Stampa
lavoro

Il divario di genere penalizza le donne sul lavoro in Puglia ma nello studio primeggiano

Un report dedicato al problema occupazionale nel confronto tra donne e uomini è stato realizzato da ARTI, l'agenzia della Regione Puglia per la tecnologia e l'innovazione. Il confronto di genere evidenzia che in Puglia solo il 40% dei posti di lavoro risulta occupato dalle donne: 60% invece dagli uomini. Nel report si spiega che i divari di genere che si registrano nei tassi di occupazione tra donne e uomini sono un indicatore rilevante non solo dell’iniquità di un sistema sociale, ma anche della fragilità di un sistema economico. Il fenomeno indagato, che a livello regionale, nazionale ed europeo si è aggravato nel corso della pandemia, trova molteplici cause, prima di tutto di carattere culturale. I dati statistici citati nel report di ARTI fotografano alcune caratteristiche del “gender employment gap” pugliese, in un confronto con altre realtà regionali e con la media italiana. Diversa è, invece, la situazione sul versante della formazione: in questo ambito la presenza delle studentesse è anzi in crescita, soprattutto nei cicli di istruzione superiore, dove è preponderante rispetto a quella dei colleghi di genere maschile. Nel dettaglio è da evidenziare che le donne rappresentano il 53,5% di tutto il corpo studentesco, con una prevalenza nei gradi di istruzione superiore non obbligatori per legge (lauree triennali, lauree magistrali, dottorati), in cui la percentuale femminile è del 51,6%.

Un focus è, infine, dedicato al mondo dell’imprenditoria e, in particolare, alle imprese innovative: qui sono ancora pochissime le donne in posizioni di vertice (tra gli amministratori e nella compagine proprietaria).

Come già fatto in passato per altri report quest'ultimo lavoro di ARTI si conclude con alcuni spunti per un rafforzamento delle politiche di genere, intese come prerequisiti per politiche di sviluppo non solo della società, ma anche e soprattutto del sistema economico.