Ven24052019

Ultimo aggiornamentoMer, 22 Mag 2019 8pm

Ambiente svenduto con l'Ilva: nomi eccellenti al processo a Taranto

Sono più di 800 coloro che hanno fatto richiesta di essere considerati parte civile nell'eventualità oggi il gup del Tribunale di Taranto Vilma Gilli dedica che si debba avviare il processo per il presunto disastro ambientale provocato a Taranto dall'Ilva.

Le indagini sono state svolte in tre anni di indagini e 13 mesi è durata l'udienza preliminare. Tanti anche gli indagati e quasi tutti sono nomi eccellenti: da Fabio Riva, arrestato a Fiumicino al rientro da Londra, e dirigenti dell'azienda siderurgica ai politici (l'ex governatore della Puglia Nichi Vendola, il deputato SEL Nicola Fratoianni, il consigliere regionale Donato Pentassuglia, il sindaco di Taranto Ippazio Stefàno. Politici tutti a rischio di essere processati per favoreggiamento personale se il GUP Gilli deciderà in tal senso. Complessivamente sono 47 coloro (ovviamente non solo politici) che secondo il pm devono essere processati (44 persone fisiche e tre società, ovvero Ilva spa, Riva Fire e Riva Forni Elettrici). Per 11 di loro, tra cui i vertici Riva, c'è l’accusa di associazione per delinquere; in 17 rischiano il processo per disastro doloso oppure per rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. In 15 sono accusati di avvelenamento di acque o sostanze alimentari. Ma quanti e chi dovrà essere processato lo deciderà il gup oggi.
Intanto è sicuro che saranno giudicati dal gup con rito abbreviato l’ex assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro, magistrato in aspettativa (l'accusa per lui è di favoreggiamento personale), il luogotenente dei carabinieri Giovanni Bardaro (rivelazione di segreti d’ufficio), il funzionario dell’Arpa Puglia Roberto Primerano (falso ideologico, concorso in disastro doloso e avvelenamento di acque o sostanze alimentari), l’avv. Donato Perrini (rivelazione di segreti d’ufficio), già legale dell’ex assessore provinciale Michele Conserva (anche lui imputato) e anche il sacerdote don Marco Gerardo (favoreggiamento personale).

Angelo Bonelli, coportavoce nazionale dei Verdi, è in tribunale a Taranto per manifestare pubblicamente la posizione del proprio movimento in merito all'inchiesta giudiziaria sui danni all'ambiente provocati dall'Ilva."E' una giornata importante per Taranto, perché – dichiara Bonelli - si decide nell’ultima udienza del gup se il processo Ambiente svenduto si dovrà svolgere. Io sarò presente a nome dei Verdi che sono costituiti parte civile già dall’udienza preliminare” Il ruolo della magistratura a Taranto? Per Bonelli non c'è dubbio. E' stata assolutamente molto importante ed è altrettanto importante per Bonelli che ora si vada ad accertare le singole responsabilità in sede processuale. "Il processo – secondo Bonelli – dovrà far chiarezza sulle responsabilità e sui danni che sono stati provocati dall’inquinamento e riflettere su quelli in corso e futuri perché secondo la valutazione del danno sanitario anche se tutte le prescrizioni previste dall’Aia dovessero essere attuate,  rimarrebbero a rischio tumore circa 12.500 persone".

La decisione se andare al processo e con quanti imputati verrà presa, come è noto, oggi. "Ma al di là del processo che si svolgerà – afferma Bonelli – a Taranto esiste un giudizio etico e morale a cui nessuno può sfuggire, che è quello di chi avendo le responsabilità a diversi livelli non ha fatto nulla per costruire una credibile alternativa economica ad una città la cui economia è basata sui veleni e sull'inquinamento. Ribadisco anche sulle base delle nostre proposte presentate che il modello possibile da seguire è quello di Bilbao o Pittsburgh". (Mauro De Carlo)