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Venerdì, 27 Luglio 2012
Curriculum di Ferdinando Lolli, Commissario Autorità Portuale Brindisi
Venerdì 27 Luglio 2012 18:47 Cronaca

Ferdinando Lolli, commissario Autorità Portuale BrindisiIl ministro dello Sviluppo Economico e Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera ha nominato l'ammiraglio in pensione Ferdinando LOLLI commissario dell'Autorità Portuale di Brindisi. Ma chi è Lolli? Ecco il curriculum, per tappe salienti, del nuovo numero uno dell'Autorità Portuale brindisina. Ferdinando Lolli, nato a Montefiascone (VT) il 7 ottobre 1945, laureato in Giurisprudenza nel 1969 presso l'Università degli Studi di Genova, con discussione di una tesi in Diritto della Navigazione, è entrato nel Corpo delle Capitanerie di Porto nel 1970 frequentando, presso l'Accademia Navale di Livorno, il corso di Istruzione per ufficiali a nomina diretta.
Nel corso della carriera ha ricoperto praticamente la totalità degli incarichi dell'Amministrazione marittima, sia di natura amministrativa sia tecnico/operativa, prestando servizio presso importanti Capitanerie di Porto e presso il Comando Generale.
All'Ammiraglio Ispettore Lolli sono stati a tutt'oggi tributati per specifici interventi connessi con gli incarichi ricoperti e per risultati conseguiti, fra cui spiccano quelli correlati all'effettivo salvataggio di vite umane, 2 encomi solenni, 12 encomi semplici e n. 10 elogi, nonché numerosissime attestazioni di vivo compiacimento e apprezzamento.Attualmente gestisce, quale Responsabile Unico del procedimento, il contratto per l'implementazione del sistema nazionale per il Controllo del Traffico Marittimo e per le emergenze in mare (VTS-Vessel Traffic Services). Durante l'ultimo incarico alla Direzione Marittima della Liguria ha perseguito gli obiettivi tesi allo snellimento dei procedimenti amministrativi legati all'arrivo e alla permanenza delle navi in porto in un'ottica di maggiore efficienza e sicurezza dei traffici marittimi e dei servizi anche attraverso l'implementazione dell'informatizzazione della gestione portuale (PMIS-port management information system) e del controllo del traffico marittimo (VTS-Vessel Traffic Services).




Lolli commissario Autorità Portuale Brindisi
Venerdì 27 Luglio 2012 16:32 Cronaca

Ammiraglio Ferdinando Lolli, commissario Autorità Portuale BrindisiL'ammiraglio in congedo Ferdinando Lolli è il commissario dell'Autorità Portuale di Brindisi. La sua nomina, in sostituzione del presidente Hercules Haralambides, è stata decisa dal ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture dopo che il Tar ha espresso l'incompatibilità per Haralambides perchè greco e non di nazionalità italiana. Un provvedimento che lascerà certamente strascichi  giudiziari in quanto certamente in contrasto con direttive UE che affermano uguali diritti per tutti i cittadini europei. Intanto proprio contro quella sentenza di revoca dell'incarico di Haralambides c'è attualmente in corso presso lo stesso TAR di Lecce una richiesta di sospensiva i cui esiti saranno noti a breve. Nel frattempo si deve prendere atto della decisione del ministro dei Trasporti di nominare commissario a Brindisi l'ammiraglio Lolli, 66 anni, che dal maggio dello scorso anno è presidente del consiglio di amministrazione di Stazioni Marittime Spa, la società che governa le strutture del porto di Genova riservate al traffico passeggeri.




Ilva Taranto. Lavoratori confermano lo sciopero 'ad oltranza'
Venerdì 27 Luglio 2012 08:14 Cronaca

ilva taranto. sciopero lavoratoriE' confermato lo sciopero a oltranza all'Ilva di Taranto. L'azienda è stata posta in stato di sequestro dal 26 luglio dal Gip del Tribunale di Taranto per motivazioni che riguardano "il disastro ambientale".

Gli operai oggi, nel corso di un’assemblea indetta all’interno dello stabilimento, hanno proclamato lo sciopero a oltranza chiedendo l'intervento del capo del governo.

