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Martedì, 17 Luglio 2012
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Martedì 17 Luglio 2012 08:23
Cronaca
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Il sostituto procuratore Stefania Mininni ha iscritto i nomi di otto medici del nosocomio leccese con l’accusa di omicidio colposo per la morte di Antonio Fasiello, 59enne di Strudà, deceduto lo scorso 12 luglio all’ospedale “Vito Fazzi”.
L’inchiesta è stata avviata a seguito della denuncia formalizzata dai famigliari di Fasiello dopo il decesso del parente. Secondo l’esposto, nella giornata di domenica scorsa, il 59enne sarebbe arrivato in seguito ad un attacco di epilessia al pronto soccorso del Fazzi. Dopo una breve visita, sarebbe stato dimesso. L’uomo sarebbe stato accompagnato nuovamente in ospedale e ricoverato presso il reparto di otorinolaringoiatria, da cui, successivamente, sarebbe stato trasferito in quello di medicina generale, dove di lì a poco morì a seguito di un grave malore. Inutili si rivelarono i tentativi di rianimare Fasiello.
Nei prossimi giorni verrà eseguita l’autopsia. |
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Martedì 17 Luglio 2012 08:11
Cronaca
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Newspuglia.it pubblica il testo integrale della lettera aperta inviata dai lavoratori in Cassa Integrazione in deroga della Cittadella della Ricerca S.C.p.a. in Liquidazione al Presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese, al Consiglio Provinciale di Brindisi, alla Giunta Provinciale di Brindisi ed alle organizzazioni sindacali FISASCAT CISL, FISMIC CONFSAL, CGIL Brindisi e U.I.L.
Egregi Signori,
siamo costretti a scrivere a tutti Voi queste righe per chiedere e pretendere un minimo di verità sulla sorte degli 8 lavoratori della S.C.p.A. Cittadella della Ricerca in liquidazione, che ormai da mesi sono costretti a vivere nell'incertezza totale sul proprio futuro, dimenticati dalla politica, da codesta amministrazione e anche dai Sindacati.
Ci permettiamo di ricordare che il Consiglio Provinciale del 1° marzo 2012
RITENENDO:
• di impegnarsi per un rilancio della funzione finora svolta dalla Cittadella della ricerca, confermando il ruolo della Provincia di Brindisi come azionista di maggioranza in un nuovo soggetto giuridico consortile, e che tale rilancio passa attraverso una ridefinizione della “mission” che rafforzi la “nuova cittadella della ricerca” come soggetto per accompagnare e sostenere lo sviluppo locale e territoriale brindisino
• di considerare e centrare lo sviluppo della nuova cittadella della ricerca sulla filiera della gestione dei saperi e della conoscenza puntando a valorizzare quei settori del territorio che rappresentano il suo sviluppo: aerospazio, energia e ambiente, turismo, beni culturali, agroalimentare, biometria e farmaceutica, divenendo organismo di supporto per l’innovazione nella Pubblica Amministrazione e nel sistema d’impresa come braccio operativo della Provincia di Brindisi;
• di coinvolgere la Regione Puglia ad una più qualificata presenza ed a un maggior contributo sulla scorta di altre esperienze regionali maturate, per attuare insieme alla Provincia di Brindisi quelle sinergie necessarie a rendere operativi gli obiettivi prefissati, concertandole sugli assi dei programmi operativi FESR, FSE e FEASR nonché sui programmi a regia regionale con competenze regionali; in tale maniera la regione Puglia potrà essa stessa vedere nella nuova cittadella della ricerca uno strumento utile per favorire il trasferimento di politiche , azioni, risorse in linea con gli stessi obiettivi e nelle materie delegate della Provincia di Brindisi;
• di ampliare la partecipazione alla nuova cittadella ad altri soggetti pubblici e privati che perseguono gli stessi obiettivi per rendere disponibile un organismo al servizio del territorio efficace ed efficiente per il suo sviluppo, in sintonia con le politiche regionali e nazionali e coordinandosi con le strategie “ Europa 2020” che vede appunto nello sviluppo locale la strategia per il settennio che si sta preparando dopo il 2013
HA DELIBERATO in particolare:
1. di demandare, per le motivazioni in premessa citate , il legale rappresentante dell’Ente a porre in essere tutte le azioni necessarie per la messa in liquidazione e scioglimento della Società.
