Lun25052020

Ultimo aggiornamentoDom, 24 Mag 2020 7am

Manifestazione dei sindacati a Taranto per chiedere potenziamenti dei servizi

Le scelte che la Giunta Regionale sta compiendo sul riordino della sanità pugliese, «stanno ignorando la grave situazione dell'offerta sanitaria in una realtà come quella di Taranto, da tutti riconosciuta ad alto rischio ambientale e già con gravi danni patologici su un'alta percentuale di persone». È quanto affermano Cgil, Cisl e Uil che hanno organizzato a Taranto un Sit in di protesta, nei pressi della sede Asl di viale Virgilio, per evidenziare l'ormai insostenibile disagio in cui versa la sanità jonica.

I sindacati chiedono “riequilibrio e riqualificazione dell'offerta sanitaria a Taranto”. In conseguenza ai due precedenti Piani di rientro, il territorio jonico – secondo i sindacati - “è penalizzato non solo sulle strutture ospedaliere, ma anche sulla qualità e quantità dei posti letto, con una media che è la più bassa a livello regionale”. “Siamo ben lontani da una valutazione di efficienza, come invece ribadisce l'Asl di Taranto. Lo dimostra il fatto – afferma Giuseppe Massafra segretario generale Cgil Taranto - che vi è una notevole carenza di personale, che limita l'offerta sanitaria. Inoltre le strutture di prevenzione e monitoraggio vengono mortificate”.
I sindacati sostengono la necessità di potenziare Chirurgia Toracica (sono previste 3 strutture a Bari, 2 a Foggia e 1 a Lecce) e Pneumologia (si contano 37 posti letto in alcune cliniche private) e ridistribuire queste strutture più equamente, “badando prima di tutto ai bisogni delle aree a rischio ambientale, come Taranto e Brindisi”.
Purtroppo – afferma Massafra - “c'è troppa indifferenza da parte delle istituzioni, in primis quella Regionale”.
Continua, inoltre, ad essere assente anche un'organizzazione di strutture complesse di Allergologia. I sindacati, già tempo fa chiese ed ottenne un confronto urgente con la Direzione Generale della Asl. Un confronto però, «giudicato assolutamente non esaustivo» considerate le problematiche particolarmente vaste e complesse.
Il sit-in tarantino è l'inizio di una vertenza territoriale sull'emergenza socio-sanitaria che vedrà coinvolti parlamentari, consiglieri regionali e comunali, Provincia e parti sociali, «con una mobilitazione costante che coinvolgerà i dipendenti del settore e l'intera popolazione. Bisogna dare risposte alla cittadinanza- riferisce Antonio Castellucci, segretario generale Cisl Taranto- Proseguiremo analoghe iniziative di protesta pubblica sino alla definizione di un quadro organizzativo compiuto. Manterremo alta l'attenzione anche in previsione della visita a Taranto, il prossimo 29 luglio, del Presidente del Consiglio Matteo Renzi».La vertenza sanitaria tarantina individua come punti essenziali, «la rivisitazione complessiva del Piano Sanitario di Riordino e delle sue ricadute sul territorio; neutralizzazione degli effetti della rete dell'emergenza/urgenza adottata sulla rete ospedaliera esistente; chiarezza e certezza in merito alla riorganizzazione degli ospedali SS. Annunziata, Moscati e San Marco; tempi definiti e luogo per la costruzione del nuovo ospedale; strutturazione definitiva del “Centro Ambiente e Salute” e concreta operatività sulla prevenzione, immediato avvio delle procedure concorsuali per l'adeguamento degli organici del personale medico e para medico. (Mauro De Carlo)