newspuglia.it per la TIPOLOGIA A - ANALISI DEL TESTO

Eugenio Montale, Ammazzare il tempo (da Auto da fé. Cronache in due tempi, Il Saggiatore, Milano 1966)

Il problema più grave del nostro tempo non è tra quelli che si vedono denunziati a caratteri di scatola nelle prime pagine dei giornali; e non ha nulla in comune, per esempio, col futuro status di Berlino o con l’eventualità di una guerra atomica distruggitrice di una metà del mondo. Problemi simili sono d’ordine storico e prima o poi giungono a una soluzione, sia pure con risultati spaventosi. Nessuna guerra impedirà all’umanità futura di vantare ulteriori magnifiche sorti nel quadro di una sempre più perfetta ed ecumenica civiltà industriale. Un mondo semidistrutto, che risorgesse domani dalle ceneri, in pochi decenni assumerebbe un volto non troppo diverso dal nostro mondo d’oggi. Anzi, oggi è lo spirito di conservazione che rallenta il progresso. Qualora non ci fosse più nulla da conservare il progresso tecnico si farebbe molto più veloce. Anche l’uccisione su larga scala di uomini e di cose può rappresentare, a lunga scadenza, un buon investimento del capitale umano. Fin qui si resta nella storia. Ma c’è un’uccisione, quella del tempo, che non sembra possa dare frutto. Ammazzare il tempo è il problema sempre più preoccupante che si presenta all’uomo d’oggi e di domani.

Non penso all’automazione, che ridurrà sempre più le ore dedicate al lavoro. Può darsi che quando la settimana lavorativa sarà scesa da cinque a quattro o a tre si finisca per dare il bando alle macchine attualmente impiegate per sostituire l’uomo. Può darsi che allora si inventino nuovi tipi di lavoro inutile per non lasciare sul lastrico milioni o miliardi di disoccupati; ma si tratterà pur sempre di un lavoro che lascerà un ampio margine di ore libere, di ore in cui non si potrà eludere lo spettro del tempo.

Perché si lavora? Certo per produrre cose e servizi utili alla società umana, ma anche, e soprattutto, per accrescere i bisogni dell’uomo, cioè per ridurre al minimo le ore in cui è più facile che si presenti a noi questo odiato fantasma del tempo. Accrescendo i bisogni inutili, si tiene l’uomo occupato anche quando egli suppone di essere libero. “Passare il tempo” dinanzi al video o assistendo a una partita di calcio non è veramente un ozio, è uno svago, ossia un modo di divagare dal pericoloso mostro, di allontanarsene. Ammazzare il tempo non si può senza riempirlo di occupazioni che colmino quel vuoto. E poiché pochi sono gli uomini capaci di guardare con fermo ciglio in quel vuoto, ecco la necessità sociale di fare qualcosa, anche se questo qualcosa serve appena ad anestetizzare la vaga apprensione che quel vuoto si ripresenti in noi.

Eugenio Montale (Genova, 1896 - Milano, 1981) è noto soprattutto come poeta. Merita però di essere ricordato anche come prosatore. Lo stesso Montale raccolse in Farfalla di Dinard (Prima ed. 1956) e Auto da fé (Prima ed. 1966) scritti in prosa apparsi in precedenza su giornali e riviste. Il brano che si propone è tratto da un testo pubblicato originariamente nel “Corriere della Sera” del 7 novembre 1961. 1.

Comprensione del testo

Riassumi tesi e argomenti principali del testo.

2.

Analisi del testo

2.1

Quali sono i problemi risolvibili secondo Montale?

2.2

Spiega il significato che Montale attribuisce all’espressione “ammazzare il tempo”.

2.3

Perché si accrescono i “bisogni inutili” e si inventeranno “nuovi tipi di lavoro inutile”?

2.4

Noti nel testo la presenza dell’ironia? Argomenta la tua risposta.

2.5

Esponi le tue osservazioni in un commento personale di sufficiente ampiezza.

