Sab15082020

Ultimo aggiornamentoVen, 14 Ago 2020 9am

Forza Italia critica Il governatore della Puglia sul metodo utilizzato per privatizzare la Fiera del Levante

Arriva l’ennesima conferma di quanto sosteniamo fin dall’inizio sulla pseudo privatizzazione della Fiera del Levante: scioperano i sindacati emiliani, rompendo le trattative con il Comune ed uno dei punti cardine della protesta è proprio l’operazione pugliese della Fiera di Bologna. Era già tutto previsto”. Così il consigliere regionale di Forza Italia, Nino Marmo. “Un processo - aggiunge - condotto con asineria, per usare un eufemismo. Con il 15% del capitale, la Fiera di Bologna dovrebbe occuparsi della gestione dell’ente barese. Ma si ignora, colpevolmente da troppo tempo, i problemi della Fiera bolognese, che vive un momento di grande difficoltà dovuta a problemi relativi agli assetti interni. Una condizione narrata e fotografata ampiamente dalle cronache emiliane. Ma è un processo nato male dall’inizio: non dimentichiamo, infatti, i rilievi che come Gruppo consiliare abbiamo incardinato in un’interrogazione, a cui abbiamo ricevuto risposte “stravaganti” in Consiglio regionale. L’assessore regionale Capone (che sappiamo bene non esserne l'artefice), allora, ci rispose che il secondo bando di affidamento per la Fiera del Levante non era stato pubblicato sul Guce né sul Guri, violando i principi del Codice degli appalti, perché si riteneva più “legalizzante” la pubblicazione su quotidiani come il Sole 24Ore. Senza contare, poi, anche la smania di nomine che ha colpito il presidente Emiliano, il quale ha ritenuto più utile la nomina di due commissari della Fdl anziché di uno, come vuole lo statuto dell’ente. Ed oggi, a pochi giorni dall’assemblea dei soci bolognesi, che dovrebbe esprimersi sull’ingresso definitivo nella fiera nostrana, si moltiplicano i mal di pancia. Eppure, una proposta seria l’abbiamo avanzata da subito per rilanciare la campionaria: una Fondazione. Sarebbe stato un valido strumento per rilanciarla - conclude Marmo - dopo essere stata “munta” per anni dal centrosinistra barese e pugliese fino al suo declino totale”.