Mar11122018

Ultimo aggiornamentoLun, 26 Nov 2018 1pm

Sequestrata documentazione negli uffici di Tap per inchiesta giudiziaria su presunto inquinamento acque di falda a Melendugno

L'accusa è di aver inquinato le acque di falda nel territorio di Melendugno, nel Leccese. Per fare chiarezza su questa vicenda i carabinieri del Noe hanno sequestrato molti documenti nelle sede legali, negli uffici e nei cantieri della società Trans Adriatitc Pipeline" SpA a Melendugno, Roma e Lecce. TAP è la società che sta realizzando il gasdotto che giunge in Puglia dopo aver attraversato il Mare Adriatico, l'Albania, la Grecia partendo dai giacimenti di gas del Mar Caspio.

L'inchiesta giudiziaria è coordinata dal Procuratore Capo di Lecce, Leonardo Leone De Castris, e dal pm Valeria Farina Valaori. 

Tra gli indagati ci sono Clara Risso, legale rappresentante di Tap Italia, Michele Elia, country manager della società e Gabriele Paolo Lanza, project manager di Tap.

La società è accusata di aver scaricato abusivamente in falda sostanze industriali inquinanti. Per questo motivo a Villafranca padovana è stata perquisita anche la sede di un laboratorio di analisi chimiche, SGS Italia S.p.A., che è stata utilizzata da TAP per misurare i paramenti ambientali dei vari cantieri. I carabinieri hanno sequestrato tutti i rapporti di prova delle analisi effettuate e altri documenti preparati per Tap dal novembre 2017.

Da quanto risulta a Noe e Arpa Puglia che hanno effettuato proprie analisi nella zona del cantiere, in località San Basilio di Melendugno (Lecce), è stato accertato un superamento della concentrazione di alcuni elementi inquinanti tra cui il cromo esavalente.

E pensare che poche ore prima del blitz giudiziario si era espresso sul gasdotto il TAR del Lazio. I giudici amministrativi hanno rinviato la decisione sulla richiesta di TAP che aveva la finalità di fare sospendere l'ordinanza del sindaco di Melendugno, Marco Potì, che da luglio ha bloccato l'estrazione dell'acqua dai pozzi nell'area di cantiere perché inquinata da sostanze pericolose come cromo esavalente, manganese, nichel e arsenico. (Rezarta Tahiraj)