Ven12082022

Ultimo aggiornamentoVen, 12 Ago 2022 7am

Assessore Minervini: a rischio programma "Città Invisibili"

Allarme per la sostanziale abolizione del programma “Città Invisibili” per le vittime di tratta, decretato dal Governo nazionale. Lo ha denunciato l’assessore alla Trasparenza e politiche giovanili, Guglielmo Minervini questa mattina in conferenza stampa per la presentazione dei risultati della VII annualità del progetto che come è noto prevede l’attività di unità di strada nei luoghi dove è più alta la concentrazione di prostitute, soggetti dediti all’accattonaggio, o più in generale vittime di tratta. “Abbiamo la consuetudine – ha spiegato Minervini – di fornire un aggiornamento continuo sulla tratta di esseri umani, che sono colpiti con il triplice scopo della prostituzione, dell’accattonaggio o dello sfruttamento lavorativo. Recentemente la cronaca nera se n’è occupata, mettendo in luce una filiera dello sfruttamento compiuto dall’economia criminale per l’accattonaggio. Siamo di fronte all’evoluzione e al cambiamento dei fenomeni che stanno letteralmente esplodendo perché sulla strada si moltiplicano le presenze di donne gestite da criminali che usano con intelligenza le loro risorse umane. La presenza sulle strade di prostitute raddoppia, con il saldarsi di gruppi criminali dell’est Europa e nonostante l’insopportabile inquietudine che proviene dai racconti delle vittime, si assiste allo smantellamento delle politiche pubbliche di riduzione del danno, la chiusura dell’ufficio tratta nazionale, la smobilitazione di “Città invisibili” il cui progetto finisce il prossimo 31 dicembre con una vaga promessa di proroga per 6 mesi. La legge di stabilità non prevede fondi per il suo continuamente, eppure per tutta Italia si trattava di poco più di 4 milioni di euro e in Puglia la spesa totale cofinanziata dalla Regione si aggira sui 250mila euro. Insomma un taglio di piccole cifre, mentre – per dire – il senatore Azzolini infila nella legge di stabilità una posta di 10 milioni di euro per il porto di Molfetta, per un’opera in odore di corruzione. E’ assurdo che non si riescano a trovare 4 milioni mentre invece esplode il fenomeno tratta; faremo una battaglia politica per reperire risorse a tutti i livelli”. Per illustrare la situazione, con Minervini c’erano Ilaria Chiapperino della coop “Oasi 2”, Maria Genchi della coop “Caps” e Vito Mariella, dell’ass. “Micaela”. Altra associazione che si occupa della tratta è la “Giraffa”. “Abbiamo avuto 187 nuovi contatti nel 2014 nella zona tra Bari e Taranto, raddoppiati rispetto al 2013 – ha spiegato Mariella, di “Micaela”, moltissime dell’est europeo”. “Sulla ex statale 98, ora provinciale 231 – ha spiegato la Chiapperino – la novità è rappresentata dalle colombiane, che contano sulla loro avvenenza e su un grande turn over”. Terribili i racconti di violenza e umiliazione riscontrati, in 37 hanno fatto ricorso ai sistemi di accoglienza per sfuggire alla tratta e quotidiani sono gli interventi di accompagnamento nelle strutture sanitarie, ad esempio per malattie sessualmente trasmissibili e per Ivg.