Sab19082017

Ultimo aggiornamentoGio, 10 Ago 2017 7am

Elenco delle opere incompiute in Puglia: la più disastrata è Foggia

Sono quasi un centinaio le opere incompiute in Puglia: per la precisione 87. Il dato è aggiornato a fine 2016. Lavori pubblici iniziati e mai completati.

E' la Puglia che non vorremmo mai vedere per non vergognarci di un territorio che la natura ha premiato e l'insipienza amministrativa ha invece penalizzato. Gli errori, perché di questo si tratta, sono stati compiuti da Comuni, Province e Regione che non hanno saputo programmare e gestire i soldi pubblici dati loro dal Governo centrale e dall'Unione europea. Opere iniziate con un preventivo di spesa e poi bloccate quando i costi sono lievitati.

E' una Puglia caduta in fondo alla classifica nazionale per fare il paio con la Sicilia alla graduatoria delle regioni del Mezzogiorno con il maggiore numero di opere incompiute. Puglia e Sicilia sono infatti agli ultimi due posti tra le regioni del Mezzogiorno.

Sono dati oggettivi. E' la sezione lavori pubblici del Dipartimento mobilità, qualità urbana, opere pubbliche, ecologia e paesaggio della Regione Puglia ad aver pubblicato l’elenco anagrafe delle Opere pubbliche incompiute per l’anno 2016.

Gerardo Biancofiore, presidente Ance Puglia, evidenzia che molte di quelle opere abbisognano sostanzialmente di meno di un milione di euro. "Escludendo il restauro del Palazzo degli Uffici di Taranto – dichiara Biancofiore - e due interventi per scopi irrigui nell'Alta Murgia che, in totale, valgono 100 milioni di euro, per il resto si tratta di lavori non particolarmente complessi e da pochi milioni di euro". Da una rielaborazione di Ance Puglia risulta che è la provincia di Foggia tra le pugliesi ad avere il triste primato delle incompiute (25) seguita da Lecce (21), Taranto (15), Bari (14), Brindisi (9) e Bat (3).  

Ci vuole poco per capire che opere pubbliche incompiute significano mancanza di controlli, mala gestione, sperpero di denaro pubblico, spreco di territorio. Una situazione vergognosa che ha un costo indiretto ovviamente a carico dei cittadini. Ora non si può attendere oltre. Non è possibile che tra un anno ci si ritrovi con un elenco delle stesse opere incompiute o peggio ancora con ulteriori aggiunte. Chi ha competenze per agire agisca senza ulteriori induci. Gli organi pubblici deputati al controllo agiscano nelle sedi opportune per definire situazioni le cui conseguenze ricadono sui cittadini e sulla qualità diffusa del territorio. (R.T.)