Lun29112021

Ultimo aggiornamentoLun, 29 Nov 2021 5pm

Ne hanno parlato a Bari, nel ruolo di relatori, Giancarlo Vincitorio per Stop5G e gli avvocati Quacquarelli e Ferrara

Dando per certo che l'inquinamento elettromagnetico fa male alla salute c'è da chiedersi cosa è possibile fare per ridurre danni all'uomo e all'ambiente. Sostanzialmente su questo argomento c'è stato a Bari un incontro formativo organizzato da Alleanza Italiana Stop5G. Si è parlato più specificatamente dai campi elettromagnetici generati da impianti ed antenne di tipo 5G. Giancarlo Vincitorio, che è il referente regionale di questa associazione che ha a cuore i temi dell’ecologia e della salute, ha illustrato alcune recenti battaglie condotte in Puglia in difesa dei cittadini e dell’ambiente. Inevitabile il riferimento alla richiesta fatta a Michele Emiliano, presidente della Regione, per modificare una legge regionale al fine di allontanare da scuole, residenze per anziani ed edifici sanitari tutti tralicci di alta tensione elettrica e antenne 5G. Vincitorio ha citato il caso paradossale di un istituto scolastico che a San Giovanni Rotondo ospita circa 2mila persone al giorno a poche decine di metri da un grande traliccio che irradia onde elettromagnetiche dalle antenne di due note società di telefonia. L’incontro a Bari, organizzato da Stop5G Puglia in collaborazione con le associazioni, “Il mondo che voglio”, “agorà-movimento delle idee” e da “Le ali del sorriso”, ha registrato, per il ruolo di relatori con Vincitorio, gli avvocati Quacquarelli e Ferrara.

Andrea Quacquarelli ha parlato della tutela giuridica del malato e poi per l’aspetto dedicato specificatamente al problema delle antenne 5G ha illustrato i risultati ottenuti da un ricorso al TAR del Comune di Fasano a conferma che quando istituzioni e cittadini sono dalla stessa parte è più facile ottenere risultati positivi contro il potere delle grandi società di telefonia.

Leonardo Ferrara si è soffermato in particolare sull’articolo 32 della Costituzione che fu approvato con l’intendimento anche di vietare esperimenti scientifici sul corpo umano che non siano volontariamente accettati dai pazienti. C’è da chiedersi se la sperimentazione di massa della tecnologia 5G sia stata volontariamente accettata dagli italiani o imposta a livello governativo. Presente, tra gli altri, Michele Picaro, consigliere comunale di Bari. Altri incontri formativi sono in programma nelle prossime settimane in alcuni comuni pugliesi.