Ven24052019

Ultimo aggiornamentoMer, 22 Mag 2019 8pm

Indagini in corso per scoprire chi ha inviato in una busta tre proiettili di pistola al direttore dell'Istituto di Scienze religiose

Sono tre i proiettili di pistola fatti recapitare ad un prete del Leccese nella cassetta postale di casa. E' accaduto a Leverano, nel Salento. Il destinatario è Don Antonio Valentino, 56 anni, parroco della chiesa Santissima Annunziata. Nella busta contenente i proiettili c'era anche un messaggio intimidatorio: "La tua vita si spegnerà come una candela". Minacce di morte per il religioso che ricopre incarichi anche di direttore dell'Istituto di Scienze religiose e direttore diocesano dell'Ufficio liturgico dell'arcidiocesi di Brindisi. Sì perché nonostante Leverano sia in territorio di Lecce appartiene alla diocesi brindisina. 

Sono in corso indagini per scoprire l'autore delle minacce e anche le motivazioni del grave gesto. I proiettili non sono tutti uguali: due sono utilizzabili da una pistola p38 special. L'altro proiettile è un bossolo calibro 9x21, cioè il più diffuso sul mercato italiano delle armi non militari.

Il commento di don Antonio è categorico: “È una cosa vergognosa, un atto da selvaggi. Sono molto amareggiato da compaesano, da uomo che ama questa comunità. Sono azioni queste che ci fanno vergognare”.
Dalla Curia non c'è stata nessuna presa di posizione sull'accaduto. Don Antonio commenta così: “La Curia sta aspettando l'esito delle indagini per esprimersi nel modo più opportuno sulla vicenda. Le tre parrocchie del paese però già si sono espresse: “Le comunità ecclesiali leveranesi, sorprese e costernate per il grave fatto intimidatorio subito da Don Antonio Valentino, esprimono la propria vicinanza e solidarietà allo stimato e amato sacerdote. Nel contempo manifestano il più deciso rigetto del gesto vile ed inammissibile che sporca la civile convivenza della nostra cittadina”.

Nel frattempo tanti sono gli attestati di solidarietà fatti pervenire al religioso. Il sindaco Giovanni Zecca: “A don Antonio giunga la mia piena vicinanza e solidarietà, convinto come sono che il gesto subito di decadimento morale e civile, costituirà per lui spunto di riflessione da cui ripartire nel suo nobile compito di educatore dello spirito e maestro di vita”.

Il presidente del Consiglio comunale, Claudio Quarta, ha scritto sul proprio profilo facebook: “Desidero esprimere tutta la mia solidarietà personale ed a nome dell'intero Consiglio Comunale di Leverano a don Antonio Valentino per l'ignobile e vile gesto di minaccia che ha ricevuto. Inoltre invito tutti i capigruppo consiliari, sia di maggioranza che di opposizione, ad organizzare una manifestazione di solidarietà al nostro Parroco, per dare un segnale forte a coloro i quali pensano che a Leverano possano attecchire atteggiamenti mafiosi che mai troveranno terreno fertile tra la nostra società civile. Il silenzio è il miglior alleato dell'illegalità”.

Le indagini sono serrate perché tutti vogliono che sia fatta al più presto piena luce su questa vicenda che discredita l'intero paese. La frase di minaccia è stata scritta su un foglio formato A4 e stampata utilizzando il carattere Arial. Di chi sono pc e stampante utilizzati per compiere la minaccia al sacerdote? Cosa molto interessante ed insolita per questa tipologia di reato e che su quel foglio c'è pure un disegno eseguito a mano libera da chi possiede anche una discreta abilità artistica. Sono disegnati due occhi, le sopracciglia e due linee che accennano ad un naso. Gli occhi hanno un bel tratteggio che evidenzia le palpebre, la pupilla , le pagliuzze e i riflessi della luce. E' un disegno che potrebbe voler dire “attento ti sto osservando”? Chissà. Di certo Don Antonio non sa indicare al momento chi possa essere stato a minacciarlo. (Rezarta Tahiraj)