Sab16012021

Ultimo aggiornamentoMar, 05 Gen 2021 12pm

Il caso del Comune di Cavallino che ha avuto ragione contro Iliad che voleva installare un'antenna 5G

Il TAR Puglia, Sezione I di Lecce, dà ragione al sindaco di Cavallino e torto ad Iliad che voleva installare un'antenna 5G. La controversia giudiziaria certamente non si conclude qui ma intanto si prende atto che il TAR ha respinto l’istanza di sospensiva proposta da Iliad avverso il diniego di installazione di un’antenna con tecnologia 5G nel territorio di Cavallino. Giusta quindi la soddisfazione del sindaco e di tutti i cittadini contrari all'installazione di quell'antenna e ovviamente di Giancarlo Vincitorio che è il referente per la Puglia di Alleanza Italiana Stop 5G.

“Aspettando la nuova udienza, quest’ordinanza legittima comunque le nostre richieste per una sensata moratoria – afferma Vincitorio. E' opportuno evidenziare che solo nella nostra regione sono stati adottati 44 atti amministrativi tra ordinanze sindacali e delibere. Complimenti al Sindaco di Cavallino, avvocato Bruno Ciccarese Gorgoni, che invitiamo ad aderire alla costituenda Rete Nazionale dei Sindaci e combattere politicamente il bavaglio imposto dal Piano Colao, in attesa che se ne possa valutare anche l’incostituzionalità come richiesto dal sindaco di Marsaglia, Franca Biglio in audizione parlamentare“.

L'ordinanza n. 728 del TAR di Lecce ha evidenziato che, nonostante la legislazione statale permetta la realizzazione di detti impianti, non sussiste un diritto tout court all’installazione in capo ai gestori telefonici ed ha rinviato per la decisione nel merito della controversia all’udienza del 12 maggio 2021.

L'avvocato Ettore Bruno, nel difendere la posizione espressa dal Comune, ha fatto rilevare che nel cosiddetto “decreto semplificazioni” (D.L. n. 76/2020) ha modificato l’art. 8 della L.n. 36/2001, stabilendo che i comuni possono adottare un regolamento per assicurare “il corretto insediamento urbanistico e territoriale” mantenendo il relativo potere regolamentare, fermo restando il divieto di “introdurre limitazioni alla localizzazione in aree generalizzate del territorio di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche di qualsiasi tipologia”. Il Consiglio Comunale di Cavallino, con delibera n. 11 del 18 giugno 2020, tesaurizzando il “principio di precauzione”, ha adottato all’unanimità un regolamento che vieta l’installazione sull’intero territorio comunale di impianti con tecnologia 5G in attesa che più puntuali evidenze scientifiche attestino gli effetti della nuova tecnologia sulla salute dei cittadini.

Insieme al suo legale, soddisfazione per questo primo traguardo esprime il sindaco Gorgoni: «è auspicabile che tali studi siano portati a termine al più presto così da accertare se vi siano o meno conseguenze nocive per la salute dei cittadini conseguenti all’installazione dei ripetitori 5G, permettendo agli enti locali, unicamente in caso di riscontri positivi, di stabilire la corretta localizzazione di impianti tecnologicamente innovativi oltre che utili».

Vincitorio aggiunge al commento del sindaco che “la battaglia giudiziaria certamente continua ma è significativo che il TAR di Puglia dimostri con questa ordinanza, così come accaduto con altre recenti importanti decisioni espresse dal TAR di Umbria, Campania, Veneto ed Emilia Romagna, che la battaglia contro il 5G è tutt’altro che finita, come invece erroneamente alcuni hanno creduto dopo l'entrata in vigore del decreto semplificazione.”