Dom12072020

Ultimo aggiornamentoVen, 03 Lug 2020 3pm

Critiche dal consigliere regionale De Leonardis al bando per la gara appalto dell'Asl Bari sul servizio di ristorazione ospedaliera

Dubbi sul servizio di ristorazione destinato ai pazienti ricoverati presso le strutture ospedaliere e sanitarie territoriali dell’Asl Bari. Li ha espressi, mettendo nero su bianco, il consigliere regionale Giannicola De Leonardis, eletto nel gruppo Area Popolare. Lo ha fatto presentando un’interrogazione urgente al presidente Michele Emiliano su quella che viene definita una gara ponte per il servizio di ristorazione ospedaliera.
La prima delibera in merito della Direzione Generale dell’Asl Bari risale 3 maggio scorso, ha ricordato in premessa De Leonardis, “e ha suscitato numerose proteste e preoccupazioni, in particolare da parte delle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, che attraverso incontri con i vertici dell’azienda hanno sollevato in particolare le criticità relative al numero di lavoratori coinvolti nel passaggio di appalto a fronte della clausola sociale, e all’ammontare complessivo del costo della manodopera, che appariva sproporzionato rispetto al valore complessivo dello stesso appalto”. Poi il 4 luglio è arrivata una nuova delibera da parte dei vertici dell’Asl, con la sospensione dei termini per la presentazione delle offerte. Nel successivo novembre sempre l’Asl ha bandito una nuova gara ponte, ma “tra le due gare inerenti il medesimo oggetto emergono sostanziali differenze” continua il consigliere. “Nel bando pubblicato a maggio, i prezzi a base d’asta erano stati presi dal riferimento Anac (13,71 euro per il refrigerato e 12, 67 per il fresco-caldo). In quello a novembre, si è preferito “confermare i prezzi attualmente in atto” (14,40 euro per il refrigerato e 14,10 euro per il caldo-fresco), con un aumento del 5 per cento sul refrigerato e dell’11,3 per cento sul fresco-caldo. Quindi, con maggiori costi per il futuro che non appaiono giustificabili per le linee guida impartite dall’Anac”. E ancora, “la durata indicata della gara ponte nel bando pubblicato nel mese di maggio era di 24 mesi, più 12 rinnovabili con estensione al massimo del 20 per cento verso altre Asl della Regione sul biennio. La durata della gara ponte di novembre è invece di 24 mesi, più 12 più 12 rinnovabili con estensione massima del 40 per cento sul biennio. E nel Capitolato Tecnico, all’art. 11 è stato inserito il periodo “… al fine di promuovere la stabilità occupazionale del personale, ferma restando la necessaria armonizzazione con l’organizzazione dell’operatore economico subentrante e con le esigenze tecnico-organizzative previste nel nuovo contratto, l’aggiudicatario è tenuto ad assorbire prioritariamente il personale già operante”.
Da qui l’interrogazione a Emiliano per sapere “se è a conoscenza delle sostanziali difformità dei due bandi avente lo stesso oggetto e le medesime finalità, e delle ragioni che hanno indotto la Direzione Generale dell’Asl Bari a introdurre modifiche così rilevanti per l’incidenza dei costi; se e come intenda procedere per la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali del personale operante nel servizio di ristorazione destinato ai pazienti ricoverati presso le strutture ospedaliere e sanitarie territoriali dell’Asl Bari”. E ancora, “se è conoscenza dell’utilizzo della gara ponte, che ha dei vincoli temporali ben determinati e di breve periodo, per bandi di affidamento che hanno un’incidenza ben maggiore, anche e soprattutto dal punto di vista economico. E se e come l’esecutivo regionale intende fare chiarezza in questo ambito, a tutela dei lavoratori e di quanti operano nel settore della ristorazione presso le strutture sanitarie e ospedaliere, e per scongiurare il rischio che bandi di gara che suscitano numerosi interrogativi e perplessità possano essere estesi anche in altre province pugliesi, e possano favorire alcuni fornitori a scapito di altri”.
“La tutela degli attuali livelli occupazionali deve essere una priorità, per scongiurare il rischio di licenziamenti nella provincia di Bari, come paventato anche dalle principali organizzazioni occupazionali” sottolinea De Leonardis. “Per questo si richiede l’intervento dell’esecutivo per fare chiarezza e per fornire alla comunità pugliese, e non solo ai diretti interessati e al sottoscritto, delucidazioni alla luce dell’analisi dei costi e dei benefici e del rispetto di leggi e norme che devono essere i riferimenti dell’azione amministrativa esercitata nell’esclusivo interesse della collettività” la sua conclusione.