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lunedì, 21 aprile 2014  

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Sanità

Sesso: pugliesi ultime nell'uso della pillola anticoncezionale

ecograficaLe donne pugliesi? Sono le ultime nella classifica tra le italiane per quanto riguarda l'uso della pillola anticoncezionale. Il dato emerge in modo chiaro da una ricerca della società di ostetricia e ginecologia ed è stato reso noto in occasione oggi a Milano del lancio di "Love It, Sesso consapevole", cioè di una campagna sulla contraccezione. Secondo la ricerca scientifica solo il 9,1% delle donne pugliesi fa uso della contraccezione ormonale. Un dato preoccupante è poi la consapevolezza che in Puglia addirittura 3 adolescenti su 4 hanno il primo rapporto sessuale senza alcuna protezione contraccettiva. L'indagine evidenzia infine un fenomeno in crescita preoccupante: in Puglia gli aborti sono aumentati tra le ragazze under 20.

Le verifiche sul lavoro svolto dai direttori generali delle ASL pugliesi

Paola Ciannamea, DG ASL BrindisiLa recente valutazione dei direttori generali non riguarda la verifica di metà mandato (18 mesi)   dell’attività svolta e prevista dalla legislazione vigente, ma solo l’accertamento del perseguimento degli obiettivi assegnati dalla Giunta regionale  per la corresponsione dell’indennità accessoria (20%) del trattamento economico.

La precisazione è stata fatta dal Direttore dell’Area Politiche della salute, Vincenzo Pomo, nel corso dell’audizione (richiesta dal capogruppo Pdl - FI Ignazio Zullo)  che ha avuto luogo in III commissione,  alla quale non ha partecipato l’assessore alle Politiche della salute Elena Gentile,  impegnata in una riunione con alcuni direttori generali delle ASL e con i sindacati.

Il provvedimento  si è basato sulla verifica del grado di raggiungimento dei 9 obiettivi fissati dalla Giunta regionale che partono dalla “Attuazione della programmazione regionale in materia di rete ospedaliera” per arrivare all’”Attuazione degli indirizzi regionali volti a favorire le unioni di acquisto e la gestione centralizzata delle gare”.

Tutti i DG hanno perseguito la maggioranza degli obiettivi specificati, ad eccezione dell’ASL TA che ne ha raggiunti solo 4. In relazione a quest’ultimo, Pomo ha specificato che in settimana verrà approvato un secondo atto dirigenziale di integrazione che terrà conto delle controdeduzioni presentate dallo stesso.

Inoltre, sempre su richiesta di Zullo, si è impegnato a portare all’attenzione della commissione gli atti prodotti riguardanti la valutazione di tutti i direttori generali,  accompagnati da un report in cui verranno esplicitati in dettaglio gli adempimenti non portati a termine.

In precedenza hanno avuto luogo altre audizioni riguardanti l’APMAR (Associazione persone con malattie reumatiche) in merito all’organizzazione del servizio di Reumatologia presso la ASL TA nonché l’AFORP (Associazione fornitori ospedalieri della Puglia) e FIOTO (Federazione italiana operatori in tecniche ortopediche) su alcune problematiche inerenti l’assistenza protesica.

L’APMAR  contesta la scelta della direzione dell’ASL TA di allocare i 6 posti letto, istituiti dalla Regione, in un ospedale periferico con grossi disagi per i pazienti; scelta, peraltro, che è in controtendenza rispetto alla politica avviata di riduzione dei costi di ospedalizzazione a favore dell’assistenza territoriale.

Rispetto al secondo tema è emersa la richiesta di linee di indirizzo regionali in materia in linea con quanto hanno già fatto altre regioni, in particolare con riferimento all’appropriatezza delle prescrizioni.  E’ stato  sottolineato, in particolare,  il problema della disomogeneità dei prezzi tra una ASL e l’altra, evidenziando  la necessità che la Regione intervenga, d’intesa con le associazioni, nel rispetto del principio della libera scelta e della dignità del malato.  Il capogruppo Pdl-FI ha chiesto un tavolo tecnico per rivedere la materia in maniera organica, tenendo conto che la relativa spesa sta crescendo in maniera esponenziale.

