Dom31052020

Ultimo aggiornamentoVen, 29 Mag 2020 2pm

Riordino ospedaliero: una rete di medicina territoriale

“Solo un efficiente rete di medicina territoriale può supportare un piano di riordino ospedaliero che punti su un numero congruo di centri di Eccellenza”, è quanto afferma in una nota il vicepresidente del Consiglio della Regione Puglia, Peppino Longo, in risposta ad alcune prese di posizione apparse sulla stampa, da parte di consiglieri regionali che chiedono la chiusura dei presidi di primo soccorso e il trasferimento del personale nei pronto soccorso dei principali ospedali.
“E’ una questione di numeri e buon senso – continua Longo – e sono convinto che proprio in virtù di tali principi sia questo il progetto perseguito dal presidente Michele Emiliano per rendere sano il sistema sanitario regionale. Solo limitando il numero degli accessi ai pronto soccorso delle struttura sanitarie più organizzate, si può garantire un’assistenza adeguata e l’abbattimento delle liste di attesa anche per esami diagnostici e strumentali non eseguiti in emergenza. E per fare ciò l’unica strada, del resto già percorsa da Regioni con SSR all’avanguardia, è il potenziamento della medicina territoriale in una rete che preveda posti di primo soccorso, poliambulatori, case della salute decentemente distribuite sul territorio per assorbire e trattare le situazioni meno gravi, oppure stabilizzare quei pazienti che poi dovranno essere trasferiti nei centri specialistici. Affermare il contrario credo presupponga una scarsa conoscenza delle problematiche pugliesi legate all’assistenza, né la questione sanitaria può essere affrontata esclusivamente con il pallottoliere. Per questo torno a chiedere al direttore generale della ASL Bari, Vito Montanaro di limitare temporalmente i disagi che in questi giorni stanno vivendo le popolazione di Bitonto, Casamassima, Castellana, Giovinazzo e Rutigliano, dove i posti di primo soccorso da domenica scorsa  restano  chiusi nelle ore notturne”.
“Concludo – afferma ancora Longo – ricordando a me stesso e ai miei colleghi, che in Puglia ci sono ampie aree – spesso ad elevatissima vocazione turistica – soprattutto nel Gargano e in Salento, distanti ore di auto dagli ospedali più vicini: solo i presidi di primo soccorso, magari potenziati, possono qui contribuire a salvare vite umane e a rendere attrezzata e attrattiva una regione che vuole giustamente fare del turismo la sua prima industria”.