Sab17082019

Ultimo aggiornamentoGio, 01 Ago 2019 4pm

Coldiretti. Maltempo sul gargano: fondo di solidarieta’ nazionale incapiente

“Non è certamente il Fondo di Solidarietà Nazionale, perennemente incapiente, a poter dare risposte concrete dopo disastri ambientali di tale portata. Così come non è pensabile utilizzare i fondi del PSR per risolvere i problemi di dissesto idrogeologico in Puglia. Devono essere immediatamente rese disponibili le risorse stanziate dalla legge di assestamento del Bilancio Regionale, i 6,3 milioni di euro utili a far fronte alle manutenzioni straordinarie ormai improcrastinabili, a seguito del lungo periodo di autentico abbandono delle opere pubbliche. L’attività di manutenzione del territorio deve riprendere subito, perché è certamente meno dispendioso prevenire piuttosto che curare un territorio dilaniato, diversamente continueremo nella drammatica e non più tollerabile conta dei danni”.
E’ il Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, ad intervenire sul disastro ambientale che ha mietuto vittime sul Gargano, ennesimo episodio dopo l’alluvione di Taranto di ottobre e il nubifragio in provincia di Lecce. L’andamento climatico impazzito si è ancora una volta abbattuto su un territorio fragile con il 78% dei comuni pugliesi a rischio frane e alluvioni, di cui 35 ricadono in provincia di Foggia.
“Non si tratta più di emergenza – replica il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - dato che la Puglia ormai convive con un vero e proprio paradosso idrogeologico. Da un lato è dilaniata da annosi fenomeni siccitosi, dall’altro è colpita da alluvioni e piogge torrenziali, con l’aggravante che l’acqua non viene riutilizzata a fini irrigui, a causa della carenza e/o mancanza di infrastrutture ad hoc. Per questo è necessario che proseguano, senza discontinuità, i lavori del Tavolo Tecnico istituito dalla Regione Puglia che, individuando nuovi ambiti territoriali, garantisca organicità di azione e di interventi, funzionalità operative ed economicità di gestione in piena sintonia con i “piani industriali “che auspichiamo vengano al più presto portati all’attenzione delle organizzazioni agricole, secondo un calendario stringente che non ammette più ritardi, restituendo finalmente ruolo e funzione di manutenzione del territorio ai Consorzi di Bonifica”.
L’effetto di una estate in cui sul Gargano è caduto fino al 150% di pioggia in più della media, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Isac-Cnr, pare un bollettino di guerra. La conta dei danni fa registrare una perdita del 30 % della produzione di uva da vino e danni per circa 36 milioni di euro, del 35% sul pomodoro per un valore di 15 milioni di euro, mentre oltre 2000 ettari investiti a ortaggi invernali dovranno essere nuovamente trapiantati in quanto l’acqua ha dilavato le colture, con un danno di 2 milioni di euro. I danni alle strutture non sono quantificabili in meno di 5 milioni di euro. Infine, per completare il drammatico quadro della situazione, vanno considerati i danni subiti dalla viabilità stradale e ferroviaria che condizionano la ripresa e lo svolgimento dell’attività agricola.