3.

Interpretazione complessiva ed approfondimenti

Sulla base dell’analisi condotta, ricerca la “visione del mondo” espressa nel testo e approfondisci la ricerca con opportuni collegamenti ad altri testi di Montale. Alternativamente, soffermati sul grado di attualità / inattualità dei ragionamenti di Montale sul lavoro e sul tempo.

 

 

 




Santoro (PDL) su Presidenza Consiglio Comunale Brindisi
Mercoledì 20 Giugno 2012 13:19 Politica

Pietro Santoro, coordinatore cittadino PDL BrindisiIn merito alla dichiarazione del segretario cittadino del PD Antonio Elefante sulla Presidenza del Consiglio comunale di Brindisi non posso esimermi dal fare alcune considerazioni sulla stessa. Il segretario del PD, infatti, credo che confonda il partito da lui rappresentato con la Città. Ci troviamo di fronte alla solita tattica della sinistra di scaricare su altri le proprie difficoltà. Non capisco con quali motivazioni lui affermi un principio sul quale la Città non credo che si sia mai pronunciata e sulla base di quale competenza lui possa qualificare la Città più o meno matura. E’ invece il PD che deve esprimere la sua posizione sulla proposta di Monetti esplicitandone le motivazioni. Se tale proposta ha origine da contrasti e guerre di faide interne al PD non siamo disponibili neanche ad iniziare un eventuale approfondimento. Se invece è il risultato di una determinazione politica interna al PD con l’obiettivo di lavorare insieme per il bene della Città, pur nella differenza delle posizioni politiche, il dibattito potrebbe iniziale. E’ il PD, e solo il PD, che deve pertanto dimostrare se è maturato o meno, non altri.




Prende il via la rassegna 'PugliaGreenHour'
Mercoledì 20 Giugno 2012 09:28 Spettacolo & Cultura

pugliagreenhourNel segno del rispetto per l’ambiente e per i suoi ritmi naturali, tra danza, musica, filosofia e teatro. Si muove in questa direzione la rassegna “PugliaGreenHour” organizzata dal Teatro Pubblico Pugliese nell’ambito del PO Fesr Puglia 2007 –2013 – Asse IV Linea di Intervento 4.3-Azione 4.3.2 – Lettera E “Valorizzazione del territorio e delle risorse culturali e ambientali attraverso lo spettacolo”

Tre diverse location tra il brindisino, l’alta Murgia e la Capitanata, in Parchi regionali ed aree protette, saranno animate nei week end del 22-24 giugno, 29 giugno – 1° luglio e 6 – 8 luglio, con spettacoli di danza, passeggiate naturalistiche, letture e concerti.

“PugliaGreenHour” si apre il 22 giugno alla Masseria Giummetta a Montalbano di Fasano. Qui, in collaborazione con il Consorzio di gestione del Parco Naturale Regionale delle Dune Costiere da Torre Canne e Torre San Leonardo, sarà presentato il progetto della COMPAGNIA VIRGILIO SIENI/ACCADEMIA SULL’ARTE DEL GESTO “Dialoghi sul corpo”, prodotto in Puglia e promosso nell’ambito del PO Fesr 2007/2013 asse IV Investiamo nel vostro futuro.

Il progetto “Dialoghi sul corpo”, che si avvale anche dell’assistenza del coreografo e danzatore pugliese Giulio de Leo, si articola in tre giornate, al tramonto, in tre diversi luoghi del Parco Regionale delle Dune Costiere di Ostuni e Fasano.

Ogni giorno, all’imbrunire, il pubblico scoprirà un luogo diverso, attraverso un percorso guidato, dei camminamenti nella natura, in una sorta di preparazione alla visione prima della performance, che consiste in un incontro tra musica, danza, filosofia e natura.