La richiesta è stata fatta propria dal presidente della III commissione, Dino Marino, che ha aggiornato la seduta alla presenza dell’assessore Gentile, che relazionerà anche in merito ai criteri di valutazione dell’operato dei direttori generali delle ASL .

Mille euro ai malati pugliesi non autosufficienti

handicapE' attivo in Puglia il nuovo assegno di cura rivolto alle persone non autosufficienti, completamente rinnovato. Nuove le modalità di presentazione delle domande, vincolanti i criteri di accesso al beneficio, semplificata la procedura di concessione. Il nuovo assegno di cura sostituisce e comprende sia il vecchio assegno di cura per persone non autosufficienti, sia l’Assistenza Indiretta Personalizzata che erano stati introdotti nel 2010.

A deciderlo, le Linee guida redatte dall’assessorato regionale al Welfare a fine gennaio e rivolte ad Asl e comuni, gli indirizzi operativi per la corretta gestione e informazione del nuovo strumento a sostegno della domanda di cura. Fino al 2013, infatti, in Puglia esistevano tre strumenti differenti: gli assegni di cura per le persone con Sla, gli assegni di cura per non autosufficienti gravi e l’Assistenza indiretta personalizzata. Adesso le procedure vengono semplificate e gestite quasi totalmente dalle Asl. La prima novità è che esisterà un solo assegno di cura che farà sintesi di tutti gli strumenti precedenti ma sarà differenziato per tipologie di beneficiari. 1) Alle persone con SLA (sclerosi laterale amiotrofica) e SMA (atrofia muscolare spinale) e altre patologie rare vanno da un minimo di 500 euro mensili, sulla base di diagnosi certa, a 1000 euro per carichi assistenziali intermedi, ad un massimo di 1.100 euro al mese, nella fase di maggiore aggravamento della malattia e del carico assistenziale. In totale la Regione Puglia ha stanziato per il 2014 ulteriori 6 milioni di euro.

E si stima che oltre ad assicurare la continuità agli Assegni di Cura per i 300 pazienti già presi in carico, nel corso del 2014 si potrà arrivare a circa 500 pazienti complessivi, considerando l’estensione alle altre patologie affini. 2) Anche per gli Assegni di cura per gravissimi non autosufficienti si registrano le maggiori novità. L’importo è unico, pari a 600 euro mensili e 7.200 euro annui: in totale per il biennio 2014-15 sono stanziati 36,8 milioni di euro. Si tratta di uno degli importi più elevati tra quelli assicurati dalle diverse regioni italiane. La stima dei possibili beneficiari è di circa 2550 pazienti non autosufficienti gravissimi, cui sarà assicurato il beneficio per almeno un biennio con la copertura finanziaria attuale. Sono state definite in modo puntuale le patologie gravemente invalidanti che danno diritto di accesso al beneficio economico: richiederanno l’Assegno di Cura i pazienti in stato vegetativo, coma vigile o stato di minima coscienza assistiti a domicilio, tutti i malati gravi dipendenti da alimentazione indotta e respirazione assistita in modo continuativo e coloro che sono affetti da patologie rare, gravemente invalidanti, neurodegenerative o cronico-degenerative non reversibili (come ad esempio Sindrome di Rett, Corea di Huntington, …) .

