Sab02072022

Ultimo aggiornamentoMer, 22 Giu 2022 10am

Erano pronte ad essere messe in mercato diecimila dosi di droga

L'operazione antidroga è stata chiamata “zembra” che in albanese significa cuore. Ed è proprio al cuore delle organizzazioni criminali dedite al traffico di stupefacenti in Puglia e in Albania che gli inquirenti hanno voluto colpire. La produzione di droga in serre installate nelle province di Bari e Foggia. Le indagini hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico di 5 italiani e 6 albanesi. Sono state sequestrate due piantagioni composte da oltre 8 mila piante di marijuana, per un peso di oltre una tonnellata e mezza. Questa quantità avrebbe fatto immettere sul mercato oltre 10 mila dosi di stupefacente. La droga veniva consegnata dai luoghi di produzione anche in altre regioni, in particolare Basilicata e Sicilia. 

L’esecuzione dell’operazione “Zemra”  costituisce, in realtà, una appendice del più ampio progetto investigativo della Direzione Distrettuale Antimafia e della DIA di Bari relativo al contrasto internazionale al fenomeno del traffico di sostanze stupefacenti dall’Albania alla Puglia, nel cui ambito è operativa, a decorrere dal 2017, una Squadra Investigativa Comune. Tale strumento di cooperazione giudiziaria, istituito tra la DDA di Bari, la Procura Speciale Anticorruzione e Criminalità Organizzata di Tirana ed Eurojust (Organismo che sostiene la cooperazione giudiziaria nella lotta contro le forme gravi di criminalità transnazionale), consente al personale della DIA di Bari ed alle Autorità Albanesi di effettuare approfondimenti investigativi congiunti, avvalendosi del fondamentale ruolo di coordinamento assicurato dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. In tal senso vanno ricordate le operazioni Shefi, Kulmi e Shpirti, sempre condotte in Italia ed in Albania nell’ambito della Squadra Investigativa Comune, rispettivamente concluse - nel 2018, 2020 e 2021 - dalla DIA di Bari con l’esecuzione complessiva di 118 misure cautelari e sequestri patrimoniali per un valore di diversi milioni di euro, nel cui ambito sono state sequestrate circa sei tonnellate di droga tra marijuana, cocaina ed hashish nonché sono stati eseguiti provvedimenti cautelari emessi direttamente dall’Autorità giudiziaria albanese, con il contributo di quattro collaboratori di giustizia italiani, per reati di corruzione, abuso d’ufficio, riciclaggio e traffico internazionale di ingentissimi quantitativi di sostanze stupefacenti".