Ogni serata vedrà la sua conclusione con la visione di un’esperienza significativa e simbolica: la presentazione di un’azione coreografica a cura di Virgilio Sieni e interpretata da giovani danzatrici e donne sessantenni provenienti dal territorio pugliese. L’attenzione verrà riportata al gesto poetico inteso nella sua natura migratoria, da uomo a uomo, da un’età all’altra. La trasmissione del gesto poetico.

Il programma:

22 giugno – MASSERIA GIUMMETTA / Montalbano di Fasano

h 18,00 > camminamento nell’oliveto millenario

h 19,00 > performance con Virgilio Sieni – danza, John Edwards - musica (contrabbasso – UK), Marco Aime - antropologia

23 giugno – MASSERIA SCATEGNA / Ostuni

h 18,00 > camminamento alle pendici delle Murge

h 19,00 > performance con Ramona Caia e Simona Bertozzi – danza, Mats Gustafsson - musica (sassofono - SWE), Giangiorgio Pasqualotto - filosofia

24 giugno – MASSERIA L’OVILE / Ostuni

h 18,00 > camminamento nella lama di Lamacornola

h 19,00 > performance con Jari Boldrini, Nicola Cisternino e Daniele Ninarello – danza, Ok Kyung Lee – musica (violoncello – ROK/USA), Federico Ferrari - filosofia

a cura della Compagnia Virgilio Sieni

in collaborazione con

Gianfranco Ciola, agronomo

Maurizio Zanardi, consulente per la filosofia

Giuseppe Vigna, consulente musicale

produzione Daniela Giuliano

organizzazione Dominique Martin

amministrazione Rossella Nati

segreteria amministrativa Alessandro Gaggelli

assistente al progetto Giulio De Leo

produzione

Compagnia Virgilio Sieni

Accademia sull’arte del gesto

all’interno del progetto internazionale Arte del gesto nel Mediterraneo

Indicazioni tecniche: si prega di munirsi di scarpe comode, pantaloni lunghi, repellente anti-zanzare e torcia elettrica per il rientro al calar del sole.

POSTI LIMITATI – PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA.

INFO: Coop. Serapia +39.328.6474719 – info@cooperativaserapia.it www.teatropubblicopugliese.it/pugliagreenhour




Naufragio immigrati nel Canale d'Otranto: sette dispersi
Mercoledì 20 Giugno 2012 08:49 Cronaca

naufragio immigrati nel canale d'otrantoSono sette i migranti che risultano dispersi nel canale d'Otranto dopo che la loro piccola imbarcazione, con a bordo altre quattro persone tratte in salvo, è naufragata a circa sei miglia dalla punta del Salento, tra Leuca e Torre Vado.

Alle ricerche, coordinate dalla Capitaneria di Porto di Gallipoli, partecipano mezzi navali e aerei della Guardia Costiera, della Marina Militare, della Guardia di Finanza, dei Carabinieri e della Polizia di Stato. L'area delle ricerche si è allargata e si è spostata in considerazione delle correnti marine. Le condizioni meteo sono buone, il mare e' sufficientemente calmo per poter lavorare. 

Intanto lo scafista dell'imbarcazione naufragata è stato scoperto e arrestato dalla polizia, al termine degli accertamenti sui quattro giovani superstiti, soccorsi in mare ieri dalle motovedette e poi ricoverati nell'ospedale di Tricase.

I particolari delle indagini saranno illustrati alle 11 in una conferenza stampa in Questura a Lecce. 




Rapporto Bankitalia su andamento economia pugliese. Vendola soddisfatto.
Mercoledì 20 Giugno 2012 08:41 Politica

rapporto bankitalia economia puglia. vendola soddisfatto“La Puglia risponde meglio alle crisi rispetto non solo alla regioni del sud ma anche a molte altre regioni del nord. Non c’è chiaroscuro, questo è un rapporto in chiaro, è un rapporto di indicatori positivi”. Lo ha detto il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola al termine della presentazione del rapporto di Bankitalia sull’anadmento dell’economia pugliese. “In questo momento di burrasca e di catastrofe – ha aggiunto Vendola - con lo sprofondamento dell’intero sud in una condizione di recessione e di paura, con il nord che tocca quota 10% di disoccupazione, i nostri indicatori, ci dice Bankitalia, premiano il senso delle politiche pubbliche che abbiamo fatto fino ad oggi. Politiche fatte di sostegno al raggruppamento di imprese e di sistemi a rete, di sostegno nei confronti del trasferimento tecnologico, con un’altra maniera di star dentro la globalizzazione”. Vendola poi ha ricordato anche “le politiche sostenute in direzione dell’innovazione e della promozione della qualità e del talento”.

