Ven24052019

Ultimo aggiornamentoMer, 22 Mag 2019 8pm

I carabinieri hanno arrestato Giosué Ruotolo prelevandolo dalla caserma Mittica della Brigata Ariete dove prestava servizio. Ora è nel carcere di Bellumo accusato di aver ucciso Trifone Ragone e la fidanzata Teresa Costanza. Arresti domiciliari per Rosaria Patrone.

Sono stati arrestati dai carabinieri i presunti assassini del pugliese Trifone Ragone e della sua fidanzata Teresa Costanza. L'evolversi delle indagini ha reso necessario l'arresto di Giosué Ruotolo e della sua fidanzata Rosaria Patrone. A quest'ultima sono stati concessi i benefici dei domiciliari. Ruotolo, 26 anni, di Somma Vesuviana (Napoli), caporalmaggiore dell’Esercito, è stato arrestato a Pordenone dove era in servizio. La coppia era indagata da tempo del duplice omicidio compiuto il 17 marzo scorso ma la svolta dell'arresto non c'era stata neppure subito dopo l’incidente probatorio programmato, alla presenza degli indagati, per il ritrovamento dell'arma utilizzata per l'omicidio. La pistola fu trovata nel laghetto del parco di San Valentino, a Pordenone.

Trifone Ragone, 29 anni, di Adelfia (Bari) lavorava come militare ed era atleta di sollevamento pesi oltre a divertirsi a fare il modello. Teresa, 30 anni, si era laureata in Bocconi di Milano e lavorava come assicuratrice. Stavano insieme da un anno. I loro corpi furono trovati in auto in un parcheggio vicino al palazzetto dello Sport dove erano stati per un allenamento. Furono uccisi colpiti alla testa da quattro proiettili di un vecchio modello di Beretta 7,65. Per il loro omicidio all’inizio si fecero le ipotesi più disparate: la pista passionale, quella di un presunto commercio di anabolizzanti ed infine eventuali contrasti nell’ambiente militare.

Nicodemo Gentile, avvocato di Gianni Ragone, fratello della vittima, non è meravigliato di questi arresti. “E' un provvedimento da tempo atteso perché – ha dichiarato il legale - ritenevamo da sempre gravissimo il quadro indiziario a carico di Ruotolo. Siamo soddisfatti perché adesso anche un giudice terzo lo ha certificato con la custodia in carcere. Siamo consapevoli che questa misura non significa ancora responsabilità, però è un primo passo importante verso l'accertamento della verità per dare giustizia a Trifone e Teresa”.

Di tutt'altra opinione invece l'avvocato Roberto Rigoni Stern che difenda Ruotolo. “L'arresto del mio assistito – ha affermato il legale - ci coglie completamente di sorpresa perché sono passati sei mesi dall’iscrizione del registro degli indagati e non capiamo quali circostanze possono essere mutate rispetto ad allora per giustificare questo provvedimento».

Di certo l'avvocato ha già annunciato ricorso per fare tornare in libertà il proprio assistito. “Paradossalmente - ha dichiarato l'avvocato - ci fa uscire da una incredibile situazione di sospensione in cui eravamo tenuti dalla fine del mese di settembre senza poter accedere in alcun modo agli atti dell’inchiesta. Appena letta la motivazione con cui il Gip ha accettato la proposta di arresto giunta dalla Procura presenteremo immediata istanza al tribunale del riesame di Trieste affinché Ruotolo torni immediatamente in libertà. Siamo sempre più persuasi di poter dimostrare la sua estraneità ai fatti e proprio l’accesso agli atti ci garantirà un contradditorio e la spiegazione ai punti interrogativi sollecitati dall’accusa”.

Il movente del duplice omicidio: Trifone aveva picchiato Ruotolo e poteva denunciarlo compromettendogli la carriera militare. (Carmelo Molfetta)