Mar06122022

Ultimo aggiornamentoMar, 22 Nov 2022 1pm

Proclamato lutto cittadino a Villa Castelli per la morte di Giuseppina Fumarola

Il paese è piccolo, la chiesa è una e deve bastare per assassino e vittima. E' accaduto oggi a Villa Castelli, 9mila abitanti in provincia di Brindisi, dove nel pomeriggio sono stati celebrati due funerali a distanza di poche ore: quello di Vito Sussa, 52 anni, e di Giuseppina Fumarola, 47 anni. Sussa è l'uomo che ieri, accecato dalla gelosia per la fine della relazione amorosa, ha ucciso Giuseppina in strada con due fucilate e poi si è rinchiuso in casa dove si è suicidato. Oggi a Villa Castelli è lutto cittadino e tutti gli abitanti del paese hanno voluto partecipare al rito funebre, davanti alla chiesa San Vincenzo De' Paoli, in via XX settembre, per l'ultimo saluto a Giuseppina che in paese tutti chiamavano Giusy. Ad accompagnare il suo feretro, alle ore 17, c'erano i figli Gessica e Gherardo ma anche i sindaci di Villa Castelli, Giovanni Barletta, di San Vito dei Normanni, Silvana Errico, e di Oria, Maria Lucia Carone. A celebrare il rito religioso è stato il parroco don Antonio Andriulo che ha invitato tutti ad "imparare a riconoscere quei silenzi infernali che si confondono con l'omertà" ma che sono richieste di aiuto. 

In quella stessa chiesa, ma quasi deserta, alle ore 15, c'era entrata un'altra bara: all'interno c'era la salma di Vito Sussa. Due vite strappate dall'esistenza per un raptus di gelosia.

Il sindaco di Villa Castelli ha commentato così questa tragedia: "c'è tanto sgomento nella nostra comunità per quanto avvenuto. E' tutto inaccettabile. Facciamo tanti convegni, tante iniziative e, purtroppo, ci troviamo davanti a dei ragazzi poco più che 20enni privati della loro madre in maniera così dolorosa. Conoscevo personalmente la donna e mai avrei pensato che potesse accadere quanto avvenuto. Come amministrazione continueremo a dare sempre più valore ad iniziative che possano sensibilizzare sul tema".

Giuseppina è "la 78esima donna uccisa dall'inizio dell'anno. Una storia che si ripete senza soluzione di continuità, che potrebbe essere stata generata - ha dichiarato Elisabetta Aldrovandi, presidente dell'Osservatorio nazionale sostegno vittime - da violenze domestiche non denunciate". (R.T.)

Nella foto la chiesa San Vincenzo De' Paoli, in via XX settembre n. 2.