“Ci sono settori in cui cresciamo incredibilmente, come ad esempio quello agroalimentare e quello agricolo – ha spiegato Vendola – settori cioè in cui abbiamo inventato una politica con la bussola dell’innovazione. Siamo ovviamente consapevoli della sofferenza del nostro territorio come degli altri territori. Non è un’isola la Puglia, la Puglia è dentro l’italia, è dentro il mezzogiorno ed è dentro questa Europa che si sta deflagrando. Noi resistiamo, è un corpo a corpo contro la crisi”.

“Penso che l’elemento salutare, l’elemento di igiene nell’economia mondo – ha concluso Vendola - sarebbe quello di tornare a considerare come fondamento di qualunque produzione di ricchezza non il denaro ma il lavoro. Restituire valore sociale al lavoro sarebbe, credo, la piu importante delle risposte a questa stagione dei crisi”.




Porti e Ciclovie nell’audizione parlamentare per le reti europee
Mercoledì 20 Giugno 2012 08:37 Politica

minerviniL’audizione dei delegati della Conferenza delle Regioni in Commissione Trasporti della Camera dei deputati, sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, per definire gli orientamenti dell’Unione per lo sviluppo della rete trans europea dei trasporti (TEN-T), si svolgerà mercoledì 20 giugno 2012, alle ore 14.00 a Roma.

“Alla Commissione presenteremo due richieste. La prima riguarda i porti la seconda l’inclusione delle ciclovie della rete EuroVelo”, spiega l’assessore regionale alle infrastrutture e mobilità della Regione Puglia Guglielmo Minervini.

“Le reti sono fatte di fili e di nodi. I fili non si possono spezzare ed i nodi non si possono eludere. Il filo del corridoio 1 Baltic – Adriatic non può spezzarsi a Ravenna e non includere i nodi dei porti di Bari e Brindisi, attorno a cui gravita gran parte del traffico verso i Balcani. Si rinuncerebbe così al raccordo nel nodo di Taranto con il corridoio 5, proiezione marittima verso il Far –East e il Mar Nero della macro regione Adriatica”.

Inoltre, in considerazione degli obiettivi della stessa proposta di Regolamento che intende Istituire una rete transeuropea dei trasporti completa ed integrata estesa a tutti gli Stati membri e a tutte le regioni, in grado di offrire la base per uno sviluppo equilibrato di tutti i modi di trasporto, non possono essere lasciate fuori le infrastrutture ciclabili.

“Abbiamo chiesto alla Commissione – specifica Minervini – di proporre l’inclusione, all’interno della rete transeuropea dei Trasporti TEN-T, della rete ciclabile transeuropea EuroVelo, quale infrastruttura strategica per lo sviluppo e la diffusione della mobilità urbana sostenibile in bicicletta e del cicloturismo. Attualmente sono previste 14 ciclovie che corrono per 70.000 km. Sono già fruibili per oltre 40.000 Km con strade per le biciclette, sicure, confortevoli, riconoscibili, segnalate e collegate ai principali nodi di interscambio modale (stazioni, porti, aeroporti) soprattutto nel nord Europa e in Germania, adesso occorre un riconoscimento europeo per completarle. L’Italia sarebbe, infatti, interessata dal passaggio di tre lunghi itinerari: la Ciclovia Romea-Francigena, Londra-Roma-Brindisi, di 3.900 Km; la Ciclovia del Sole, Capo Nord-Malta, di oltre 7.400 Km; la Ciclovia Mediterranea, stretto di Gibilterra-Atene-Cipro, di circa 6.000 Km.