2. di impegnare il Presidente della Provincia di Brindisi e la Giunta Provinciale a presentare al Consiglio entro il 30/03 un piano per la costituzione del nuovo soggetto giuridico consortile che tenga conto delle indicazioni in premessa esplicitate e per la gestione, da parte della Provincia, degli immobili e dei servizi comuni salvaguardando il personale dipendente oggi assunto dalla Cittadella della ricerca;
3. Ove ricorrano le condizioni giuridico amministrative di dare mandato agli uffici di competenza di disporre ogni atto necessario al fine di acquisire alla Provincia la disponibilità degli immobili già in comodato gratuito a cittadella s.c.p.a. previa risoluzione dello stesso.
In esecuzione di quanto su deliberato, è ancor più doveroso evidenziare che la Giunta Provinciale del 30 marzo 2012, a dispetto dei tanti buoni propositi propagandati, preso atto dell'avvenuta messa in liquidazione della S.C.p.A. Cittadella della Ricerca come espressamente intimato, si è preoccupata di definire l'iter da intraprendere per acquisire alla Provincia la disponibilità degli immobili già in comodato gratuito a cittadella s.c.p.a. previa risoluzione dello stesso e per la gestione, da parte della Provincia, degli immobili e dei servizi comuni TRALASCIANDO O FORSE DIMENTICANDO l'impegno a presentare un piano per la costituzione del nuovo soggetto giuridico consortile e soprattutto di salvaguardare il personale dipendente!
Tra buoni propositi ed impegni è arrivata anche la data del 30 giugno 2012 presentata a noi lavoratori come il termine ultimo per avere quelle risposte che gli atti conseguenti alla delibera del 30 marzo 2012 non era riuscita a dare; spiace, tuttavia, dover constatare ancora una volta come gli unici atti formali siano la delibera della Giunta Provinciale del 28/06/2012 che si è limitata a prorogare l'affidamento dei servizi strumentali di gestione condominiale del Comprensorio Cittadella della Ricerca alla società Santa Teresa dal 01/07/2012 al 31/12/2013 e dare atto che l'Amministrazione Provinciale sta procedendo alla costituzione del nuovo soggetto giuridico (salvo poi constatare fuori da quell'aula che nessuno ha la benché minima idea di che cosa sia questo soggetto giuridico e chi dovrebbe costituirlo) ed una richiesta di proroga al 31/12/2012 della cassa integrazione guadagni in deroga con l'ennesimo impegno delle Parti che “..., pur evidenziando la difficile situazione, SI Impegnano, ciascuno per la propria competenza, a ricercare soluzione capaci di salvaguardare i livelli occupazionali, impegnandosi, sin da ora, ad incontrarsi entro la prima decade del mese di settembre 2012, al fine di valutare attentamente le possibili soluzioni emerse e individuare eventuali fabbisogni formativi e/o percorsi formativi”.
Di fatto i sottoscritti lavoratori, già esclusi dalle assunzioni che in esecuzione della delibera di Giunta del 30 marzo 2012 hanno riguardato in modo arbitrario e discriminatorio solo 4 unità di personale, sino ad oggi hanno ascoltato tante parole e troppa retorica; in compenso l'unica realtà è rappresentata dalle quotidiane difficoltà economiche, determinate sia dal mancato pagamento di alcune mensilità già maturate sia dagli insostenibili ritardi con cui viene erogata l'indennità di cassa integrazione e, ultimo in elenco ma non certo per importanza, dal disagio e malessere derivanti dall'unica certezza dell'imminente licenziamento.
