Il Comune di Brindisi sarà parte civile nel processo contro l’attentatore scuola Morvillo Falcone
Il sindaco:'La nostra è stata una comunità colpita al cuore. Per questo motivo valuteremo l'opportunità di costituirci parte civile'.
“La nostra è stata una comunità colpita al cuore da quanto accaduto il 19 maggio scorso. Per questo motivo, insieme alla giunta comunale, valuteremo l’opportunità di costituirci parte civile nei confronti dell’autore della strage compiuta davanti alla scuola “Morvillo-Falcone”. È quanto ha dichiarato il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales.
“Ancora oggi – continua Consales - non possiamo dimenticare il dramma di tanti studenti e delle loro famiglie che hanno vissuto con terrore il loro impegno scolastico nei giorni successivi all’attentato. L’unico elemento positivo scaturito da quei tristi momenti è stata senza ombra di dubbio la grande forza di reazione che abbiamo intravisto nei nostri giovani e nella comunità brindisina. Forti di questa reazione abbiamo proposto di organizzare il 19 maggio di ogni anno a Brindisi un “Forum nazionale sulla legalità e della democrazia” in cui metteremo in evidenza tutte le bune pratiche della cultura della legalità che si registreranno in ogni angolo del Paese. Il nostro obiettivo è quello di far partire da Brindisi un modello della cultura della legalità e trasformare questa città, un tempo conosciuta come la “Marlboro City”, a “Capitale italiana della cultura della legalità”.
Inoltre, mi permetto di considerare che gli sviluppi di questa vicenda non possono che confermare ciò che abbiamo da sempre sostenuto: non c’era una pista mafiosa dietro l’evento criminoso. Questo ci consente di ribadire a voce alta che i tanti “professionisti dell’antimafia” che si sono alternati in ogni angolo del Paese - soprattutto davanti agli schermi televisivi e nei talk show nazionali - ancora una volta sono stati troppo affrettati nei giudizi espressi nei confronti di Brindisi, senza peraltro disporre di nessun elemento certo. Noi brindisini – conclude il primo cittadino - ci sentiamo offesi da questi atteggiamenti. Il nome della nostra città è stato gravemente danneggiato. L’argomento era troppo serio per poterlo liquidare in poche parole e con commenti superficiali. Confidiamo che in futuro l’atteggiamento dei referenti dell’informazione sia diverso nei confronti di Brindisi e dei brindisini”.
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