Ven19072019

Ultimo aggiornamentoLun, 17 Giu 2019 7pm

Arrestato a Trepuzzi ergastolano Fabio Perrone. Era in fuga da novembre

Arrestato il pericoloso latitante Fabio Perrone: era a Trepuzzi, nel suo comune. Già condannato al carcere a vita Perrone era riuscito a fuggire beffando la scorta di poliziotti che lo accompagnava ad un accertamento diagnostico nell'ospedale Vito Fazzi di Lecce. La fuga dell’ergastolano 42enne, iniziata il 6 novembre, si è conclusa questa mattina. Pochi minuti prima delle 6 numerosi poliziotti, sia della squadra mobile che del corpo penitenziario, hanno fatto irruzione in una casa di Trepuzzi. Perrone ha tentato la fuga dal terrazzo ma è stato bloccato. Era armato con pistola pronta a sparare 15 proiettili e con un fucile Kalashnikov e relativo munizionamento. Ha capito di non avere altra possibilità che arrendersi e non ha opposto resistenza. Con sé aveva anche 4.660 euro in contanti.

Arrestato anche Stefano Renna, 33 anni di Trepuzzi, proprietario dell'appartamento utilizzato da Perrone, in via 2 giugno, per nascondersi alle forze dell'ordine. Renna è il titolare di un bar nei pressi della villa comunale a Trepuzzi.

Questo arresto conferma l'ipotesi che Perrone, già condannato anche a 18 anni per l'appartenenza alla Sacra Corona Unita, in questi due mesi da latitante sia rimasto sempre nel suo paese mentre le forze dell'ordine lo cercavano in tutta Italia. Probabilmente si è spostato in più abitazioni utilizzando la sua rete di amicizie e complicità. Da latitante è riuscito finanche a portare un fascio di fiori sulla tomba della madre. 

La fuga di Perrone fu resa possibile dalla sua destrezza nel sottrarre la pistola d'ordinanza a uno dei due poliziotti penitenziari di scorta mentre erano già in ospedale. Con quella pistola ferì tre persone. Dall'ospedale riuscì a far perdere le proprie tracce dopo essersi impossessato di un'auto guidata da una donna.

Perrone era stato condannato all'ergastolo per aver ammazzato il 28 marzo del 2014 di un bar, a Trepuzzi, il 45enne Fatmir Makovich, e ferito il figlio 16enne.
Un messaggio di plauso ai poliziotti che lo hanno arrestato è stato espresso sia dal questore di Lecce Pierluigi D’Angelo che dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, dal Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo e dal Procuratore Cataldo Motta.

Molto probabilmente Perrone non tornerà più nel carcere di "Borgo San Nicola", a Lecce, dove era detenuto sino alla latitanza, ma verrà trasferito in un altro carcere. (Mauro De Carlo)