Gio28052020

Ultimo aggiornamentoLun, 25 Mag 2020 8am

Misure di prevenzione alla radioattività del Radon nel territorio pugliese

“II Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge per ridurre l’esposizione alla radioattività naturale derivante dal gas radon in ambiente confinato, una legge che si adegua alle norme ambientali statali e comunitarie”.

Lo dichiara il presidente della Commissione Bilancio Fabiano Amati, primo firmatario della proposta di legge con i consiglieri Donato Pentassuglia, Marco Lacarra, Ruggero Mennea e Filippo Caracciolo.

“La proposta di legge fu già presentata nella IX legislatura, ma oggi abbiamo approvato un testo che ha tenuto conto delle indicazioni contenute nell’Analisi Tecnico Normativa (conseguita all’epoca della prima presentazione) per evitare conflitti di attribuzione, e dell’esperienza compiuta dalla Regione – sempre nella IX legislatura – in materia di benzopirene, passata immune da qualsiasi impugnativa nonostante avesse innalzato il livello di tolleranza in deroga alla legislazione nazionale. Preziosi sono stati i suggerimenti del prof. Fulvio Italo Maria Fucilli, docente di Fisica applicata dell’Università di Bari e del fisico dott. Stefano Roberto Soleti”.

“Il radon – spiega Amati – è un gas presente naturalmente nelle rocce, specie in quelle di origine vulcanica ed emerge in superficie attraverso microfratture del materiale. Il gas tende quindi ad accumularsi negli ambienti chiusi quali miniere o negli edifici privi di un adeguato ricambio di aria. La pericolosità per l’essere umano deriva non solo dalla sua radioattività, ma anche dagli elementi tossici che lo compongono. L’attività di prevenzione e riduzione da questi rischi è rappresentata dalle azioni contenute in un piano regionale coerente con le linee guida del piano nazionale radon predisposto dalla giunta con il supporto tecnico-scientifico dell’ARPA. Il piano contiene l’individuazione delle aree e degli edifici a rischio per la salute della popolazione, i limiti di concentrazione del gas radon per le differenti tipologie e destinazioni di immobili, la realizzazione e la gestione di una banca dati delle misure del gas annualmente aggiornata. La legge stabilisce in 300 Bq/mq i limiti di concentrazione per le nuove e vecchie costruzioni. Per gli immobili destinati ad attività agli esercenti è fatto obbligo di avviare misurazioni semestrali sul livello di concentrazione di attività del gas radon ed a trasmettere gli esiti al Comune interessato e ad ARPA Puglia. Qualora gli esiti di concentrazioni dovessero risultare superiori ai limiti fissati – conclude il presidente della commissione Bilancio – l’immobile dovrà essere sottoposto a risanamento”.

“Questa legge rappresenta un primo segnale importante affinché negli interventi che riguardano la qualificazione ambientale, il recupero urbano, l’eliminazione del rischio ambientale, la salvaguardia della salute e il miglioramento degli immobili pubblici, venga espressamente previsto il sostegno ad attività di monitoraggio del radon e, soprattutto, ai lavori di eliminazione della presenza del gas in caso di valori superiori ai limiti”.

Sullo stesso argomento è intervenuto anche il consigliere regionale Mauro Vizzino

Nel ricordare che il gas radon oggi costituisce in Italia la seconda causa di cancro al polmone, l’esponente del gruppo civico di maggioranza “Emiliano sindaco di Puglia” sottolinea “l’importanza di questa legge pugliese in quanto ancora oggi non esiste una normativa specifica nazionale per proteggere la popolazione dall’esposizione al radon presente nelle abitazioni ma solo delle raccomandazioni dell’Unione Europea a cui rifarsi”.

Un altro aspetto messo in evidenza dal consigliere Vizzino riguarda “le necessità di una corretta informazione ai cittadini sulla natura del rischio e sulle azioni di tutela da intraprendere”. E a questo proposito Vizzino ricorda di essere in attesa di risposte ufficiali dall’Arpa dopo la sua lettera sugli allarmanti livelli di inquinamento rilevati nei comuni di Mesagne e Latiano.