Attentato Brindisi. L'inchiesta passa all'Antimafia di Lecce
Nessuna svolta nelle indagini. L'unica novità è stata il passaggio dell'inchiesta alla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Lecce.
Nessuna svolta nelle indagini per identificare e arrestare il colpevole dell'attentato avvenuto sabato scorso davanti alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi che è costata la vita alla giovane studentessa mesagnese Melissa Bassi. L'unica novità è stata il passaggio dell'inchiesta dalla Procura di Brindisi alla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Lecce.
Il motivo è che ora si indaga per il reato di strage con finalità di terrorismo. A riferirlo è stato il procuratore nazionale Antimafia, Pietro Grasso, dopo il vertice in Prefettura a Brindisi, presenti i ministri dell’Interno e della Giustizia, Anna Maria Cancellieri e Paola Severino.
Intanto restano molti dubbi, per esempio, che l’attentatore abbia agito da solo, tant’è che le attenzioni di investigatori e inquirenti si sono concentrate su almeno un paio di persone, fratelli e abitanti nel quartiere Sant’Elia, cioè a poche centinaia di metri dalla Morvillo Falcone.
Si fa strada l’ipotesi che l’attentatore abbia agito con un paio, se non addirittura tre, complici, i quali potrebbero essere parenti o famigliari dell'attentatore.
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