Dom31052020

Ultimo aggiornamentoVen, 29 Mag 2020 2pm

I danni derivanti dall'incapacità di spesa delle asl pugliesi. Il caso dell'Asl di Lecce che non è riuscita a utilizzare tutti i finanziamenti a cui poteva accedere

L'Asl di Lecce è riuscita nella difficile impresa di perdere alcuni milioni di euro di finanziamenti. Soldi necessari per acquistare, ad esempio, nuova attrezzatura indispensabile per ammodernare e potenziare gli impianti diagnostici ma anche per ampliare e ristrutturare ospedali. L'Asl aveva la possibilità di utilizzare 43 milioni e 440mila euro di fondi europei ma è riuscita - secondo alcuni - a perderne il 27 per cento, cioè 11 milioni e 908.762 euro. I finanziamenti a cui si poteva accedere in più larga misura sono quelli dei fondi Fesr 2007/2013.

Cosa si sarebbe potuto acquistare se l'Asl fosse riuscita ad accedere all'utilizzo dell'intera disponibilità finanziaria, cioè quei circa 43 milioni? Tanto, ad esempio Tac a 32 o 64 slide per Galatina e Copertino. Invece ora si corre a rimedi pensando di comprare, con altri fondi, una tac a 16 slide per l'ospedale di Galatina. E' solo uno dei tanti esempi, purtroppo tutti in negativo, che è possibile fare ora che si sa per certo l'incapacità di spesa dell'asl salentina. Un fenomeno che, molto probabilmente, non è limitato al tacco di Puglia ma ad altre realtà della sanità pugliese. 

Nel frattempo, mentre la politica cavalca la protesta per il presunto scandalo, la Regione fa sentire la sua voce in merito e la sua verità sarebbe che i Fondi Fesr hanno un valore di 30 milioni e 700mila euro e che la perdita sarebbe stata di “soli” di 2 milioni e 500mila euro e riguarderebbe «non le opere principali o le attrezzature specifiche, bensì opere complementari e o arredi». L’assessorato regionale alle Politiche della Salute con un comunicato stampa ha fatto sapere che «l'Asl di Lecce, a partire dal 2009, ha stipulato con la Regione Puglia, in ambito sanitario, tre disciplinari per l’utilizzo dei fondi comunitari Fesr, per un totale di 30 milioni e 700mila euro. Nel corso degli anni, dal 2009 in poi, in ciascuno dei disciplinari, è stato possibile recuperare eventuali somme non spese dal disciplinare precedente. Ad oggi a fronte dei 30 milioni e 700 mila dei tre disciplinari, sono stati aggiudicati, con i ribassi di asta, 28 milioni e 331mila euro. Di questi 28 milioni e 300mila euro, il denaro effettivamente divenuto opera ammonta a 25 milioni e 800mila euro. A conti fatti, dunque, il denaro non speso ammonta a 2 milioni e 500mila euro. Le differenze purtroppo le si possono riscontrare in tutte le Asl in quanto rappresentano un calo amministrativo fisiologico, vista la mancata sostituzione, negli ultimi sei anni, del personale tecnico amministrativo che si occupa di gare in tutta la Regione Puglia, personale andato in pensione. La Puglia comunque, in relazione ai Fesr per l’asse di finanziamento di cui stiamo parlando, ha dimostrato una capacità di spesa ben oltre le aspettative europee tanto che nell’asse 2014/2020 le risorse sono state raddoppiate arrivando a 404 milioni».