L'assunzione da parte di Santa Teresa dei lavoratori in Cassa integrazione sarebbe un'ottima maniera da parte dell'Amministrazione Provinciale per smentire quanto qui affermato: fare, come in tante occasioni è stato fatto, un'azione coraggiosa e senza fini elettoralistici ma solo per salvare, in parte, il patrimonio della Cittadella della Ricerca rappresentato dai suoi ex lavoratori.
Lungi dal voler essere polemici ma desiderosi di rappresentare il reale ed effettivo susseguirsi dei fatti sino ad oggi accaduti in questa triste vicenda, chiediamo, ancora una volta, di poter conoscere realmente gli atti e le azioni che si stanno ponendo in essere al fine di dare soluzione reale, senza demagogia e populismo, al problema, altrettanto reale, rappresentato in queste righe e che riguarda 8 famiglie e non “solo” 8 lavoratori.
I Lavoratori della Cittadella della Ricerca in CIGD |
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Martedì 17 Luglio 2012 07:55
Ambiente & Energia
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Il dirigente del Settore Ambiente della Provincia di Brindisi Pasquale Epifani comunica che è in corso l’attività di rilevazione sistematica degli Ulivi Monumentali ai fini della redazione ed aggiornamento dell’elenco previsto dall’art. 5 della L.R. 14/07, organizzata dalla Regione Puglia. I proprietari degli oliveti interessati a valorizzare i propri alberi, inserendoli nell’elenco regionale, possono far pervenire la segnalazione, entro il 10 agosto 2012. Tale richiesta, comprensiva di estremi catastali, numero di esemplari e riferimenti del proprietario, può essere inviata alla Provincia di Brindisi Servizio Ecologia ed Ambiente – Via De Leo n. 3 – Brindisi 72100, oppure pervenire anche per e-mail al seguente indirizzo di posta elettronica: cosimo.dangelo@provincia.brindisi.it. Per ulteriori informazioni si comunica che il funzionario di riferimento è il dott. agronomo Cosimo D’Angelo con il seguente recapito telefonico 0831 – 565388. Si ricorda che il carattere di monumentalità viene attribuito quando la pianta di ulivo possiede età plurisecolare deducibile da dimensioni del tronco della pianta, con diametro uguale o superiore a centimetri 100, misurato all’altezza di centimetri 130 dal suolo (nel caso di alberi con tronco frammentato il diametro è quello complessivo ottenuto ricostruendo la forma teorica del tronco intero; oppure accertato valore storico-antropologico per citazione o rappresentazione in documenti o rappresentazioni iconiche-storiche). Per alberi con diametro compreso tra i centimetri 70 e 100 misurato ricostruendo, nel caso di tronco frammentato, la forma teorica del tronco intero nei seguenti casi: forma scultorea del tronco (forma spiralata, alveolare, cavata, portamento a bandiera, presenza di formazioni mammellonari); riconosciuto valore simbolico attribuito da una comunità; localizzazioni in adiacenza a beni di interesse storico-artistico, architettonico, archeologico riconosciuti ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137). Infine si ricorda che il carattere di monumentalità può attribuirsi agli uliveti che presentano una percentuale minima del 60 per cento di piante monumentali all’interno dell’unità colturale, individuata nella relativa particella catastale. |
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Martedì 17 Luglio 2012 07:49
Ambiente & Energia
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 “L'introduzione, con la norma licenziata oggi dalla V Commissione, del concetto di Valutazione del Danno Sanitario in ordine ad immissioni in atmosfera e a scarichi rappresenta uno strumento nuovo e potente per il contenimento degli inquinanti, soprattutto in zone già duramente messe alla prova nella nostra regione come i territori di Brindisi e Taranto”.
Così l'assessore alla Qualità dell'ambiente in relazione ai lavori della commissione consiliare che nella sua seduta odierna ha licenziato il provvedimento che passa al Consiglio Regionale.
