Lun25052020

Ultimo aggiornamentoDom, 24 Mag 2020 7am

La corruzione in Italia stimata è di 6mld l’anno come danno sulla sanità pubblica che corrisponde ad un 5/6 % di tutte le risorse stanziate

L’azienda sanitaria di Bari diventa una tra le prime quattro in Italia a poter partecipare attivamente al progetto come azienda pilota, con l’obiettivo di prevenire e contrastare in maniera più efficace corruzione e sprechi. Il progetto ha un obiettivo molto ambizioso: aiutare il sistema sanitario nazionale a ridurre il livello di corruzione grazie a una maggior trasparenza, integrità e responsabilità. 
Le attività in programma mirano innanzitutto ad aumentare la consapevolezza sul fenomeno della corruzione, a istruire e formare dirigenti e staff e a implementare e testare sul campo strumenti anti-corruzione e modelli organizzativi innovativi. Da qui, l’importanza del lavoro che sarà svolto insieme alla ASL di Bari, dove gli strumenti anticorruzione verranno testati e monitorati per 2 anni in collaborazione con il Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e lo staff designato dalle organizzazioni. 
La collaborazione ha l’obiettivo di aiutare l’azienda a mitigare i rischi di corruzione e di spreco e aumentare l’efficienza per offrire un servizio sempre migliore ai cittadini.
L’Italia è uno dei Paesi europei in cui la corruzione in sanità è particolarmente percepita. Questa dato trova conferma in Puglia, regione che si classifica al 19° posto per livello di corruzione percepita a confronto con le altre regioni italiane. Da qui la necessità di agire e la volontà della ASL di Bari di porsi in prima fila nella lotta alla corruzione. Oltre a momenti di formazione anticorruzione, l’azienda sanitaria barese avrà modo di testare tra gli altri strumenti innovativi per il whistleblowing, per la pubblicazione dei dati aperti, per garantire l’accesso alle informazioni ai cittadini, per rendere più sicure le gare d’appalto.
Curiamo la corruzione è un progetto di Transparency International Italia in partnership con CENSIS, ISPE Sanità e RiSSC, finanziato nell’ambito della Siemens Integrity Initiative.

“Molti tra gli strumenti messi in campo da Transparency Italia sono già a disposizione di tutte le aziende sanitarie pubbliche e quindi potrebbe essere già applicati – ha detto il direttore del Dipartimento Salute della Regione Giovanni Gorgoni – complessivamente invece la corruzione in Italia stimata è di 6mld l’anno come danno sulla sanità pubblica che corrisponde ad un 5/6 % di tutte le risorse stanziate per la sanità. In Puglia è molto difficile dirlo ma la corruzione potrebbe valere tra i 100 e i 250 milioni di euro che sono una cifra non di poco conto.  Con questo denaro si può fare molta più assistenza sia domiciliare che territoriale, quella che ci manca, molte più assunzione, che sono quelle che ci mancano”. Tra gli strumenti utilizzati nel corso dei due anni di ricerca, particolare attenzione è stata rivolta allo strumento del Whistleblowing, ossia la possibilità di segnalare in maniera documentata e con la tutela massima di anonimato, comportamenti illeciti di cui si è conoscenza".

 Ad illustrare questa mattina alla stampa il progetto oltre a Gorgoni c'era il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il direttore generale della Asl di Bari Vito Montanaro.