Calcio Scommesse: Le dichiarazioni di Iacovelli sulle partite del Bari
Il resoconto delle dichiarazioni dell'ex portantino del Bari sul calcio scommesse

Le dichiarazioni rilasciate dall’ex portantino del Bari Iacovelli in otto pagine di verbale depositate dalla procura di Cremona.
Partita Bologna-Bari: "Masiello, dopo la partita con il Palermo, mi disse che ci saremmo rifatti a Bologna. Mi disse che poteva sfruttare la conoscenza di Portanova che aveva giocato con lui a Siena nonché di Di Vaio".
Partita Udinese-Bari: "Ricordo che De Tullio mi chiamò dicendomi che c'era gente che scommetteva su Udinese-Bari a nome di Masiello e sulla parola, cioè senza anticipare soldi. Dopo la partita Masiello ritirò in mia presenza nei pressi del ristorante di De Tullio una somma e mi regalò mille euro".
Partita Bari-Chievo; "La mia storia è cominciata con Bari-Chievo. Ho ricevuto una telefonata da Bellavista che mi ha chiesto di metterlo in contatto con Masiello. C'è stato un incontro sotto casa di Masiello: eravamo noi tre e Bellavista ha spiegato che si potevano guadagnare tanti soldi offrendo e manipolando i risultati delle partite. In quel periodo i giocatori del Bari erano in cattive acque perché la società stentava a pagare gli stipendi. Masiello si riservò la risposta che ovviamente doveva comportare il contatto con altri giocatori”
Partita Bari-Sampdoria: Era imminente la partita Bari-Samp, mi chiamò questo amico di Carobbio presentandosi come "Palmiro". Si trattava di Gecic. Mi chiese di incontrare Masiello (...) Ci vedemmo tutti e tre: Gecic mostrò centomila euro e disse che poteva offrirli per il risultato della partita. Masiello andò a fare un giro di ricognizione penso con gli altri giocatori, tornò rispondendo che non si poteva fare niente".
Partita Bari-Palermo: "L'incontro avvenne nella camera di Bentivoglio, presenti i due stranieri, Masiello, Bentivoglio e Parisi ma non Marco Rossi. I due stranieri diedero 37mila euro a giocatore e il foglio con i risultati (...) Gli stranieri volevano vedere fisicamente ciascun giocatore". Infine quella cena ai 2 Ghiottoni, con "Almiron che si battibeccò con altri giocatori chiamandoli mercenari e accusandoli di aver venduto delle partite".
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