Ven21092018

Ultimo aggiornamentoSab, 15 Set 2018 10am

Per la Questura l'aggressore del vicepreside di Foggia è socialmente pericoloso. E' stato arrestato

E' stato arrestato il genitore che la settimana scorsa picchiò un vicepreside di una scuola media di Foggia. E' un uomo di 38 anni che ha precedenti penali. Ora è accusato anche di violenza, minacce a pubblico ufficiale e lesioni gravi per aver aggredito a scuola il vicepreside Pasquale Diana con calci e pugni tanto da provocargli traumi al volto e all'addome che i medici dell'ospedale hanno giudicato guaribili in almeno 30 giorni. All'aggressore, Giuseppe C., sono stati concessi i benefici degli arresti domiciliari. 

Per la Questura l'aggressore è socialmente pericoloso. il questore di Foggia, Mario Della Cioppa, ha proposto infatti al Tribunale "l'applicazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, in considerazione della pericolosità sociale dell'uomo".

Un episodio squallido, quello dell'aggressione nella scuola 'Leonardo Murialdo', che ha scandalizzato l'Italia intera scatenando giustamente non solo le reazioni dei docenti e del ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli. Quest'ultima ha provveduto a telefonare al vicepreside aggredito per esprimergli la piena solidarietà ed ha anche definito "quelli di Foggia sono fatti gravi. La violenza fisica o verbale non è mai tollerabile. E lo è ancor meno quando si verifica all'interno di una scuola, cioè del luogo dove alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi dobbiamo insegnare il rispetto dell'altro, la convivenza civile. Tutti temi su cui la comunità educante sta facendo sforzi enormi". Ma indubbiamente gli sforzi maggiori in questa vicenda li ha fatti il professore Diana che non ha reagito mentre veniva picchiato: "Non ho reagito, perché c'erano miei alunni" ha spiegato il vicepreside. "Abbiamo fatto tante lezioni sul rispetto delle regole e sul linguaggio non violento, reagendo avrei annullato tutto quello che avevo cercato di insegnare loro e non me lo sarei mai perdonato". Un esempio encomiabile per tutte le persone civili. 

Come si ricorderà il 10 febbraio scorso il genitore dell’alunno si è recato a scuola in orario di ingresso delle classi ed eludendo la vigilanza dei collaboratori scolastici si è scagliato contro il vicepreside Diana che il giorno prima gli aveva rimproverato il figlio. Secondo quanto ufficializzato dai testimoni in efeftti l'alunno fu rimproverato ma per una ragione ben precisa: a scuola spingeva e rischiava di far cadere le compagne in fila davanti a lui. Per questo il vicepreside aveva preso per il braccio l'alunno e lo aveva allontanato dalla fila. Un intervento necessario per tutelare l'incolumità degli altri ragazzi. (R.T.)