Gio28102021

Ultimo aggiornamentoGio, 28 Ott 2021 7am

"Ancora una vittima di un incidente sul luogo di lavoro, ancora una volta il lavoro che diventa sinonimo di morte e non di vita. Basta." È l'appello del segretario generale della Uil Puglia.

Ancora una tragedia sul lavoro, avvenuta quest’oggi a San Giovanni Rotondo (FG). La dinamica dell’incidente è in fase di ricostruzione ma pare sia stato schiacciato da una lastra di calcestruzzo all’interno del cantiere edile in cui stava lavorando.
Sull’accaduto stanno indagando i carabinieri.

«Ancora una vittima di un incidente sul luogo di lavoro, ancora una volta il lavoro che diventa sinonimo di morte e non di vita. Basta. Ci auguriamo che la magistratura faccia presto il suo corso, ma è ora di lavorare seriamente per fermare questa strage silenziosa, spesso causata dalla scarsezza o dall'assenza di misure di sicurezza, che ha già causato troppe vittime quest'anno in Puglia». Franco Busto, segretario generale della Uil Puglia, rivolge le «condoglianze del sindacato alla famiglia e ai cari di Alessandro Rosciano, l'operaio deceduto a San Giovanni Rotondo», schiacciato da una lastra di cemento nel cantiere in cui stava lavorando.
«L'edilizia - ricorda - è un settore che più di altri sta pagando le conseguenze di questa terribile piaga, in termini di vite umane, eppure le misure di contrasto scarseggiano. Ecco perché siamo molto preoccupati in vista dell'arrivo delle risorse del Recovery Plan, quando i cantieri si moltiplicheranno senza un corrispondente aumento dei controlli, ma anche in questo caso la nostra proposta di operare un giro di vite nelle selezioni per i bandi pubblici è rimasto lettera morta».
«Sia chiaro - evidenzia il sindacalista - queste non sono morti bianche, ma morti rosse come il sangue dei lavoratori, con il quale qualcuno pensa di pagare la ripresa economica del Paese. Ebbene, noi non saremo loro complici, ma continueremo a chiedere, a tamburo battente, più controlli e il rispetto rigoroso delle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro e nei cantieri».