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Ultimo aggiornamentoMar, 24 Gen 2023 1pm

Finanche per finanziare un festival anni Ottanta. Anche a questo sono serviti i soldi per Taranto pagati dall’amministrazione straordinaria Ilva per restituire un prestito dello Stato. Trenta milioni per l’assistenza, per il disagio sociale. Per Taranto si adoperò anche il governo Renzi che stanziò 70 milioni affidandoli alla Regione Puglia con la finalità di attrezzare strutture sanitarie per gli ospedali di Taranto e 8 milioni per screening sanitari. Di questi 70 milioni ad oggi ne sono stati spesi solo 9 milioni.

E poi ci sono 30 milioni che l’allora ministro dello Sviluppo Carlo Calenda nel 2016 decise di destinare ai comuni dell’area tarantina vincolandoli a piani sociali e assistenziali. Dovevano servire a finanziare il tempo lungo a scuola, insegnanti migliori da pagare il doppio, viaggi studio lingue pagati, sport e presidio assistenti sociali e sostegno psicologico. Dai milioni ai miliardi. A quei fondi furono aggiunti un miliardo già stanziato dal governo Renzi per il Contratto di Sviluppo e un altro miliardo dal Just Transition Fund. Il Comune di Taranto con una variazione di bilancio ha spostato 305mila euro di quei fondi dai progetti per il sociale a iniziative di comunicazione, per pubblicizzare i relativi bandi che andavano deserti. Ma mai nessuno avrebbe potuto pensare che quei fondi Ilva per il sociale fossero utilizzati, come è avvenuto in periodo di epifania, per finanziare un festival dedicato ai mitici anni Ottanta. Come spiega la pubblicità dell'iniziative finanziata dal Comune con i "fondi Ilva" si è pensato a fare vita a "concerti, dj set, proiezioni videoclip, sapori tipici. Una strada diventata pedonale per qualche ora trasformarsi in una macchina del tempo. Per tutti i partecipanti, l’occasione di immergersi nell’atmosfera colorata fatta di giacche con le spalline, fast food, musica con i sintetizzatori elettronici, clip tratte da pellicole passate alla storia. Occasione per vivere la città ricordando i fasti degli anni Ottanta, quelli della spensieratezza, fatti di nuove sonorità, progetti all’avanguardia, effetti scenici. In questa parte di Taranto, un festival urbano diffuso per animare il centro, offrendo uno spettacolo adatto a ogni generazione, anche a chi non ha vissuto i mitici ’80”. Può esserci allegria, spensieratezza, divertimento pensando le finalità originarie di quei soldi? (Rezarta Tahiraj)