Perché gli avvocati di Sabrina Misseri hanno chiesto la cartella clinica di Michele Misseri
Forse sotto effetto di farmaci Michele Misseri quando accusò sua figlia Sabrina dell'omicidio di Sarah Scazzi
Al processo per l’omicidio di Sarah Scazzi gli avvocati difensori di Sabrina Misseri, nella decina udienza, hanno chiesto di acquisire la cartella clinica di Michele Misseri.
La richiesta della difesa dinanzi alla Corte di Assise di Taranto serve per accertare se dal 7 ottobre 2010 al 30 maggio 2011, cioè quando Michele era detenuto nel carcere di Taranto, fosse sottoposto a terapie che in qualche modo possano aver influenzato il suo modo di pensare e di agire. La Corte si e' riservata di decidere. Agli atti del processo la cartella clinica c’è già ma è quella contenente la documentazione aggiornata a prima dell’incidente probatorio svoltosi in carcere il 19 novembre 2010. Resta da accertare, secondo gli avvocati difensori di Sabrina, se Michele Misseri in quella data fosse in qualche modo sotto l’influenza di qualche farmaco. La richiesta è stata fatta dagli avvocati durante la testimonianza di un componente della squadra di polizia giudiziaria della Procura di Taranto, Antonio Calò, che ha affermato, tra l'altro, che Michele Misseri, nel periodo ottobre-novembre 2010, è sempre stato “lucido e collaborativo” e che dalla cartella clinica risulta che in più di un’occasione Michele Misseri si rifiutò di sottoporsi a trattamento farmacologico in carcere. Michele invece ha più volte attribuito all’effetto dei farmaci la causa di aver accusato dell’omicidio altre persone, cioè proprio sua figlia Sabrina.
In aula, nella decima udienza, c’erano, tra gli altri, Michele Misseri, sua moglie Cosima Serrano, la loro figlia Sabrina e Concetta Serrano Spagnolo, madre di Sarah Scazzi.
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