Giovanni Epifani, consigliere regionale PD, esce dalla maggioranza
La maggioranza che regge il Governo Vendola perde pezzi dopo i tagli alla sanità pugliese: il consigliere pd Giovanni Epifani va via
“Chi rinnega gli impegni assunti nelle sedi istituzionali non può ottenere la mia fiducia, specie se da tali comportamenti derivano conseguenze insostenibili per comunità territoriali già pesantemente penalizzate. Politicamente mi sento avulso dalla maggioranza che sostiene il Governo Vendola e che ieri ha consentito l’approvazione della delibera attuativa della cosiddetta ‘fase due’ del piano di riordino della rete ospedaliera, che contempla anche la riorganizzazione dei punti nascita in Puglia”.
Il consigliere regionale del Pd, Giovanni Epifani, contesta il documento approvato in Giunta, laddove – spiega – “più che la logica si è seguita la discrezionalità”.
“Prendo atto con rammarico che sono state dimenticate non solo le rassicurazioni fornite dall’ex assessore alle Politiche della salute, Tommaso Fiore, ma anche quelli che egli stesso ammise come errori a danno dell’ospedale di Ostuni.
Tali ammissioni furono seguite anche da atti formali e dall’impegno, assunto in commissione Sanità dall’assessore Fiore, di riportare a tre i punti nascita previsti nella provincia di Brindisi, come avevo fatto rilevare. Gli impegni assunti ufficialmente da Fiore sono stati clamorosamente disattesi, i punti nascita sono rimasti due e risulta totalmente sguarnita tutta l’importante area di Brindisi nord, mentre il sud-est della provincia, che coincide con il territorio confinante con Taranto, presenta una concentrazione assolutamente anomala.
Non comprendo quali siano stati i criteri seguiti dall’esecutivo, ma non li posso assolutamente condividere. Ci sono delle spiegazioni che i rappresentanti del mio partito in Giunta devono motivare con argomenti accettabili anche da una comunità, quella dei centri a nord di Brindisi, che non disporranno in futuro di servizi sanitari così come sancisce la Costituzione.
Se la maggioranza politica sceglie la strada di abbandonare al proprio destino una parte del territorio della Puglia, la mia reazione è quella di non sentirmi più parte integrante della coalizione di Governo, alla quale posso assicurare in futuro un appoggio esterno che potrà essere garantito solo dalla qualità e dalla effettiva utilità dei provvedimenti legislativi”.
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