Abbraccio della Puglia all'Emilia terremotata
Onofrio Introna, presidente Consiglio pugliese: "All'Emilia Romagna l'abbraccio solidale della Puglia"
Di seguito Newspuglia.it propone il testo con cui la Puglia, su iniziativa del presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, esprime solidarietà all'Emilia Romagna martoriata dal terremoto.
"L’Emilia trema ancora e tutto il Paese vive in uno stato di costante trepidazione per una calamità che continua a produrre i suoi effetti devastanti sul territorio, sulle persone, sul mondo del lavoro, sui beni architettonici e artistici.
Con sgomento abbiamo appreso ieri della recidiva del sisma di domenica 20 maggio, con due scosse di magnitudo elevata, che hanno causato ancora maggiori lutti e nuove rovine. Scosse “forti e lunghissime”, come hanno annunciato le Agenzie, senza nascondere una nota di apprensione.
La terra stessa si sta rivelando nemica di gente operosa, come gli emiliani e i romagnoli.
A loro è già andata la solidarietà di questa del Consiglio regionale della Puglia , con una nota di sentita partecipazione inviata al presidente dell’Assemblea consiliare emiliana.
Oggi in quest’Aula torna ad esprimere vicinanza alla popolazione, entrata in un incubo che sembra non avere fine.
Ci stringiamo in un abbraccio commosso a gente che riconosciamo da sempre amica. Comprendiamo la loro angoscia, di fronte ad uno sciame sismico devastante e sotto tanti aspetti anomalo.
Repliche incessanti scandiscono giornate e nottate di paura, in un territorio impreparato ad affrontare una prova senza precedenti nell’area.
Tutto è contro quei cittadini e lo spavento si aggiunge allo spavento e una tragedia alla tragedia: questo terremoto di maggio in Emilia Romagna è anche un dramma del lavoro.
Lo è per gli operai morti nelle aziende distrutte, nei capannoni finiti in macerie, trasformati dalle scosse in una trappola senza scampo per troppi.
Molti stabilimenti si stanno dimostrando inagibili, a causa di tecniche di costruzione non vincolate da norme antisismiche, in un territorio fino a pochi anni fa non classificato a rischio sismico.
Ed ora, in un’area fittamente industrializzata come quella emiliana, al dolore per la “strage dei lavoratori” si aggiunge la sofferenza dei proprietari e di migliaia di dipendenti, che non vogliono arrendersi alla calamità e chiedono di essere aiutati a continuare la produzione, in condizioni di sicurezza.
Al terremoto si stanno accompagnando fenomeni di dissesto idrogeologico nella pianura emiliana. Davanti a questo rivoltarsi della natura ci sono tante domande da porsi, per una società umana che ha giocato troppo con il territorio e con il suo stesso futuro.
Al tempo del dolore dovrà seguire quello delle risposte e di scelte di sviluppo che non scommettano più con la vita.
Lunedì 4 giugno sarà lutto nazionale per le vittime del terremoto in Emilia Romagna.
Sarebbe stato bene trasformare il giorno della Festa della Repubblica in una giornata di riflessione e di solidarietà, annullando la parata del 2 giugno, per impegnare tutte le risorse e il personale, all’occorrenza, nel soccorso alle comunità e alle migliaia di senza tetto nei territori devastati.
Il minuto di raccoglimento che ora osserveremo per le vittime serva a noi per riflettere, mentre gente attiva ed operosa in questi giorni di terrore vede vanificati i sacrifici di intere generazioni e cancellate tutte le aspettative".
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