Ven14082020

Ultimo aggiornamentoMer, 12 Ago 2020 6am

Vincitorio: il Salento è sensibile a questo problema ma ora dobbiamo fare di più in Puglia.

Nella classifica nazionale dei sindaci schierati contro il 5G la provincia di Lecce è in vetta.  Ai 43 Comuni leccesi seguono al secondo posto i 35 della provincia di Fermo, 23 di Padova, 19 di Vicenza, 17 di Salerno, 16 di Macerata, 16 di Messina, 15 di Bolzano, 15 di Cosenza e 12 di Caserta. Da Nord a Sud sono 431 i comuni che si oppongono al 5G mediante ordinanze dei sindaci o delibere di giunta e del consiglio comunale. Molto più di 500 se si aggiungono anche le delibere di indirizzo, ordine del giorno e mozioni. Circa 5 milioni di italiani vivono in comuni che sostanzialmente rifiutano la tecnologia 5G.

Giancarlo Vincitorio, esponente regionale di Vox Italia, commenta questo fenomeno con la crescente consapevolezza dei cittadini che ambiente e salute sono strettamente correlate: “L’inquinamento elettromagnetico ha gravi danni sulla salute e sull’ambiente. E’ dovere delle Istituzioni - dice Vincitorio – informare i cittadini di questi rischi. Purtroppo ciò non accade e in particolare sul 5G ci sono sindaci che tacciono su accordi già firmati in gran segreto con potenti aziende. Ci battiamo affinché i cittadini siano informati. Ad esempio è da mesi che intimiamo il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, affinché renda pubblico l’elenco delle 350 strade in cui saranno installati gli hotspot del 5G. Fortunatamente 43 suoi colleghi della provincia sono già per lo stop al 5G. Oggi a Brindisi saremo in piazza Vittoria per raccogliere firme contro il 5G e per informare i cittadini. Insomma abbiamo già dimostrato che il Salento è sensibile a questo problema ma ora possiamo e dobbiamo fare di più in tutta la Puglia e nel resto d'Italia”.

Vincitorio è categorico nel motivare le sue preoccupazioni in merito al 5G: “Queste specifiche radiofrequenze sono del tutto inesplorate. Mancano validi studi preliminari sulla valutazione del rischio sanitario e per l’ecosistema che deriverebbe da una massiccia e cumulativa installazione di moltissime nuove antenne. Gli effetti nocivi causate da queste onde elettromagnetiche, inevitabilmente, andranno a sommarsi a quelle prodotte da tante stazioni radio ancora operative per gli standard tecnologici di comunicazione senza fili 2G - 3G - 4G oltre alle migliaia di ripetitori wi-fi attivi. Qualche sindaco ha fretta di avviare il 5G senza preoccuparsi prima di verificare sul serio la sua pericolosità per l’ambiente e soprattutto per la vita umana. Al posto loro – conclude Vincitorio - senza certezze di innocuità per i cittadini non autorizzerei mai nessun impianto. La vita vale più di qualsiasi cosa”.