L’assegno di cura sarà assegnato al nucleo familiare del paziente non autosufficiente esclusivamente nell’ambito di un Progetto Assistenziale Individualizzato (PAI) costruito in Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM), perché sia chiaro che l’assegno di cura non deve rappresentare la monetizzazione del diritto a cure domiciliari di qualità, ma la necessaria integrazione alla rete dei servizi assicurati da ASL e Comuni per sostenere il carico di cura di cui comunque si fa carico la famiglia. A partire dalle ore 12,00 di oggi 24 febbraio è attiva la procedura telematica per la presentazione delle domande da parte delle famiglie interessate, e fino al 30 aprile la procedura sarà riservata esclusivamente ai pazienti affetti dalle patologie di cui sopra, individuate come prioritarie. La procedura è a sportello, cioè ciascuna ASL esaminerà le domande in ordine temporale di arrivo, e ammetterà a finanziamento, facendo decorrere il beneficio economico dalla data di presa in carico in UVM. Solo in presenza di eventuali risorse residue, dopo la presa in carico di tutti i pazienti considerati prioritari perché più gravi, allora a partire dal 5 maggio si valuterà in ciascuna ASL la possibilità di aprire le domande anche ad altre gravi condizioni di non autosufficienza.

Insomma tutto sembra pronto per: dematerializzare la procedura amministrativa, assicurare tempi brevi di risposta, concedere i benefici economici con la massima appropriatezza, abbattere il numero delle domande di ammissione facendolo coincidere con i beneficiari che è possibile prendere in carico data la copertura finanziaria. “Abbiamo definito in maniera puntuale i beneficiari, perché se purtroppo dobbiamo contare su risorse comunque limitate, è dovere dell’Amministrazione Pubblica non strumentalizzare la condizione di bisogno e non creare aspettative esagerate. - sottolinea l’assessore regionale al Welfare e alle politiche della Salute Elena Gentile - Quel che ci preme è supportare al massimo i progetti di presa in carico domiciliare per anziani e disabili non autosufficienti gravissimi, concedendo l’Assegno di Cura. Ma ci preme anche evidenziare che questo 2014 sarà anche l’anno in cui tutti i non autosufficienti potranno contare su una rete di servizi domiciliari più capillare e qualificata.

La Puglia smette di essere fanalino di coda per il LEA dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI)”. Per il 2013, infatti, l’indicatore atteso di copertura ADI per la Puglia passa dal 2,2% (2012) a un valore stimato di 2,8% (dati non ufficiali, in corso di validazione). Inoltre il 2014 è l’anno in cui troveranno attuazione i progetti finanziati dal Piano di Azione e Coesione per circa 79 Meuro per il potenziamento di SAD e ADI per gli Anziani. E la Regione licenzierà entro il mese di marzo le Linee Guida per le Cure Domiciliari Integrate che finalmente recepiscono anche per la Puglia gli indirizzi nazionali che risalgono ormai al 2006. Ulteriori novità anche sul versante degli investimenti: già selezionati e in corso di ammissione a finanziamento i progetti per il completamento dei 3 Centri per il Risveglio programmati in Puglia, a Triggiano (BA), a Ceglie Messapica (BR) e a Canosa (BT).

Numeri e mappa delle nuove assunzioni in tutti gli ospedali pugliesi

sanità puglieseLa corsa alle assunzioni nella sanità pugliese è già iniziata. Sono esattamente 703 i nuovi posti occupare tra medici, veterinari, infermieri, tecnici e operatori sanitari nelle Asl della Puglia. Entro aprile i nominativi dei fortunati saranno scelti dalle liste di mobilità ma, successivamente, per la selezione si procederà mediante bandi di concorso.

E' l’Asl di Bari ad avvantaggiarsi enormemente rispetto alle consorelle pugliesi. L'Asl di Bari procederà, infatti, ad occupare 418 nuovi posti di lavoro. Di molto distanziata è da Taranto: 158 nuove assunzioni, ma poi per le altre ASL ci sono soltanto piccoli numeri: Brindisi (60), Lecce (29) e Foggia (26). Addirittura nessuna assunzione è prevista nell’Asl della Bat. Posti a una cifra, infine, per Policlinico di Bari (6), l’Irccs «De Bellis» di Castellana (2) e l’Irccs Giovanni Paolo II di Bari (4).