“Di concerto con il Ministero dell'Ambiente – spiega Nicastro – abbiamo emendato il testo di legge già ai lavori della Commissione affinché potesse, una volta approvato dal Consiglio, diventare esecutivo senza rischi di impugnativa. La Valutazione del Danno Sanitario redatto con apposito rapporto permetterà, in contesti con carichi industriali particolarmente significativi, provvedimenti amministrativi anche in deroga ai limiti autorizzativi attualmente previsti”. |
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Martedì 17 Luglio 2012 07:40
Politica
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“Brindisi diventerà un pilastro del sistema logistico pugliese integrato alla rete ferroviaria”. Così l’assessore regionale alle infrastrutture strategiche e mobilità Guglielmo Minervini sintetizza il contenuto del Protocollo d'intesa firmato a Brindisi con il sindaco Mimmo Consales, il presidente della Provincia Massimo Ferrarese e il presidente del consorzio Asi Marcello Rollo. “Il progetto ha due linee di intervento – spiega Minervini – La prima prevede la realizzazione del raccordo ferroviario e della nuova stazione merci per il collegamento della rete ASI alla rete RFI nella zona retro portuale di Brindisi (Costa Morena)-via Archimede. Questo permetterà di portare fuori dalla città la movimentazione delle merci pericolose del petrolchimico che attualmente avviene nella stazione centrale. I treni partiranno dalla nuova stazione, non lontano dal nastro trasportatore, e senza alcuna manovra potranno raggiungere le destinazioni finali in tutta Italia”. L’innesto alla linea FS-Parco merci di Tuturano è già stato ammesso a finanziamento con un importo di 16,5 milioni di euro a carico dei fondi dell’Asse V del PO FESR 2007-2013, cui si aggiungono circa 13 milioni dalle risorse liberate dal programma PIC Interreg II. “C’è poi un secondo intervento – aggiunge Minervini – che prevede la realizzazione della piattaforma logistica intermodale nell’Area Asi. In questo modo sarà possibile integrare il trasporto delle merci su gomma, prevalente nell’area, con quello su ferro creando importanti economie di scala per le imprese. Così come previsto nel programma Puglia corsara, offriamo una piattaforma logistica che servirà tutta l'area del Salento e si integrerà con l’hub di Taranto, che movimenta prevalentemente container. L'offerta di questi servizi e la possibilità di manipolare direttamente le merci che offrirà la piattaforma logistica eleverà la capacità competitiva di questo territorio”. Il primo stralcio del progetto della Piastra Logistica, del valore di circa 40 milioni di euro, è stato candidato dalla Regione Puglia a finanziamento nell’ambito delle risorse liberate attraverso il PON trasporti del Ministero delle infrastrutture. “Dobbiamo farci trovare pronti – conclude Minervini - La differenza nei processi di sviluppo del territorio sta nella capacita immateriale di vedere nelle infrastrutture grandi obiettivi di sviluppo del territorio. La capacità di fare sistema che stiamo dimostrando questa mattina, è indispensabile per rende più celeri i tempi e la ricerca di risorse finanziarie. Non si tratta di un protocollo isolato, come governo regionale stiamo lavorando per integrare questi interventi sulle infrastrutture in un Patto per Brindisi, che abbia al suo interno progetti di riqualificazione urbanistica, di ricostruzione del suo rapporto con il mare e di attrattività turistica, che discuteremo presto con gli enti locali”. |
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Martedì 17 Luglio 2012 07:28
Politica
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Quattro mosse contro il credit crunch. Con un nuovo pacchetto di interventi da 100 milioni di euro la Regione Puglia vara la sua terza azione anticiclica. Dopo la manovra anticrisi e il Piano straordinario per il lavoro, questa volta punta ad arginare la stretta del credito, grande protagonista della crisi italiana e mondiale. Oggi infatti il tasso di crescita dei prestiti bancari per le piccole imprese è negativo: -2,4 per cento a marzo 2012, contro il +4 per cento di un anno fa.
Le novità sono state presentate, nel corso di una conferenza stampa alla quale è intervenuto, con la vice presidente Capone, il Presidente della Regione, Vendola. La lotta della Regione Puglia contro la stretta del credito (credit crunch) era già partita alla fine del 2008, oggi tuttavia moltiplica gli strumenti per affrontare la situazione attuale con più interventi messi in campo contemporaneamente. Si tratta di tre nuovi fondi e di un accordo con l’Abi, l’Associazione bancaria italiana.