A rischio sono infatti migliaia di posti di lavoro.

Al momento gli operai hanno dato vita a blocchi stradali sulla statale 100 Taranto-Bari, la statale 106 jonica, la strada Taranto-Statte e la città vecchia di Taranto.

Il traffico viene deviato su strade secondarie. E manifestazioni ci sono anche a Genova all'Ilva di Cornigliano.

Sul caso Ilva Taranto già stamattina se ne discuterà in Consiglio dei ministri.




Il ministro Clini sulle misure della magistratura per l'Ilva di Taranto
Venerdì 27 Luglio 2012 07:51 Politica

ministro clini Il ministro Clini è intervenuto in seguito alle misure disposta dal gip del Tribunale di Taranto, Patrizia Todisco, nell'ambito dell'inchiesta sull'inquinamento ambientale prodotto dall'azienda siderurgica più grande d'Europa, l'Ilva di Taranto.

"Non possiamo permetterci di tenere le persone nell'incertezza, data l'enorme rilevanza dell'intervento della magistratura, che riguarda almeno 15.000 persone, chiederò che il provvedimento del riesame avvenga con la massima urgenza"- ha affermato Clini.

Infine Clini ricorda che "questo tavolo sarà quello che si troverà ad affrontare l'emergenza che si potrebbe venire a creare. Chiederò che il provvedimento di riesame avvenga con la massima urgenza".

"L'intenzione è di sostenere la continuazione delle attività produttive e portuali nel sito di Taranto.

Il protocollo firmato per la bonifica e riqualificazione della zona industriale di Taranto non è una risposta alla magistratura ma è un impegno ad andare avanti per impedire che tutto questo si blocchi. Noi vogliamo che l'azienda resti a Taranto e che allo stesso tempo l'intervento ambientale si faccia di corsa".

"Il sequestro non vuol dire che l'impianto venga chiuso".

Infatti, gli impianti posti sotto sequestro, che sono molto complessi e di dimensioni gigantesche, non subiranno uno spegnimento immediato, che al contrario provocherebbe una vera e propria esplosione dello stabilimento. Occorreranno alcune settimane per chiudere gli impianti, se si dovesse davvero arrivare alla soluzione estrema. Intanto la produzione subirà rallentamenti graduali.

Sono circa cinquemila i lavoratori degli impianti sequestrati, su un totale di 11.500 circa dipendenti diretti dello stabilimento, ai quali vanno aggiunti circa 4.000 lavoratori dell'indotto.




Fermati a Leuca due scafi con 125 migranti extracomunitari.
Venerdì 27 Luglio 2012 07:34 Cronaca

sbarco immigrati a leuca e gallipoliLa Guardia di Finanza ha bloccato un peschereccio con a bordo 125 extracomunitari, tra cui 40 donne e 30 bambini, numerosi dei quali in fasce, nel porto di Gallipoli.

Tra gli immigrati, per la maggior parte sedicenti pakistani, ci sono numerosi nuclei familiari.

All’esito delle prime indagini, i Finanzieri hanno già individuato – tra i 125 clandestini - due presunti scafisti di nazionalità turca.

Appena ieri notte, le unità navali della Guardia di Finanza avevano intercettato e fermato, sempre al largo di Santa Maria di Leuca, un’altra imbarcazione a vela con 36 clandestini, arrestando due scafisti.




Carenza di medici all'ospedale ‘Paradiso’ di Gioia del Colle (BA)
Venerdì 27 Luglio 2012 07:28 Sanità

peppino longo (udc)"Ci risiamo, ecco che la carenza di personale medico torna a farsi sentire: all'ospedale ‘Paradiso’ di Gioia del Colle, in provincia di Bari, il pronto soccorso sarà operativo soltanto nelle ore diurne. Ed il nostro sistema sanitario continua a registrare falle enormi". E la denuncia di Peppino Longo, consigliere regionale dell'Udc.

