Gio28052020

Ultimo aggiornamentoLun, 25 Mag 2020 8am

Sindaco di Taranto chiede inchiesta ministeriale su inquinamento Ilva. Peacelink allerta Commissione europea e sollecita controlli al camino della fabbrica.

Da oggi devono essere dimezzati i limiti di emissione per la diossina ma Ilva non è in grado di farlo. A denunciarlo è Peacelink che vuole così “segnalare all’opinione pubblica e ai decisori politici, in particolare al ministro dell’Ambiente, al presidente della Regione Puglia, al presidente della Provincia e al sindaco di Taranto” la grave inadempienza. Eppure da oggi è entrato in vigore un limite rigoroso che impone all'Ilva di ridurre drasticamente le proprie emissioni di diossina. Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, il quale ha chiesto un'indagine ministeriale.

Antonia Battaglia, Fulvia Gravame, Luciano Manna e Alessandro Marescotti a nome di Peacelink spiegano perché sono convinti dell'inadempienza dell'Ilva: la fabbrica “deve scendere sotto 0,15 ng/m3 di diossina. Un limite che Ilva non riuscirà molto probabilmente a rispettare in quanto non ha applicato al camino E312 i filtri a manica previsti dall’Aia (Autorizzazione integrata ambientale)”. Peacelink sollecita pertanto che siano effettuati “urgentemente controlli al camino per verificare se siano rispettati i nuovi limiti per la diossina, e chiederà alla Commissione europea di agire in tal senso”. Che cosa si può fare adesso per compiere le verifiche? Peacelink chiede infine “che venga adottato il campionamento in continuo della diossina per rendere tale controllo permanente, anche perché recentemente le norme europee hanno reso il campionamento continuo una procedura appropriata e valevole anche ai fini normativi”. Insomma che si faccia chiarezza e subito.

D'altra parte è ciò che vuole anche il sindaco Ippazio Stefano che parte da un altro aspetto del medesimo problema: i valori massimi di diossina registrati nel quartiere Tamburi tra il novembre 2014 e il febbraio 2015 che risultano dalle analisi commissionate da Ilva al Politecnico di Torino ed effettuate da due laboratori con il coordinamento dell'ingegnere Maurizio Onofrio. Ci vuole un’indagine ministeriale – sostiene il primo cittadino – e per questo ha già scritto sia al ministro dell’Ambiente che al ministro della Salute.

“Comprensibilmente la città – ha scritto il sindaco - ha manifestato preoccupazione, cercando chiarimenti e certezze sull'attendibilità dei dati forniti dai diversi organismi scientifici istituzionalmente preposti al controllo ed apparsi contrastanti. Pur tenendo da conto l’alto tasso di professionalità di questi organismi scientifici si avverte il bisogno - afferma Stefàno - che su questa vicenda sia fatta piena luce, per cui si chiede a codesti ministeri, per la parte di rispettiva competenza, che si disponga per una indagine ministeriale per ripristinare le condizioni di verità allo scopo di soddisfare sia le aspettative di tutela della salute e dell’ambiente, che così pressantemente la città reclama e delle quali ne siamo sentitamente portavoce, sia anche per prefigurare tutte le necessarie azioni a tutela della collettività”. (Cosima Miacola)