Lun21012019

Ultimo aggiornamentoVen, 18 Gen 2019 6pm

Pasqualone, direttore generale Asl Brindisi, aspramento criticato da CGIL e UIL

Mai visto di peggio. E' il sintetico giudizio espresso dal segretario generale CGIL di Brindisi, Antonio Macchia e dal suo collega della UIL, Antonio Licchello, per la situazione della sanità pubblica in provincia di Brindisi. Giudizio negativo è espresso dai due sindacalisti soprattutto nei confronti del direttore generale dell'Asl Brindisi, Giuseppe Pasqualone: “il suo essere ingessato su ogni decisione da assumere, tranne quella di cancellare posti letto e servizi, ha generato una situazione di collasso totale a scapito dell’utenza del Brindisino”. Pasqualone è indicato come un “DG chiuso nelle sue stanze”, lontano dalla soluzione dei problemi che è “conferma del reale scollamento con il territorio”.

Poi le critiche di CGIL e UIL diventano ancora più chiare contro Pasqualone: “la situazione in cui versa la sanità Brindisina è unicamente addebitabile alla sua gestione, dovrà rispondere a tutta la cittadinanza della sua inadempienza e per questo non basteranno interviste basate su promesse, dovrà rispondere nelle opportune sedi in cui sarà chiamato a giustificare un operato inqualificabile”.

Il segretario generale CGIL di Brindisi Antonio Macchia e il segretario generale UIL Antonio Licchello hanno invitato pubblicamente il direttore generale ASL Brindisi a spiegare ai cittadini “i motivi per cui ha dismesso posti letto senza attivarne altri portando il rapporto i posti letto per 1000 abitanti dal già insufficiente 2,7 al 2,1 con un ulteriore taglio di circa 150 posti; così come non ha per nulla riorganizzato l’attività territoriale a cominciare dai presidi territoriali”.

“Da oltre 2 anni i sindacati sono isolati” rispetto alla gestione Asl, fanno sapere i Macchia e Licchello. “Il DG Pasquale – affermano i due sindacalisti - non è accorto neppure di quanto battage sui media sia stato creato al fine di smuovere da questo torpore letale la sua Direzione”.

Cgil e Uil ritengono che il già contestato Piano di Riordino Ospedaliero – approvato dalla Regione Puglia – ha penalizzato fortemente lla provincia di Brindisi e avrebbe dovuto determinare scelte condivise tra le parti per avviare una programmazione di ampio respiro capace di dare risposte ai bisogni sanitari dei cittadini.

Poi il caos evidente nel Pronto soccorso dell'ospedale Perrino di Brindisi: “Lo si può giustificare con il picco influenzale -come vorrebbe la direzione Asl? I problemi – chiariscono i due sindacati - vengono da molto lontano, sin da quando si è deciso di chiudere tutti i pronto soccorso senza contestualmente disporre un’alternativa valida, altro che picco influenzale”.

“Si è pensato solo di chiudere per fare cassa, ma – affermano Macchia e Licchello - non si è minimamente preoccupati dell’utenza e delle necessità della stessa. E la riprova di tanta indolenza verso l’utenza brindisina è data dal fatto che a fronte della chiusura di diversi Pronto soccorso, non si è provveduto nemmeno a determinare modelli organizzativi capaci di mitigare i problemi di quello dell'ospedale Perrino ormai triplicato nel suo bacino di utenza”.