Dom21042019

Ultimo aggiornamentoMar, 19 Mar 2019 9am

Commissione europea ha aperto procedura di infrazione per l'inquinamento nel Brindisino. Il dossier di Peacelink

Una procedura di infrazione per inquinamento atmosferico su Brindisi è stata aperta dalla  Commissione europea sulla base del dossier presentato dall’associazione ambientalista Peacelink La certezza giunge mediante una lettera inviata all’associazione da Ian Codescu, delegato a rispondere per conto del commissario, il maltese Karmenu Vella. Il procedimento riguarda, nello specifico, la questione del particolato in emissione dagli impianti industriali di Brindisi. Alla Commissione i valori limite per la qualità dell’aria sono stati superati per diversi anni nell’area di Brindisi. Una procedura di infrazione è quindi stata aperta per violazione degli articoli 13 e 23 della Direttiva 2008/50/EC sulla qualità dell’aria ambiente in questa e altre zone, in particolare con attenzione per il Pm10 (polveri sottili. Insomma la Commissione europea ha deciso di prendere in considerazione la denuncia di Peacelink.

Proprio i rappresentanti ambientalisti hanno dichiarato in proposito che “la commissione era stata aggiornata nel dettaglio su quanto avvenuto in questi mesi. La sorgente presa in esame è la centrale termoelettrica situata a Cerano (Brindisi), in cima alle classifiche dell’Agenzia europea per l’Ambiente (Eea) – afferma Peacelink  - per emissioni di sostanze inquinanti»

“Nella denuncia mandata alla Commissione Europea dall’associazione, si faceva riferimento – chiarisce Peacelink - ad un peggioramento della situazione nel Brindisino, accompagnato dalla inerzia delle istituzioni che non hanno ad oggi ancora elaborato nessun piano per la riduzione delle emissioni, nessun atto finalizzato a proteggere la popolazione quando le condizioni meteorologiche portano le emissioni in città, nessuna programmazione su come informare i cittadini sui comportamenti da assumere in caso di pericolo. Niente è stato fatto nel campo della prevenzione sanitaria e la popolazione è abbandonata a se stessa sebbene si sappia che l’inquinamento possa causare malattia e morte”.

La Commissione era stata poi aggiornata nel dettaglio su quanto avvenuto in questi mesi e in particolare sulla ricerca scientifica pubblicata a luglio 2015 (Impatto sulla salute della popolazione del particolato secondario originato da una sorgente industriale), a firma dei ricercatori Cristina Mangia, Marco Cervino ed Emilio Gianicolo del CNR sull'impatto del particolato primario e secondario. Perché è stato fatto questo studio? Si è ritenuto necessario valutare l’associazione tra concentrazioni medie giornaliere di alcuni inquinanti atmosferici e le serie giornaliere di mortalità e di ricovero ospedaliero dei cittadini residenti nella città di Brindisi, nel periodo 2003-2006.

La particolarità sta nel fatto che questo studio, per la prima volta, si fonda sull’acquisizione e l’analisi congiunta di dati sanitari e ambientali e, attraverso un disegno analitico, valuta gli effetti acuti dell’inquinamento atmosferico nella città di Brindisi.  

L’associazione tra le due serie temporali di dati giornalieri di mortalità (2003-2005) e di ricovero ospedaliero (2003-2006) e la serie delle concentrazioni giornaliere degli inquinanti è stata analizzata mediante il metodo case-crossover e il modello di regressione logistica condizionata. Il periodo di controllo è stato scelto seguendo un approccio tempo-stratificato. Come variabili di confondimento sono state considerate la temperatura media, l’umidità relativa, le epidemie influenzali, il decremento estivo della popolazione residente e le festività. L’analisi è stata condotta adattando modelli specifici per causa di decesso o di ricovero, genere, età e stagione. 

Incrementi della concentrazione di PM10 risultano associati a incrementi percentuali del rischio di morte sia per tutte le cause naturali sia per le patologie cardiovascolari. Gli effetti sono immediati. Vengono, infatti, rilevati a lag 1 e 0-1. Per i ricoveri ospedalieri gli effetti sono statisticamente significativi per le malattie cerebrovascolari tra le donne e gli anziani, considerando la concentrazione media dell’inquinante a lag 4. Risultati significativi si sono osservati anche per NO2 per la mortalità e per i ricoveri in categorie specifiche di popolazione.

Nell’ultimo decennio diversi studi epidemiologici descrittivi condotti a Brindisi hanno rilevato eccessi di mortalità potenzialmente attribuibili all’esposizione ambientale o occupazionale ma questo studio scientifico fornisce, per la prima volta, un’indicazione degli effetti acuti dell’inquinamento nella città di Brindisi e descrive una situazione giornaliera di rischio dovuta all’inquinamento dell’aria per la quale sarebbe opportuno prendere misure cautelative.  (Rezarta Tahiraj)