"Già da giugno scorso - prosegue Longo - avevamo denunciato la situazione di grave difficoltà in cui versava il pronto soccorso dell'ospedale di Gioia del Colle ma da allora niente è stato fatto. Anzi, la situazione è peggiorata con il personale medico chiamato ad uno sforzo incredibile per cercare di garantire un servizio all'altezza delle richieste dell'utenza. Nelle scorse ore, quindi, la decisione del direttore sanitario di sospendere il servizio nelle ore notturne, forse anticipando quelle mosse ‘scritte’ nel piano di riordino e che prevede per l'ospedale ‘Paradiso’ la trasformazione in ‘casa della salute’”.

“Ma il periodo estivo - prosegue Longo - non è certo quello indicato per indebolire un servizio di pronto soccorso in una città che ospita anche un aeroporto militare. Le stesse difficoltà si registrano anche a Gravina dove, per evitare la sospensione completa del servizio, i medici hanno dato la disponibilità a turni più lunghi garantendo l'apertura nelle fasce diurne e soltanto in qualche giorno anche in quelle pomeridiane. Non è certo questa la sanità migliore che tutti auspichiamo”.

“L'assessore Attolini - conclude Peppino Longo - intervenga e garantisca l'apertura dei pronto soccorso: in estate è da folli sospendere o indebolire questi servizi".




Task Force della Regione Puglia su Ilva di Taranto
Venerdì 27 Luglio 2012 07:24 Politica

task force regione puglia su ilva tarantoStralcio di un lavoro di approfondimento compiuto sull’Ilva dalla Task Force sul lavoro della Regione Puglia.

Lo stabilimento dell’ILVA di Taranto è ad oggi come singolo impianto il più grande d’Italia per il numero di dipendenti diretti: nell’Italia del Sud, pertanto è localizzato il primo complesso industriale del Paese. Al 31.10.2010 erano in servizio nella fabbrica 15 dirigenti, 91 quadri, 1.163 impiegati, 854 equiparati, 9.878 operai per un totale di 12.001 addetti. Aggiungendo i 226 lavoratori interinali, il personale in forza nella fabbrica ammontava a 12.227 unità, di cui il 98% costituito da uomini. Negli ultimi due mesi del 2010 hanno raggiunto l’età pensionale 306 persone e l’organico si è attestato a fine dicembre a 11.695 unità, mentre gli interinali sono scesi da 226 a 125. E' da notare una componente considerevole di giovani dipendenti assunti in seguito, come già detto, all’applicazione a molti altri più anziani delle agevolazioni previste dalla normativa sui rischi derivanti dall'esposizione all’amianto che ha comportato il pensionamento di tanti addetti ed un fortissimo ricambio generazionale: si osservi, al riguardo, che l’80% dei dipendenti è compreso in una fascia di età tra 20 e 39 anni. Anche le persone impiegate nelle imprese di subfornitura sono una risorsa importante per lo stabilimento: infatti, oltre ai dipendenti diretti dell’ILVA, nell’impianto lavorano abitualmente migliaia di addetti di ditte appaltatrici, che variano secondo i lavori da eseguirsi e che erano pari al 31.12.2010 a 2.702 unità.




Le attività di Arpa Puglia sullo stabilimento Ilva Taranto
Venerdì 27 Luglio 2012 07:18 Ambiente & Energia

arpa pugliaL’Arpa, agenzia regionale protezione ambiente, è stata potenziata e messa in grado di operare anche sui grandi impianti complessi come quelli tarantini con le prime decisioni del governo Vendola. Di seguito, una scheda a cura di Arpa Puglia sulle attività di verifica, monitoraggio e studio portate avanti dall’agenzia guidata dal prof. Giorgio Assennato.

Le prime attività di Arpa relative allo stabilimento ILVA si attivano con gli Atti d’Intesa e relativo Tavolo Tecnico di monitoraggio, tra Prefettura, Regione, Provincia Ta, Comune Ta, Comune Statte, Sindacati , Ministero Ambiente e Salute ed Arpa Puglia del 8/1/2003; 27/02/2004;15/12/2004 e 23/10/2006.

