Sab14122019

Ultimo aggiornamentoMar, 19 Nov 2019 1pm

Quattro giorni a Bari dedicati al confronto internazionale sulle terapie contro Xylella fastidiosa

Cosa fare contro la Xylella? Quali metodi di sorveglianza e strumenti di diagnosi e controllo scegliere. Sostanzialmente si parlerà di questo nell’incontro organizzato a Bari dal 19 e 22 aprile da Ciheam di Bari (Centre International de Hautes Etudes Agronomiques Méditerranéennes). Un’organizzazione intergovernativa alla quale aderiscono 13 Paesi mediterranei: Albania, Algeria, Egitto, Francia, Grecia, Italia, Libano, Malta, Marocco, Portogallo, Spagna, Tunisia, Turchia. Più di un centinaio gli iscritti ai quattro giorni di studio: provengono da Europa, Bacino mediterraneo, Sud Est asiatico, Nuova Zelanda, Giappone, Messico, Costa Rica, Stati Uniti, Australia. In particolare, nei giorni 21 e 22 i tecnici faranno insieme alcune sperimentazioni di laboratorio.

L’incontro internazionale è organizzato in collaborazione con Fao (Food and Agricultural Organization), Neppo (Organization for Plant Protection in the Middle East), Eppo (European and Mediterranean Plant Protection Organization), Ippc (International Plant Protection Convention).

In questi quattro giorni baresi gli esperti presenteranno i risultati delle attività sperimentali condotte in Puglia e le ultime ricerche effettuare per contrastare e debellare la  Xylella fastidiosa che sta purtroppo flagellando i nostri uliveti.

Si è iniziato a parlare della necessità di adottare provvedimenti contro il batterio della Xylella fastidiosa nel 2013 ma in realtà il fenomeno pare abbia iniziato a manifestarsi già nel 2008. Secondo altri il batterio sarebbe presente sui territori salentini addirittura da un ventennio, Il fenomeno si manifesta con  bruscatura delle foglie, imbrunimenti dei rami e del fusto e disseccamenti più o meno estesi della chioma. Le analisi effettuate sul campo nel Salento e nel Brindisino dimostrano che il batterio Xylella si trova nelle zone in cui c’è il disseccamento. Non si ritrova invece dove il disseccamento degli ulivi non c’è. 

Per fermare il contagio l’Unione Europea ha ordinato di procedere con tagli non solo degli alberi di ulivo infetti dal batterio Xylella Fastidiosa, ma anche di quelli che potenzialmente potrebbero ospitarlo. E per mettersi al sicuro si sono tagliati alberi sani nell’arco di 100 metri da quelli considerati infetti. Insomma una strage eseguita con ordinanze di abbattimenti. A nulla sono servite le proteste dei proprietari degli uliveti. Ruspe, escavatori, motoseghe sono entrati in azione inesorabilmente in molti casi sorvegliati e protetti, per motivi di ordine pubblico, dalla presenza nei campi di presidi di carabinieri e CFS (Corpo Forestale dello Stato). Poi è intervenuta anche la magistratura. 

Il procuratore capo della Repubblica a Lecce, Cataldo Motta, ha iscritto nel registro degli indagati anche alcuni studiosi e finanche il commissario incaricato dal Governo di eseguire gli abbattimenti di ulivi, il comandante del CFS, il generale pugliese Silletti, che proprio per questo motivo decise di dimettersi dall’incarico ricevuto.  Per Motta non si arresta la diffusione della malattia con gli abbattimenti che di conseguenza risultano inutili. E pertanto ne ha vietato ogni abbattimento. Insomma, sul caso Xylella c’è ancora tanta confusione. Si comprende quindi perché c’è tanta attenzione per ciò che si dirà questo mese a Bari nel confronto tra studiosi e tecnici di chiara fama internazionale. (Rezarta Tahiraj)