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Domenica, 12 Agosto 2012
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Domenica 12 Agosto 2012 17:06
Ambiente & Energia
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“Credo che il provvedimento non sia per nulla ragionevole”. Non usa mezzi termini Bruno Ferrante, presidente del Consiglio di amministrazione dell’Ilva Spa (l’acciaieria più grande d’Europa), nel commentare la decisione del Gip del tribunale di Taranto, Patrizia Todisco, che gli ha revocato Bruno l’incarico di curatore amministrativo dello stabilimento e di fatto ribadisce la necessità del blocco delle attività.
Ferrante aggiunge: "E' chiaro che vogliono chiuderci ma se non produco come faccio a pagare 12 mila persone? Provvedimenti così drastici aumentano la tensione e rendono tutto più difficile. Comunque faremo tutto ciò che serve per far valere le nostre ragioni”.
Ferrante sa fare anche autocritica per la sua Ilva quando ammette: “sì è vero, si è difesa male in sede processuale nel corso del tempo. Ha avuto un atteggiamento che poteva sapere un po' di arroganza e presunzione. C'è stato un difetto di comunicazione e un eccesso di conflittualità perché impugnava qualsiasi provvedimento”.
Bruno Ferrante legge come un doppio linguaggio nei provvedimenti giudiziari. In sostanza Il Tribunale del riesame concedeva facoltà d’uso degli impianti al fine di risanare. La nuova decisione del giudice Patrizia Todisco invece sinteticamente dice in sostanza che l’attività va chiusa perché inquina e pertanto ci sarebbe incompatibilità per questo compito a Ferrante che non può più essere curatore amministrativo come invece indicato dal Tribunale del Riesame. |
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Domenica 12 Agosto 2012 16:56
Cronaca
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Ieri sera i carabinieri del Noe di Lecce hanno notificato il decreto firmato dal gip del tribunale di Taranto, Patrizia Todisco, che di fatto revoca a Bruno Ferrante, presidente del Cda dell’Ilva Spa (l’acciaieria più grande d’Europa), l’incarico di curatore amministrativo dello stabilimento tarantino. Un provvedimento che sottrae all’azienda la gestione degli impianti sotto sequestro.
Ecco cosa ha scritto il gip Todisco nel suo terzo decreto emesso dopo che l’Ilva ha annunciato ricorso al secondo decreto di sequestro degli impianti senza l’uso ai fini della produzione. “Tale circostanza rende manifesta l'incompatibilità del presidente del Consiglio di amministrazione e legale rappresentante pro tempore dello stabilimento Ilva s.p.a. di Taranto con l'ufficio pubblico di custode ed amministratore delle aree e degli impianti dello stesso stabilimento sottoposti a sequestro preventivo, stante il palese conflitto tra gli interessi di cui il dottor Ferrante nella citata veste di amministratore e legale rappresentante dell'azienda è portatore e gli obblighi gravanti sui custodi ed amministratori dei beni in sequestro, in ragione dei quali sono state impartite le disposizioni ai medesimi notificate il 10.08.2012”. Il gip del tribunale di Taranto, Patrizia Todisco, ha sostituito Ferrante dall’incarico di custode ed amministratore degli impianti Ilva sequestrati con la nomina di Mario Tagarelli, iscritto all'albo dei commercialisti di Taranto, in aggiunta agli ingegneri Barbara Valenzano, Emanuela Laterza e Claudio Lofrumento nominati nei giorni scorsi. |
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Domenica 12 Agosto 2012 07:02
Sport
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L’oro azzurro nel taekwondo delle Olimpiadi di Londra ha la faccia di un pugliese, Carlo Molfetta, un carabiniere di Mesagne (Brindisi). Il gradino più alto del podio è suo dopo aver battuto l’atleta del Gabon Anthony Obame nella categoria +80 kg in una gara difficilissima che ai punti è finita in parità (9 a 9) ed è stata impossibile assegnare neppure al al golden point. La vittoria è stata assegnata dalla decisione arbitrale per superiorità. In questo modo Carlo Molfetta ha regalato all’Italia l'ottavo oro alle Olimpiadi di Londra. Medaglia d’argento, quindi, per Gabon Anthony Obame e un posto in due per il terzo gradino del podio dove sono saliti il cubano Robelis Despaigne ed il cinese Liu Xiaobo. Ecco cosa ha detto il mesagnese Carlo Molfetta dopo il verdetto dei giudici: “Per un punto si può vincere o perdere, oggi si vince. E' la mia giornata sì. E' una medaglia che dedico prima di tutto a me stesso, poi a Leonardo Basile che è il vero peso massimo della nazionale e che non è qui per scelte tecniche. E un po’ anche alla mia ragazza Serena: da quando c'è lei sono più tranquillo. In questa disciplina come Italia possiamo fare ancora meglio, basta crederci. Bisogna soprattutto aumentare coi numeri, siamo pochi in Italia ma ci facciamo valere quindi è un’ottima scuola. Viva i carabinieri”. Carlo Molfetta fa parte del gruppo sportivo Carabinieri.
In queste Olimpiadi di Londra per il taekwondo azzurro è la seconda medaglia dopo il bronzo di Mauro Sarmiento nei -80 Kg. Sono così due le medaglie per l’Italia conquistate nelle Olimpiadi 2012.
E a Mesagne, in provincia di Brindisi, dove Carlo Molfetta è nato e risiede, già si preparano, giustamente, i festeggiamenti. |
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