Ven28012022

Ultimo aggiornamentoVen, 28 Gen 2022 9am

Arrestato albanese che viaggiava nel centro di Lecce con un furgone pieno di marijuana. Stesso episodio, a febbraio, per suo figlio.

Ad essere arrestato, a febbraio, è stato prima il figlio ed ora in manette è finito pure il padre. Entrambi sono stati trovati in possesso di ingenti quantitativi di marijuana. E' accaduto a Lecce. Entrambi gli episodi dimostrano la sconcertante naturalezza dimostrata nel trasportare su furgoncini enormi quantità di droga per le strade del centro cittadino. 

Il merito delle operazioni antidroga è della Squadra Mobile di Lecce. Il genitore che è finito in manette è un uomo di 52 anni di Valona (Albania), Agim Mecaj, residente a Lequile (Lecce). Era alla guida di un’auto furgonata piena zeppa di 120 chilogrammi di marijuana divisa in 52 involucri di cellophane. Il valore commerciale della merce sequestrata é di 270 mila euro. L'uomo è stato fermato in via Dalmazio Birago, nel rione San Pio di Lecce dopo essere stato notato mentre transitava in via Piave, nei pressi di Porta Rudiae. Ironia della sorte a bloccarlo per i necessari controlli è stata la stessa pattuglia che il 23 febbraio scorso aveva fatto la perquisizione in casa del figlio, Skerdian Mecaj. Un giovane venditore ambulante di verdure che in un furgone Citroen Berlingo di colore celeste, tra gli ortaggi, nascondeva tre chili di marijuana. Poca cosa rispetto a ciò che ha dimostrato di poter fare suo padre: ben 120 chili sempre di marijuana. Entrambi sono ora in carcere.

Lo stupefacente è stato trovato nascosto tra materassi per letti singoli e coperte. L'automezzo guidato dal genitore, che è stato sequestrato assieme alla droga, era intestato ad un altro albanese che potrebbe, però, non avere alcun rapporto con il trafficante. Agim Mecaj non è un novellino, come invece probabilmente avrebbe voluto fare credere ai poliziotti: nel 2009 fu arrestato a Piacenza proprio per traffico di droga.

E' certo che i massicci rifornimenti di droga hanno origine dalla rotta balcanica ma resta da capire ora a chi fossero destinati quei 120 chili di marijuana trasportati dal genitore. L'acquirente si nasconde nel quartiere San Pio oppure lì, in qualche garage, si voleva depositare la droga in attesa di trasferirla al compratore? Le indagini sono soltanto all'inizio ma già di trafficanti sono finiti in manette. (Carmelo Molfetta)