I fondi agiscono agevolando le garanzie per le piccole e medie imprese che hanno difficoltà ad ottenere credito, allo stesso modo il protocollo con l’Abi punta a favorire la concessione di prestiti da parte delle banche regionali, prestiti finalizzati a rafforzare il cosiddetto “capitale circolante” delle piccole e medie imprese, cioè la liquidità necessaria alle imprese per affrontare le spese indispensabili a realizzare una fornitura, ad esempio il pagamento degli stipendi, l’acquisto delle scorte di materie prime o dei prodotti finiti, gli anticipi sulle fatture e sui contratti. Il pacchetto - come si diceva - vale 100 milioni di euro di risorse pubbliche, ma ne sviluppa 1.625 in termini di nuovi finanziamenti, con un incidenza sul Pil della Puglia del 3 per cento.
Il primo intervento si chiama ”Aiuti in forma di garanzia di credito” e con 50 milioni di euro, sostiene i fondi rischi dei Confidi. Si tratta della seconda edizione di un bando della stessa entità economica già avviato nel 2009 con la “Manovra anticrisi”. Avrà come effetto un aumento del volume dei finanziamenti verso le imprese (micro, piccole e medie) di circa 500 milioni di euro. Sotto il profilo operativo la Regione trasferisce i fondi ai Confidi selezionati dopo l’uscita dell’avviso pubblico. I Confidi a loro volta garantiscono il finanziamento bancario in favore dell’azienda fino all’80 per cento del finanziamento stesso. La stretta del credito tuttavia ha reso necessaria anche la predisposizione di strumenti di ingegneria finanziaria per moltiplicare le garanzie e sostenere gli stessi Confidi.
È infatti un vero e proprio “Fondo di controgarazia” il secondo intervento. Vale 40 milioni di euro e supporta le garanzie prestate dai Confidi in favore delle imprese pugliesi piccolissime, piccole e medie. In pratica garantisce gli stessi Consorzi fidi, generando dunque un aumento del volume dei finanziamenti, in favore delle aziende assistite, fino ad un massimo di 1 miliardo (da un minimo di 500 milioni). Operativamente le controgaranzie, attraverso il sostegno alle garanzie, assistono i finanziamenti erogati alle imprese (piccole, piccolissime e medie) per investimenti e, nel limite del 20%, anche per le spese legate alla formazione di scorte, materie prime e prodotti finiti.
Il terzo fondo si chiama “Tranched cover” e mette a disposizione 10 milioni di euro per consentire alle banche di aumentare il credito nei confronti delle imprese e, alle imprese, di ottenere finanziamenti a condizioni migliori. Il fondo potrà sviluppare nuovi finanziamenti per circa 125 milioni di euro. In pratica funziona garantendo i rischi delle banche nei confronti dei finanziamenti concessi alle imprese. Questi finanziamenti possono essere diretti a nuovi investimenti e anche (nella misura del 20%) a sostenere le spese per la formazione di scorte, materie prime e prodotti finiti.
I tre interventi usciranno tutti a fine luglio. Nel frattempo la Regione Puglia ha avviato un Protocollo d’intesa con la Commissione regionale Abi della Puglia al quale aderiscono già 13 banche. L’accordo è stato sottoscritto oggi dal presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e dal presidente della Commissione regionale Abi Puglia Alessandro D’Oria. Per effetto del protocollo, l’Abi Puglia si impegna a promuovere nei confronti delle banche associate interventi a sostegno del capitale circolante, mentre le banche che sottoscrivono l’intesa si impegnano ad incrementare i prestiti destinati alle piccole e medie imprese, in particolare se riferiti al capitale circolante. La Regione, da parte sua, in relazione all’aumento dei finanziamenti bancari, incrementerà gli aiuti nei confronti dei Confidi perché li garantiscano.