Consistono in sopralluoghi sistematici per la verifica dello stato di avanzamento del crono programma definito negli atti di intesa in relazione a: o Applicazione delle BAT o Parchi minerari o Limitazione diffusione di polveri o Scarichi idrici o Emissioni a camino o Apparecchi contenenti PCB o Amianto o Caratterizzazione aree stabilimento

Nel giugno 2007 prima campagna monitoraggio delle emissioni del camino E312 (agglomerato), preceduta da un monitoraggio delle emissioni con il mezzo mobile. In contemporanea viene svolto anche il monitoraggio di microinquinanti organici in aria ambiente nel comune di Taranto. Si fa presente che tale campagna è stata effettuata affidando il campionamento alla multinazionale SGS e l’analisi al laboratorio del Consorzio Interuniversitario INCA di Porto Marghera.

Nel novembre 2007 è stato avviato l’acquisto dello spettrometro di massa ad alta risoluzione per le analisi delle diossine nel nuovo laboratorio microinquinanti creato a Taranto che, nel maggio 2008,ha prodotto i primi rapporti di prova. Tutte le successive campagne di monitoraggio dell’ILVA in tutte le matrici ambientali e non sono state effettuate da personale ARPA.

Nel 2008 seconda e terza campagna di monitoraggio al camino E312 (agglomerato). In contemporanea alla seconda campagna viene svolto anche il monitoraggio di microinquinanti organici in aria ambiente nel comune di Taranto.

Dal 2008 per la qualità dell’aria viene effettuato il monitoraggio giornaliero di IPA e metalli pesanti in tre siti nell’area del comune di Taranto. Nell’anno 2008 è stata svolta una campagna in ordine alla verifica di radioattività in collaborazione con ISPRA. Dal 2008 in cinque siti è stata costituita una rete deposimetrica per il monitoraggio dei microinquinanti organici. Dal 2008 sono state varie campagne di monitoraggio vento- selettive nell’area industriale.

Nel periodo 18 febbraio - 11marzo 2009 viene realizzato il “Progetto Taranto” con il campionamento simultaneo di PM10 a Taranto e Palagiano e la successiva determinazione di IPA,metalli pesanti, ioni. Nell’anno 2011 è stato realizzato il monitoraggio semestrale diagnostico del benzo(a)pirene in sei siti dell’area industriale.

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ARPA ha collaborato alla definizione della L.R. 44 del 19/12/2008 “Norme a tutela della salute dell’ambiente e del territorio: limiti alle emissioni in atmosfera di Policlorodibenzodiossina e Policlorodibenzofurani”. Nel febbraio 2009 intervento congiunto ARPA con Nucleo Polizia Tributaria GdF di Taranto su un’area all’interno dello stabilimento ILVA adibita a deposito di rifiuti pericolosi,costituiti da traversine ferroviarie al creosoto. Nel novembre 2009 intervento congiunto ARPA con Nucleo Polizia Tributaria GdF di Taranto presso il IV sporgente ILVA per campionamenti di sedimenti da vasche di decantazione. Nell’ambito della caratterizzazione SIN Taranto, sui suoli ILVA, è stata effettuata la validazione dei terreni ed è in corso la validazione delle acque sotterranee derivanti dai pozzi. Monitoraggio continuo dei pozzi a servizio delle discariche, di cui alcuni compresi nell’area SIN. Monitoraggio continuo degli scarichi, Canale 1 e 2, per il rispetto dei limiti imposti dall’autorizzazione della Provincia di Taranto e dell’AIA. Dal 2012 monitoraggio degli scarichi a piede impianto. Monitoraggio su acque in ingresso all’impianto su presa d’acqua a mare (Mar Piccolo) e Fiumicello. Monitoraggio sedimenti marini e biota nell’ambito SIN Taranto in Mar Grande. ARPA è intervenuta con sopralluoghi e campionamenti a ogni segnalazione di emissioni di fumi, cattivi odori, nonché in tutti i casi di incidente e incendi. Nell’ambito della procedura AIA nonché dell’”Accordo di Programma Quadro Taranto-Statte presso il Ministero dell’Ambiente” (aprile 2008) ARPA Puglia ha partecipato a tutti i tavoli tecnici e a tutte le riunioni del Gruppo Istruttore e della Commissione IPPC con relazioni e report relative all’applicazione delle BAT, al PMC e alla definizione dello stato dell’ambiente nell’area in questione.