Le 703 nuove assunzioni riguardano, in modo specifico, 233 dirigenti medici (di cui 11 sono direttori di unità operative) e veterinari, 419 infermieri e tecnici e 29 operatori socio-sanitari. Su Brindisi le assunzioni saranno così suddivise: 14 infermieri e tecnici e 46 dirigenti medici; a Foggia 13 dirigenti medici e 13 operatori sanitari; a Lecce, 21 infermieri e tecnici e 8 dirigenti medici; a Taranto 94 infermieri e tecnici e 61 ai dirigenti medici.

Assunzioni di infermieri e medici in Puglia: i chiarimenti dell'assessore Gentile

Elena Gentile“Le assunzioni previste dalla delibera della Giunta regionale che abbiamo approvato il 19 febbraio– ha detto l’assessore al Welfare della Regione Puglia Elena Gentile durante la presentazione alla stampa con il presidente Vendola – sono previste in tutte le Asl, le aziende ospedaliere e Irccs pubblici, a parte la Asl Bat che dovrà attendere il prossimo turno e che è già inserita nei prossimi appuntamenti della seconda fase del piano”. “Nella seconda fase – spiega Gentile – saranno possibili anche le assunzioni dei dirigenti di unità operative complesse, i primari. Con queste assunzioni usciamo dal tunnel del piano di rientro. Avevamo perso circa 5.000 addetti: adesso iniziamo a ripopolare le corsie, a ridare tono al territorio, anche in vista del potenziamento dell’assistenza domiciliare integrata”. L'assessore Gentile ha spiegato che “sono già attivi i bandi per la mobilità extraregionale, con i quali si potrà già provvedere alle immediate assunzioni tramite le graduatorie. Se non ci saranno domande per la mobilità, in tempi brevissimi le Asl provvederanno a concorsi mirati orientati sul fabbisogno. Se il sistema terrà, d’accordo con tutti gli attori istituzionali, a gennaio 2015 potremo dare il via a altre 1.000 assunzioni per ripopolare ospedali e medicina territoriale”.

E il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha commentato così il provvedimento che dà via libera alle assunzioni nella sanità pugliese: "

“Per noi è la fine di un incubo – ha dichiarato il Presidente Vendola – il piano di rientro è stata una prigione per la Puglia, vivere cioè sotto il controllo vessatorio delle regole che, per la violazione del Patto di stabilità, ci impedivano di dare una riposta ai bisogni assistenziali dei pugliesi e degli ammalati”.

Vendola ha ricordato “la drammatica scarsità di risorse mediche e paramediche con le quali la Puglia ha dovuto convivere, una scarsità che arrivava da lontano, dalle scelte sbagliate del passato e che noi abbiamo dovuto subire con il piano di rientro”.

“Ora, dopo aver fatto quello che ci hanno chiesto – ha aggiunto Vendola - finalmente siamo in grado di uscire da una condizione di osservati speciali da parte della Ragioneria del Ministero dell’economia e di partire così con le prime 800 nuove assunzioni tra medici e infermieri. Abbiamo scelto con lo sguardo rivolto alle necessità degli ammalati, guardando le discipline che hanno carenza di organico. Noi, per esempio, abbiamo le grandi macchine per la diagnostica, una infrastruttura tecnologica assolutamente all’avanguardia ma talvolta abbiamo rischiato di non poterle usare, proprio a causa della mancanza di organico. Bene, è proprio su queste professionalità che si è posata la nostra attenzione. Abbiamo quindi investito soprattutto su radiologi, rianimatori, cardiologi, ma anche psichiatri e neuropsichiatri infantili. Abbiamo guardato – ha concluso Vendola - a tutti i buchi che ci sono nella coperta e abbiamo cercato di dare delle risposte utili per questa terra”.

 

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