Il commento
“Il 10 novembre dell’anno scorso – ha detto Loredana Capone - mentre l’Italia viveva i giorni più neri della sua crisi e Monti era appena stato nominato senatore a vita, il Sole 24 Ore apriva il giornale con il titolo a tutta pagina ‘Fate presto’. Quell’esortazione così calzante in quel momento è il nostro motto da almeno quattro anni. Abbiamo fatto presto varando una manovra anticiclica già a fine 2008, quando la crisi globale non era ancora arrivata all’economia reale, abbiamo fatto presto con il Piano straordinario per il lavoro”. “Questa – ha spiegato la vicepresidente - è la nostra terza azione anticiclica ed è stata pensata ai primi segnali di sofferenza credizia delle imprese. Noi vogliamo mantenere i risultati della Puglia in termini di competitività e di lavoro, per questo supportiamo le imprese con ogni mezzo a nostra disposizione e lo facciamo investendo soprattutto sui Confidi che si sono rivelati un validissimo strumento contro la crisi. L’edizione 2009 del Fondo di Garanzia, che metteva a disposizione altri 50milioni di euro, ha permesso infatti di finanziare fino ad oggi 2.583 richieste di garanzie per un totale di 366 milioni di euro per i quali sono stati utilizzati quasi 36,7 milioni di euro del fondo. La riproposizione di questo incentivo accompagnata dagli altri due e dal protocollo con l’Abi, ci fornisce gli strumenti per vincere una sfida che per noi si traduce nella salvaguardia di migliaia di posti di lavoro”.
Il credit crunch in Puglia
Perché un’azione così massiccia per affrontare la stretta del credito (credit crunch)? Tutti gli indicatori economici descrivono la Puglia come una delle più dinamiche regioni italiane. Le esportazioni in continua crescita (+10,1% nel primo trimestre del 2012), le imprese in aumento (+ 2.605 nel secondo trimestre del 2012), la crescita del valore aggiunto in agricoltura. Ma un dato desta preoccupazione: la stretta del credito. A rilevarlo è il report della Banca d’Italia sull’economia della Puglia diffuso il 19 giugno di quest’anno. La premessa è tutt’altro che negativa. “I prestiti bancari sono aumentati del 2,4 per cento nei dodici mesi terminanti a dicembre del 2011 (5,2 nel 2010), un ritmo che si è mantenuto superiore a quello delle altre regioni del Mezzogiorno e alla media del paese”. Tuttavia il report chiarisce: “La brusca decelerazione nell’ultimo trimestre dell’anno ha riguardato soprattutto il credito alle imprese; per le imprese di minore dimensione la variazione dei finanziamenti è divenuta negativa”. Vediamo la situazione nel dettaglio. A marzo 2011 il tasso di crescita dei prestiti bancari in Puglia (riferiti a tutti: pubbliche amministrazioni, famiglie, imprese etc.) è del 5,6% rispetto ai dodici mesi precedenti; appena tre mesi dopo (giugno 2011) la crescita si riduce al 4,9%; a settembre 2011 è del 4,7%. Nell’ultimo mese dell’anno scorso, in stretta correlazione con gli eventi economici nazionali ed europei, i prestiti bancari rispetto ai dodici mesi precedenti variano del 2,4% (dicembre 2011). A marzo 2012 – scrive la Banca d’Italia - “sulla base di dati provvisori, il tasso di crescita è ulteriormente sceso, allo 0,4 per cento sui dodici mesi”. Se scorporiamo da questo dato generale quello relativo alle piccole imprese, la situazione è ancora più allarmante: rispetto al picco del marzo 2011 (+4%), si passa al -2,4% del marzo di quest’anno. Secondo la Banca d’Italia le ragioni di questo calo sono da un lato dovute alla riduzione della domanda di prestiti da parte delle imprese, soprattutto di quelle edili, dall’altro al peggioramento delle condizioni di finanziamento. “L’inasprimento – è scritto sul report – è stato attuato sia attraverso l’aumento del costo dei finanziamenti, sia attraverso la riduzione delle quantità offerte e le maggiori garanzie richieste”. La manovra regionale agisce proprio su questi parametri. |
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