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Ultimo aggiornamentoLun, 01 Mar 2021 4pm

Protestano i sindaci dei tre comuni pugliesi per il rischio di stoccaggio delle scorie nucleari: la mappa completa dei siti in Italia per la costruzione dei depositi nazionali

Altamura, Gravina e Laterza sono i tre comuni pugliesi indicati in una mappa nazionale come territori potenzialmente idonei alla costruzione di un deposito destinato allo stoccaggio di scorie nucleari. Nel caso di Altamura e Gravina di Puglia il deposito sarebbe costruito e gestito per un'area indicata in condivisione con Matera, in Basilicata. 

Pronta la reazione dei sindaci dei tre comuni pugliesi. La sindaca di Altamura, Rosa Melodia, evidenzia che "già il 14 gennaio 2016 i consigli comunali congiunti di Altamura, Poggiorsini, Spinazzola, Irsina, Santeramo in colle, Gravina in Puglia e Matera adottarono con delibera un ordine del giorno in cui si chiedeva alla Regione Puglia e alla Regione Basilicata, al presidente del Consiglio dei Ministri, ai Ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico di 'dichiarare le aree del territorio regionali e dei comuni interessati non disponibili alla localizzazione del deposito nazionale destinato allo smaltimento a titolo definitivo dei rifiuti radioattivi e del Parco tecnologico'". In questo modo la prima cittadina fa capire che la volontà popolare era quella e non è mai cambiata e pertanto dichiara con forza che Altamura non si farà "trascinare con rassegnazione in questa situazione". Insomma si protesterà con convizione per fare escludere Altamura ma anche qualsiasi altro territorio pugliese dalla mappa nazionale dei potenziali depositi di scorie nucleari. 

Sulla stessa posizione anche il sindaco di Gravina di Puglia, Alesio Valente: "Non c'è spazio per trattative o valutazioni. Lo dico subito: la nostra risposta sarà un no secco e fermo. Gravina e la Murgia hanno già dato in termini ambientali: la vocazione di queste nostre aree è agricola e turistica, e non permetteremo che ci trasformino in un cimitero di scorie nucleari. Mai. Niente e nessuno - continua - può farci cambiare idea rispetto a quella contrarietà già espressa in consiglio comunale nel 2015 e ancora nel 2016 insieme ad altri Comuni.". Il sindaco Valente ha commentato la notizia come una "una doccia gelata per tutti: cittadini e istituzioni. Non siamo mai stati interpellati". 

Gianfranco Lopano, sindaco di Laterza, in provincia di Taranto, è dello stesso parere contrario: "il nostro fin da ora è un secco no! Come 20 anni fa ci opponemmo all’individuazione del sito di Scanzano Jonico, allo stesso modo ci contrapporremo con fermezza a questa ipotesi che riguarda i nostri territori" e poi aggiunge che "non è sufficiente una consultazione pubblica di appena 60 giorni" per fare esprimere, come si vorrebbe a livello nazionale, le istituzioni locali su questo importante problema.

Apprendiamo questa mattina della pubblicazione della La mappa nazionale dei territori potenzialmente destinati ad ospitare la realizzazione dei depositi nucleari risultava essere secretata sino a questa mattina. Ora è stato svelato che sono 67 siti atomici individuati da società Sogin per lo stoccaggio di rifiuti radioattivi. Tra questi ci sarebbe Laterza e altri comuni della Murgia e la Basilicata.

La Sogin è la società statale responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi. Il deposito che potrebbe essere ipotizzato in Puglia servirà per conservare definitivamente i rifiuti radioattivi italiani di bassa e media attività.

La mappa nazionale è stata tenuta segreta dal 2015. Sino a questa mattina la riservatezza su essa è stata assoluta e addirittura era protetta mediante minaccia di sanzioni penali per chi ne rivelasse dettagli. 

Nell'elenco dei 67 territori valutati come idonei ad ospitare il deposito nazionale occorre evidenziare che i tre comuni della Puglia risultano essere classificati "ad alto interesse", ciò con maggiore probabilità di realizzazione. Questo è l'elenco completo, pubblicato da noi di newspuglia.it, dei 67 comuni italiani che potrebbero ospitare il deposito unico nazionale dei riufiuti nucleari.

BASILICATA-PUGLIA - 17 zone tra le province di Potenza, Matera, Bari, Taranto (Comuni di Genzano, Irsina, Acerenza, Oppido Lucano, Gravina, Altamura, Matera, Laterza, Bernalda, Montalbano, Montescaglioso)

PIEMONTE - 8 zone tra le province di Torino e Alessandria (Comuni di Caluso, Mazzè, Rondissone, Carmagnola, Alessandria, Quargento, Bosco Marengo e così via)

TOSCANA-LAZIO - 24 zone tra le province di Siena, Grosseto e Viterbo (Comuni di Pienza, Campagnatico, Ischia e Montalto di Castro, Canino, Tuscania, Tarquinia, Vignanello, Gallese, Corchiano)

SARDEGNA - 14 aree tra le zone in provincia di Oristano (Siapiccia, Albagiara, Assolo, Usellus, Mogorella, Villa Sant’Antonio, Nuragus, Nurri, Genuri, Setzu, Turri, Pauli Arbarei, Ortacesus, Guasila, Segariu, Villamar, Gergei e altri)

SICILIA - 4 aree nelle province di Trapani, Palermo, Caltanissetta (Comuni di Trapani, Calatafimi, Segesta, Castellana, Petralia, Butera).

Quindi sono sette le regioni in cui sono state individuate le aree potenzialmente idonee alla costruzione del deposito nucleare nazionale: Puglia, Basilicata, Piemonte, Toscana, Lazio, Sardegna e Sicilia. Purtroppo, proprio Puglia e Basilicata risultano però possedere condizioni più idonee di altri. La battaglia dei sindaci pugliesi e lucani per opporsi a questa ipotesi è però molto forte e lo si capirà certamente meglio nelle prossime settimane. (R.T.)