ARPA Puglia partecipa inoltre al Tavolo Tecnico per il campionamento in continuo delle diossine al camino E312 previsto in ambito AIA. ARPA Puglia ha collaborato e collabora con l’Autorità Sanitaria locale nelle attività di verifica degli effetti sui prodotti agricoli (vegetali, carne, latte e prodotti ittici) della deposizione al suolo e nei sedimenti marini di PCB e diossine. ARPA collabora con l’Autorità Sanitaria locale alle valutazioni di carattere epidemiologico e sanitario connesse allo stato ambientale dell’area tarantina, relazionando in merito anche all’Autorità Giudiziaria. Svolge per conto della Regione Puglia i controlli i rischi industriali in relazione alla normativa Seveso. Nel 2011 ARPA ha svolto,insieme allo SPESAL di Taranto, una campagna di monitoraggio degli IPA nell’ambiente di lavoro delle cokerie di Taranto.

Nel 2012 ARPA ha supportato la Regione nella redazione del”Piano di mitigazione della qualità dell’aria del Quartiere Tamburi di Taranto” e nella progettazione della recente Legge Regionale sulla Valutazione di Danno Sanitario nelle aree di Taranto e Brindisi.

In sintesi, l’aumento esponenziale delle attività di monitoraggio ambientale di ARPA Puglia nell’ultimo quinquennio è stato elemento essenziale nei risultati ambientali che la Regione ha ottenuto (riduzione di 20 volte delle emissioni di diossine dal camino E312 dell’impianto di agglomerazione, contenimento delle criticità ambientali da Benzo(a)pirene e PM10 nel Quartiere Tamburi, supporto alla imposizione di numerose applicazioni BAT che hanno consentito la riduzione significativa delle emissioni ILVA negli ultimi anni).




Accordo Regione per lavoratori ex British American Tobacco di Lecce
Venerdì 27 Luglio 2012 07:14 Cronaca

loredana capone. accordo per lavoratori ex british american tobaccoSono più di 160 i lavoratori della British American Tabacco assunti dalla Iacobucci Hf, che avvierà la produzione di interni per aeromobili a partire da settembre. È quanto è emerso dall’incontro che si è svolto stamattina al Ministero per lo Sviluppo economico per verificare lo stato di attuazione dell’accordo del 2 dicembre 2010 relativo alla riconversione dello stabilimento di Lecce della British American Tabacco Italia.

Ne dà notizia la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone presente all’incontro con i rappresentanti della task force regionale per l’occupazione, delle tre aziende che si erano impegnate alla riconversione e alla ricollocazione dei lavoratori (Iacobucci Hf, Korus e Hds), dello stesso ministero, della Provincia e del Comune di Lecce e delle organizzazioni sindacali.

“La Iacobucci – spiega – ha già impiantato e testato i macchinari necessari e si appresta ad avviare la produzione in serie di interni per aeromobili a partire dal mese di settembre”. Per gli altri 92 ex dipendenti della British American Tabacco divisi tra Korus e Hds, invece, la situazione non appare altrettanto certa. Korus, infatti, si era impegnata a ricollocare 70 lavoratori nella produzione di persiane di alluminio e di porte blindate, ma ad oggi non sono stati ancora installati tutti i macchinari, dunque la produzione non è partita. Per quanto riguarda invece i 22 lavoratori destinati ad Hds per la manutenzione di impianti fotovoltaici, l’azienda non è riuscita a completare la fase di start-up e ha preferito la strada del licenziamento collettivo. “Ho chiesto – riferisce la vicepresidente – l’impegno delle parti a ricollocare i lavoratori come da accordi, a cominciare da Korus che dovrà attuare il piano industriale già presentato. Per questa azienda il ministero ha convocato un nuovo tavolo il 15 settembre per verificare che si stiano realizzando le attività previste. Per i 22 lavoratori di Hds, invece, intendiamo scongiurare soluzioni negative, per questo ci siamo rivolti sia all’azienda che alla British American Tabacco che si era fatta garante di Hds nella sua presentazione al Ministero. Abbiamo chiesto loro di valutare nuove attività ed opportunità verso le quali avviare gli stessi lavoratori, prevedendo a breve un altro incontro”.




