Gio14112019

Ultimo aggiornamentoLun, 11 Nov 2019 10am

Carcere a vita o meglio, per essere più precisi, condanna all’ergastolo con isolamento diurno per 18 mesi. La sentenza di primo grado inflitta all’imprenditore di Copertino Giovanni Vantaggiato che il 19 maggio di due anni fa fece esplodere una bomba davanti alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi è stata confermata in toto dalla Corte d’Assise di Lecce. In quell’attentato, che scosse l’Italia intera, morì la 16enne Melissa Bassi ed altre studentesse rimasero gravemente ferite.

Il boato che aveva bruscamente interrotto la tranquillità di un normale giorno di scuola quando mancavano pochi minuti alle 8.00, le immagini terrificanti delle ragazze ferite, le sirene delle ambulanze, la disperazione di chi, impotente, aveva assistito a quella terribile scena. Rabbia, tristezza, disperazione... E poi il silenzio, le lacrime, il dolore dei giorni successivi e la voglia di reagire con un messaggio forte e chiaro «E adesso ammazzateci tutti», quando ancora ci si interrogava sulle piste da seguire per spiegare quell’orrore che aveva colpito l'istituto brindisino intitolato a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo: terrorismo, strage mafiosa o più semplicemente il gesto di un folle? Si capì poco dopo che a premere quel pulsante del telecomando a distanza era stato un attentatore solitario.

Dopo una camera di Consiglio durata poco più di due ore, alla lettura della sentenza nella aula bunker del Tribunale di Lecce erano presenti i genitori di Melissa, Massimo e Rita Bassi che hanno commentato con poche parole la decisione «giustizia è fatta ma niente ci restituirà nostra figlia, nessuna sentenza basta mai». «Tutta l'Italia - ha poi aggiunto il padre della studentessa di Mesagne - ci è stata vicina in questi due anni, non ci ha mai abbandonato. Hanno dimostrato tutti di avere un gran cuore».