Il progetto, assolutamente coerente sia con la strategia Europa 2020 che con gli impegni assunti dall’UE, con il Libro Bianco sui Trasporti di ridurre le emissioni di gas a effetto serra nel settore dei trasporti del 60% entro il 2050, sarebbe una straordinaria opportunità di sviluppo del turismo sostenibile in bicicletta che potrà generare, a rete completata, un fatturato di decine di miliardi di euro l'anno, a sostegno delle economie locali di tutta Europa”.

“La Conferenza delle Regioni – conclude Minervini – ha già accolto unanimemente le nostre proposte, ci auguriamo che in questo ulteriore passaggio siano condivise e sostenute dai parlamentari per dare una forte investitura al documento che sarà discusso e approvato in sede europea”.




Giunta regionale. I provvedimenti adottati
Mercoledì 20 Giugno 2012 08:33 Politica

giunta regionale. i provvedimenti adottatiLa Giunta regionale ha preso atto della determinazione del Direttore Generale dell’AREM relativa all’adozione del conto consuntivo 2011, corredata dal parere favorevole dei revisori dei conti. Ritiene pertanto positivamente concluso il controllo preventivo del conto consuntivo 2011.

Dopo aver preso atto della decisione del Direttore dell’Arem relativa all’adozione del bilancio previsionale 2012 ,di quello pluriennale 2012-2014 e del parere positivo della Corte dei Conti, la Giunta regionale ritiene concluso positivamente il controllo preventivo del bilancio di previsione 2012 e del pluriennale 2012-2014

La Giunta regionale ha ratificato la sottoscrizione del Protocollo di Intesa concernente la gestione del Centro di Informazione “ Europe Direct Puglia”, della Rete di Informazione dell’Unione Europea “ Europe Direct”. Con la stessa delibera la Giunta ha altresì approvato il Piano di attività per il 2012 destinando € 50mila alle relative attività

La Giunta regionale NON ha attestato la compatibilità del “Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari” del Comune di Melissano. Il provvedimento verrà trasmesso al Sindaco per le conseguenti determinazioni

La Giunta regionale ha deciso di aderire alla realizzazione del Progetto Interregionale-Transnazionale “ Creazione di una rete per la Responsabilità Sociale d’Impresa”, approvandone, nel contempo, il Protocollo d’Intesa.

La Giunta regionale ha approvato il Programma “Crea-Attiva-Mente”, per la mobilità sostenibile della Regione Puglia, destinando alla sua realizzazione un importo massimo di 485.000,00.

Il programma si articola in interventi per la pianificazione e la gestione della mobilità in un’ottica di sostenibilità ambientale, per migliorare la ripartizione modale degli spostamenti, riducendo quindi l’utilizzo della macchina privata a favore di modalità di spostamento ecocompatibile.

Tre le direttrici principali sulle quali di sviluppa il Programma:

• Progetto “Mente Locale”, per il recupero degli immobili a servizio del TPL e la valorizzazione della rete ferroviaria;

• Progetto “ Clicloattivi”, per lo sviluppo della mobilità ciclistica e la tutela degli utenti deboli della strada;

• Progetto “ PugliAPedali”, per il sostegno alle politiche locali per la ciclabilità e la mobilità sostenibile

La Giunta regionale ha approvato il Piano annuale delle attività di spettacolo 2012, per un importo complessivo di € 5.880.060,00.

La Giunta ha, per ciascun settore di intervento, effettuato la ripartizione percentuale delle risorse finanziarie e dei valori così come riportato in tabella:

SETTORE RIPARTO 2012 IMPORTO

Teatro 27,3% 1.603.254,00

Musica 61,7 % 3.626.613,00

Danza 3,1% 179.693,00

Cinema 7,7% 453.500,00

Spettacolo Viag.e Circense 0,3% 17.000,00




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