Dom21042019

Ultimo aggiornamentoMar, 19 Mar 2019 9am

Il caso delle selezioni per le assunzioni di personale nell'Acquedotto pugliese: alcune lauree privilegiate rispetto ad altre.

Le lauree non sono tutte uguali, alcune valgono di più e altre meno. Dipende dalla discrezionalità di chi le dovrà considerare ai fini del punteggio da assegnare per l'assunzione negli enti pubblici. Un caso eclatante è stato denunciato per le selezioni in svolgimento per assumere nuovo personale nell'Acquedotto pugliese. 

“Discriminatorio quanto inaccettabile”, definisce il presidente del gruppo dei Conservatori e Riformisti, Ignazio Zullo. quello che sta avvenendo per le selezioni per l’assunzione di complessive 75 unità fra laureati e diplomati da parte dell’Acquedotto pugliese. “Proprio non riusciamo a capire – afferma infatti Zullo - la ratio che vede per alcune figure professionali, come gli ingegneri idraulici e i laureati in giurisprudenza, richiedere un punteggio minimo di 110, mentre per gli altri laureati solo 100. Per quale motivi i 10 ingegneri idraulici e i due laureati in giurisprudenza devono avere un punteggio maggiore? Cosa si nasconde dietro questa disparità di accesso alla selezione? Ma chi l’ha indetta si è messo nei panni di chi ha preso, per esempio, 109? O di chi pur avendo preso una votazione inferiore ha esperienza e master da vantare, ma non può partecipare solo perché non ha preso 110?
E ci chiediamo ancora: ma Emiliano le sa queste cose o pensa solo alle sagre? Ma come può consentire che si possa usare un differente metro di valutazione? Non solo, ma lo sa che su queste cose si gioca la faccia e la fa giocare a un’intera classe politica?! Per questo gli chiediamo di eliminare queste porcherie e di rivedere i criteri di selezione. Lo faccia per rendere trasparente  quella che è una grande opportunità lavorativa per molti giovani pugliesi e faccia anche chiarezza su un’altra discriminazione, quella che prevede che i laureati siano assunti con una qualifica di terzo livello e i manutentori con quella di quarto. Ma lo studio avrà un valore nel mondo del lavoro oppure è carta straccia?
Infine, Emiliano sa che ogni candidato deve versare la somma di 20 euro per sostenere le spese dell’iter selettivo. Insomma la società che valuterà le domande se la pagano i partecipanti. E’ vero che è ormai una prassi consolidata, ma non appare paradossale che per agevolare l’ingresso al mondo del lavoro vengano chiesti a giovani disoccupati di versare 20 euro per partecipare a una selezione? Come dire - conclude Zullo - che abbiamo tolto la marca da bollo per agevolare la partecipazione e poi l’abbiamo fatta rientrare dalla finestra”.