Lun25052020

Ultimo aggiornamentoDom, 24 Mag 2020 7am

I troppi errori contestati dall'Unione Europea alla Regione Puglia per il Piano di sviluppo regionale

Sono state ben 640 le osservazioni che la Commissione europea ha scritto nelle 72 pagine del documento inviato a Bari per spiegare le ragioni della bocciatura del Piano di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020 presentato ad ottobre scorso dalla Regione Puglia. Per l'UE il piano preparato dalla nostra Regione è risultato addirittura «incompleto», «poco chiaro», «non coerente» e finanche «non comprensibile». Cosa ci può essere di peggio? E pensare che per prepararlo la Regione Puglia se l'era presa con comodo tanto che era stata addirittura l'ultima a consegnare il documento di programmazione. Insomma, il tempo l'aveva avuto per fare le cose bene ma non l'ha saputo utilizzato. La bocciatura fa male oltre per il danno di immagine anche per quello concretamente economico. Il Psr pugliese vale un miliardo e 600 milioni: 990 sono i milioni erogati dai fondi europei e 646 da fondi nazionali (452 dallo Stato e 194 di cofinanziamento regionale). La bocciatura fa perdere tempo perché bisogna presentarne un altro di Piano, più esatto e comprensibile e privo possibilmente di altri errori. Tutto questo tempo, quindi, è andato perso e ora si dovrà lavorare per presentarne un altro che, speriamo, possa essere fatto bene, cioè almeno che possa rispettare le regole basilari.

La Commissione europea ha evidenziato che “il principale punto di debolezza sta nel fatto che l'analisi Swot, l'identificazione dei bisogni e la strutturazione delle misure in risposta a questi ultimi non sembrano formare una struttura chiara, coerente e integrata”. Ad esempio la Regione Puglia aveva scritto di destinare 330 milioni alla ristrutturazione delle aziende agricole ma non l'ha saputo motivare in modo sufficientemente chiaro e pertanto l'UE ha risposto con ben 15 osservazioni: “La descrizione delle operazioni – è scritto la commissione europea - si limita a riportare gli obiettivi e non è una descrizione vera e propria delle operazioni da sostenere. Dalle informazioni fornite nella sezione sui costi ammissibili si può dedurre quello che sembra essere previsto dalle operazioni, che però rimane poco chiaro”. Ma di errori nel PSR Puglia ce ne sono proprio tanti ad esempio c'è scritto che "sono ammissibili i seguenti investimenti immateriali", ma tali investimenti non sono riportati e pertanto dovranno essere almeno inseriti per farli esaminare.  

Si può e si deve correre ai ripari dopo la figuraccia che la regione Puglia ha fatto davanti all'Unione Europea. Ora si registra la dichiarazione del consigliere regionale di Erio Congedo (Oltre con Fitto): "Poco meno di un mese, il 17 settembre,  di fronte alle dichiarazioni dell’assessore all’Agricoltura Di Gioia - che ammetteva che il Programma di Sviluppo Rurale (PSR 2014/2020) era totalmente da riscrivere entro la fine di questo mese, perché totalmente sbagliato e bocciato da Bruxelles, se non si voleva correre il rischio di  perdere la prima tranche di finanziamenti (210 milioni  di euro), – sostenemmo che andava fatta chiarezza sul tempo perso e individuate le responsabilità di un possibile danno alla nostra Agricoltura ereditate da questa Giunta dalla passata Amministrazione regionale. E’ notizia di questi giorni che anche la Liguria ha passato l’esame della Commissione, facendo diventare il numero delle Regioni promosse 12. Riteniamo a questo punto opportuno che il presidente Emiliano e l’Assessore Di Gioia vengano a riferire in aula sullo stato dell’arte del nostro Psr, se è già stato riscritto e se è iniziato l’esame in Commissione Europea". (Rezarta Tahiraj)