Friolo (PDL): i danni nella sanità pugliese dopo i tagli negli ospedali
La denuncia di Friolo (PDL). Vendola ha usato la mannaia per tagliare ospedali e servizi in Puglia
E’ un gran pasticcio il riordino ospedaliero deciso dalla Giunta Vendola. In totale la Puglia perderà 2211 posti letto e 21 ospedali. Ma anche quando, come nel caso di Brindisi, gli ospedali formalmente, almeno sulla carta, risulterebbero salvi, in realtà sono depotenziati con tagli vergognosi che niente hanno di “chirurgico” e molto invece da “macelleria sociale”. Come fa l’ospedale “A. Perrino” di Brindisi a continuare a svolgere il suo ruolo di eccellenza se sono azzerati tutti i posti letto di Dermatologia? Un reparto, questo, che poteva vantarsi di avere un professore universitario come il dr. Filotico e che ora non avrà nulla da offrire al territorio. E che dire di Endocrinologia? Dopo quest’altra soppressione dove andranno a farsi ricoverare i diabetici? Di certo in nessun ospedale della provincia di Brindisi: qualche possibilità c’è se gli ammalati decideranno di trasferirsi nel resto della Puglia. Sì perché l’Asl di Brindisi è l’unica in Puglia a non avere un reparto di Endocrinologia. Eppure è noto a tutti, quindi dovrebbe saperlo bene anche Vendola e il suo assessore regionale alla Sanità Attolini, che proprio le patologie curabili in questi due reparti, Dematologia ed Endocrinologia, sono sempre più in aumento in tutt’Italia e proporzionalmente anche a Brindisi.
La Giunta Vendola, poi, ha abbattuto la sua mannaia anche sull’ospedale di Ostuni dove scompare ostetricia e ginecologia: la cicogna dovrà volare lontano. Per l’ospedale Carmberlingo di Francavilla Fontana, inoltre, non saranno mai attivati i sempre promessi quattro posti di terapia intensiva post operatoria.
L’ospedale di Mesagne è ormai un cronicario e neppure a tempo pieno in quanto dalle ore 14 la mancanza di personale trasforma gli unici reparti di lungodegenza e medicina generale di fatto in un servizio a part time. I cittadini sono avvisati.
Più che un piano di riordino è un piano che massacra l’esistente e sarebbe più onesto definirlo piano di chiusura.
Il tanto criticato Piano di riordino, che aveva progettato la precedente Giunta Fitto, era certamente migliore ma fu contrastato strumentalmente con manifestazioni organizzate da partiti e politici del centrosinistra. Esattamente gli stessi uomini e gli stessi partiti che oggi invece sembrano, paradossalmente, quasi esultare per le decisioni imposte dalla Giunta Vendola, come avviene per Mesagne che è solo un plesso dell’Ospedale Perrino di Brindisi e lo si contrabbanda ancora per “Ospedale”. Si taglia, si chiude, si sopprime ma non una iniziativa è stata presa per potenziare contestualmente i servizi del territorio: si pensi ad esempio ai poliambulatori. Eppure le campagne elettorali regionali di Vendola, sia quelle del 2005 che del 2010, sono state impostate con montagne di promesse che avrebbero dovuto garantire incremento e miglioramento dei servizi per i cittadini. Purtroppo, a sette anni di distanza, ci troviamo adesso soltanto a contare i posti letto soppressi e una qualità visibilmente decrescente nella sanità pubblica pugliese con la tristezza che tutto questo non farà migliorare i conti della sanità come non miglioreranno le sacche di inappropriatezza e di spreco e, soprattutto nelle ASL pugliesi, resiste e prospera la corruzione.
Maurizio Friolo, Vice Presidente Commissione regionale Assistenza Sanitaria, Servizi Sociali
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