Gli interventi della Regione per l’ambientalizzazione della zona industriale di Taranto
Venerdì 27 Luglio 2012 07:05 Ambiente & Energia

zona industriale tarantoFin dall’insediamento del primo governo Vendola, numerosi sono stati gli interventi legislativi e regolamentari per l’ambientalizzazione della zona industriale di Taranto. Sono state varate normative che costituiscono un unicum nel panorama legislativo nazionale (ed europeo), la cui ha applicazione ha consentito obiettivi miglioramenti delle performances ambientali degli impianti insediati, tra cui Ilva. Questi gli esempi più rilevanti: 1) Diossina

Con la legge 44/2008 la Regione ha fissato limiti molto restrittivi di emissione di diossine e furani, prevedendo, nel caso di inottemperanza, l’arresto dell’impianto. Uno degli aspetti più importanti è l’introduzione di un limite di emissione conforme a quanto previsto dalle migliori tecnologie di settore (e pari, a regime, a 0,4 ng I-TE/Nm3 di diossine a camino).

Dai rilevamenti eseguiti nel 2011 dai tecnici di ARPA al camino dell’impianto di sinterizzazione emerge il rispetto dei limiti di legge da parte di ILVA: ciò ha comportato l’abbattimento delle emissioni di diossine e furani da circa 100 grammi/anno (2006) a circa 10 grammi anno (2011), con un fattore di emissione inferiore a quello minimo previsto dalle migliore tecnologie di settore. Si consideri che prima della installazione dei filtri MEEP, poteva stimarsi una emissione annua non inferiore a 500 grammi/anno (fino 1999)

Scheda: 1999: 500 grammi anno, 2006: 100 grammi anno. 2008/2009 nuove leggi regionali. 2011: 10 grammi anno.

2) Benzoapirene Le concentrazioni medie annuali di benzoapirene misurate nell'area di Taranto si sono andate riducendo sensibilmente: nel 2009 il livello medio annuale di benzoapirene si attestava a valori superiori a 3 ng/m3, il dato del 2011 è di 1,18 ng/m3. Si tratta ancora di un valore superiore a quello di 1,0 ng/m3 fissato dalla norma regionale come valore limite da raggiungere nel più breve tempo possibile e dalla norma nazionale e comunitaria come valore obiettivo da raggiungere entro il 31 dicembre 2012. Gli sforzi sono oggi concentrati sull'individuazione di misure di carattere impiantistico e gestionale a carico non solo di ILVA ma anche, in misura proporzionale al carico emissivo, di altri gestori di stabilimenti ubicati nell’area di Taranto che consentano nell'anno 2012 di abbattere ulteriormente le concentrazioni di benzoapirene misurate nel quartiere Tamburi. Inoltre, il Consiglio Regionale, su impulso della Giunta, ha emanato, unica in Italia, una legge regionale (3/2011) che prevede un intervento immediato da attuare in caso di superamento del predetto limite onde prevenire il pericolo di danni alla salute.

Scheda: 2009: 3 ng/mc, 2011: 1,18 ng/mc, obiettivo 31.12. 2012 1 ng/mc

3) Valutazione del danno sanitario La Regione Puglia ha recentemente (luglio 2012) varato una legge, che è una novità assoluta nel panorama nazionale, che si prefigge l’obiettivo di tutelare la salute regolando e limitando gli scarichi e le emissioni inquinanti nelle aree contraddistinte da effettive criticità ambientali. Il testo prevede la redazione di un rapporto VDS (valutazione di danno sanitario) da parte di Arpa, Ares e Asl ed il conseguente abbattimento delle emissioni massive delle sostanze di cui si sia accertata la presenza a livelli potenzialmente critici per la salute.

4) Epidemiologia La Puglia è l’unica regione del meridione d’Italia ad aver istituito un registro tumori a copertura regionale. Inoltre la Regione ha stanziato ingenti risorse (8 milioni di euro) per la realizzazione di un centro di ricerca sulle correlazioni tra inquinamento ambientale e salute; la localizzazione del centro è prevista nell’area industriale di Taranto.




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