Dom18082019

Ultimo aggiornamentoGio, 01 Ago 2019 4pm

Nuovo vescovo di vescovo di Molfetta Ruvo Giovinazzo Terlizzi è Domenico Cornacchia

Papa Bergoglio ha nominato vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi Mons. Domenico Cornacchia, trasferendolo dalla sede vescovile di Lucera-Troia. Mons. Cornacchia è nato ad Altamura (Bari) il 13 febbraio 1950. Il nuovo vescovo succede a mons. Luigi Martella, morto il 6 luglio dello scorso all'età di 67 anni per un infarto. La diocesi di Molfetta è nota anche perché dal 1982 al 1993 venne retta da mons. Tonino Bello. 

Il vescovo Cornacchia ha frequentato inizialmente il Seminario di Bari e poi ha continuato gli studi nel seminario regionale di Molfetta. È stato, quindi, alunno del Seminario Romano Maggiore, seguendo i corsi di Filosofia e di Teologia presso la Pontificia Università Lateranense. Ha conseguito il dottorato in Teologia presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale.
È stato ordinato sacerdote per la diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti il 24 aprile 1976.
Dopo l’ordinazione presbiterale ha svolto i seguenti incarichi: Insegnante di Religione (1977-1995); Vicario Cooperatore (1977-1984); Parroco della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù (1984-1993); Assistente dei giovani dell’Azione Cattolica (1977-1982); Assistente Spirituale dei gruppi, movimenti e istituti secolari. Ha insegnato Teologia Spirituale presso la Facoltà Teologica Pugliese, e dopo essere stato per dodici anni Padre Spirituale nel Seminario Regionale Teologico di Molfetta, è divenuto Parroco della parrocchia “SS.mo Redentore” ad Altamura. Più volte è stato Membro del Consiglio presbiterale diocesano e del Collegio dei Consultori. Eletto alla sede vescovile di Lucera-Troia il 30 giugno 2007, ha ricevuto la consacrazione episcopale il 22 settembre successivo.  

Ed ecco il suo discorso di insediamento rivolta ai fedeli dalla diocesi che fu di Don Tonino Bello, cioè quella di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi: “Carissimi fratelli e sorelle, sacerdoti, religiosi, religiose, diaconi permanenti, consacrati laici, seminaristi del Seminario maggiore e minore, giovani, autorità civili e militari, marittimi, con fiducia e trepidazione busso alla porta del vostro cuore e delle vostre case”. Il vescovo ha voluto ringraziare Papa Francesco a cui affida la sua “totale, filiale e gioiosa disponibilità e obbedienza” per poi ricordare “la perdita prematura e inattesa” di mons. Luigi Martella, suo predecessore, e di mons. Mimmo Amato.

“Il mio pensiero, pieno di affetto e di riconoscenza si rivolge ai pastori che mi hanno preceduto nella guida di questa antica e amabilissima diocesi”, continua mons. Cornacchia. “Cammineremo insieme, senza perderci di vista; nella cooperazione e nella condivisione di ciò che siamo e abbiamo; sempre, nella carità e nella verità; nell’umiltà e nell’autenticità! Di noi, devono tacere le parole e parlare le opere”, rimarcando l’importanza di sostenersi “gli uni gli altri, gareggiando nella stima e nella benevolenza reciproca”. “Come i pastori e i Magi, diffondiamo la luce che è Cristo, in tutti quegli ambiti di vita che la provvidenza ci indicherà – aggiunge il vescovo -. Gli altri, devono stupirsi, meravigliarsi del modo nuovo e rinnovato del nostro essere e del nostro apparire! L’Anno giubilare della misericordia deve accelerare la nostra marcia verso la conversione personale e la santità”.

Monsignor Cornacchia si è poi rivolto ai seminaristi del Seminario pontificio regionale, al rettore, ai padri spirituali, agli educatori e ai docenti, salutandoli con “indicibile affetto”, dedicando un “saluto particolare e ricco di affetto alle nostre sorelle e fratelli emigrati nel mondo! Sappiate che vi seguiamo costantemente”. Il messaggio si chiude con una citazione di mons. Tonino Bello: “Vi voglio bene! Pregate tanto per me. A presto”. Il messaggio del vescovo sarà diffuso come inserto speciale del settimanale “Luce e Vita” nelle parrocchie della diocesi. (Carmelo Molfetta)

 

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