Dom18082019

Ultimo aggiornamentoGio, 01 Ago 2019 4pm

I 41 arresti della gdf che annientano il clan mafioso Misceo-Telegrafo

Sono 41 le persone arrestate con l'accusa, a vario titolo, di associazione mafiosa, omicidi, tentati omicidi, traffico di droga, armi, estorsioni e rapine. Manette ai polsi sono scattate per presunti affiliati al clan Misceo-Telegrafo. L'operazione, compiuta a seguito delle indagini della Dda di Bari, è denominata 'Ampio spettro'. Ad eseguire gli arresti sono stati i militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bari. Le misure cautelari vengono eseguite in tutta Italia: a Bari, Lecce, Foggia, Matera, Napoli, Benevento, Bologna e Prato.  

Notevole il patrimonio economico sequestrato ai presunti affiliati al clan: quote societarie di 3 aziende, 4 autovetture, 1 autocarro, 1 motoveicolo, 9 immobili (7 abitazioni e 2 locali commerciali), 1 compendio aziendale e molte polizze assicurative, per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro.

Le indagini hanno permesso di chiarire, tra l'altro, autori e mandanti del tentato omicidio e poi dell'assassinio di Donato Sifanno, nipote del boss Pinuccio Mercante, detto 'Pinucc u' drogat', avvenuto a febbraio 2014 nel quartiere San Paolo ed inoltre del ferimento dei fratelli Loiodice, avvenuto nel dicembre 2013.

I fatti di sangue all'interno del clan o nelle faide con altre organizzazioni malavitose sarebbero stati molti se non fossero intervenute in tempo e a più riprese le forze dell'ordine effettuando sequestri di armi e munizioni soprattutto nel quartiere San Paolo di Bari, cioè dove è più forte lo scontro tra bande per conquistare il controllo del territorio. E' risaputo, infatti, che il clan Misceo-Telegrafo abbia in attività una fitta rete di piccoli pusher dislocati in particolare nel Quartiere San Paolo e nei comuni di Palo del Cole e Noicattaro. Ma il traffico e lo spaccio minuto di sostanze stupefacenti non era l'unica attività fiorente del clan criminale. Intercettazioni telefoniche e ambientali, appostamenti e pedinamenti hanno infatti permesso agli inquirenti di avere conferma di quanto fosse economicamente assai redditizia un'altra attività del clan: l'usura. Vittime predestinate soprattutto gli imprenditori edili. 

Le indagini hanno evidenziato inoltre genesi e attività dell'organizzazione criminale. Il clan sarebbe stato costituito da Giuseppe Misceo, detto "fantasma", e Arcangelo Telegrafo, detto "Angioletto". Con il presunto capoclan Giuseppe Misceo in carcere, Arcangelo Telegrafo e Umberto Fraddosio detto “Cimino”, avrebbero assunto il ruolo reggenti dell'organizzazione mafiosa. I 41 arresti di oggi di certo hanno smantellato del tutto o demolito notevolmente il pericoloso e temuto clan barese. 

L'operazione è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Bari e dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata. (Cosima Miacola)