Mar12122017

Ultimo aggiornamentoLun, 11 Dic 2017 4pm

Violenza sessuale: le motivazioni del ricorso contro la scarcerazione dell'accusato

La Procura ha ritenuto "doveroso" impugnare il decreto di scarcerazione disposto dal Tribunale per il riesame nei confronti di Maurizio Zecca, 51enne di Acquaviva delle Fonti, accusato di aver violentato una dottoressa in servizio di guardia medica. La violenza sessuale fu compiuta nel dicembre 2016. A causa della tardiva querela presentata dalla vittima il presunto aggressore sarebbe stato scarcerato e avrebbe potuto beneficiare degli arresti docmiciliari con braccialetto elettronico per altri reati commessi sempre nei confronti del medico, tra cui quello di stalking. La legge stabilisce in merito che la vittima di violenza sessuale ha soltanto 6 mesi di tempo dall'accaduto per presentare querela.

Questo caso di scarcerazione ha suscitato tante proteste e prese di posizione tra cui anche quella della presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini. "Penso che in casi come questo - ha dichiarato Boldrini - l'onere per la denuncia non può ricadere solo sulla donna che ne è stata vittima, perché è traumatizzata. Auspico che si intervenga sulle legge o che in questi frangenti si proceda d'ufficio".  

E' intervenuta anche la presidente di Acrep International( Association for Citizens Rights and Environmental Protection), avv. Rezarta Tahiraj, affermando di aver già chiesto al ministro della Giustizia Andrea Orlando di impegnare il Governo e il Parlamento in un'azione urgente di modifica della legge per giungere almeno al raddoppio dei tempi stabiliti per la vittima di presentare denuncia di violenza sessuale. “Da avvocato sono consapevole – dichiara Tahiraj - che l'assenza di un termine di decadenza esporrebbe l'accusato, tra l'altro, al rischio di eventuali ricatti ma ora siamo nella situazione opposta da donna sono profondamente convinta che in Italia questa legge abbia bisogno di essere modificata in particolare proprio sui tempi per la querela che non possono essere inferiori ad almeno un anno dall'accaduto. Si pensi che in altri Stati, altrettanti democratici, la vittima non ha alcun limite di tempo per denunciare la violenza subita”.  

Perchè la Procura ha presentato ricorso contro la scarcerazione? Perchè - fa sapere la Procura - "il caso di specie rientra nelle ipotesi di deroga alla necessità della querela", quando cioè “il fatto è connesso con un altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio”. La Procura, ricostruendo in una nota la vicenda e spiegando le singole condotte persecutorie, insiste nel ritenere che la contestazione di stalking comprenda altri reati procedibili d'ufficio, "quali il delitto di minacce gravi, di violenza privata, violazione di domicilio aggravata, molestie alle persone, procurato allarme".